"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

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Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

mercoledì 15 agosto 2018

La Domenica con Gesù, ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Un segno grandioso…Una donna vestita di sole…La luna sotto i suoi piedi…Sul capo una corona di dodici stelle…Un altro segno: un enorme drago rosso…Trascinava un terzo elle stelle…” Ap 11,19°;12,1-6a.10 . 
“…Cristo risorto…Primizia di coloro che sono morti…” I Cor 15,20-27a . 
“…Maria… Andò in fretta verso la regione montuosa…Elisabetta…Esclamò…: Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo !…” Lc 1,39-45.

Nella celebrazione di questa solennità, un dato balza subito all’ attenzione: la simbologia. Essa è, certamente un’ esigenza poetica, per sottolineare la prospettiva salvifica, verso la quale è orientata la liturgia. Ad esempio, la donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, il Signore primizia dei risorti e l’ esultanza dello spirito, che fa proclamare le grandi cose, operate dell’ Onnipotente, rimarcano il valore insostituibile della risurrezione. Il cantico del “Magnificat”, partendo dall’ esperienza della salvezza, diventa risposta alle attese di vita, presenti in ogni creatura. E noi sappiamo cantare le meraviglie del Signore ? Le sappiamo percepire, le viviamo nello stupore ammirato, nella gioia del dono accolto ?

Si tratta di una “chimera” clericale ? Basterebbe, invece, ricollegarci al dato biblico: Maria proclama stupore ed ammirazione, perché la sua vita è stata legata al progetto divino della salvezza. Il nostro dramma è tutto qui: certo, noi conosciamo bene la via “altruista” di Gesù, che ci “rincorre”, per offrirci la pienezza della sua vita, la ricchezza del su amore crocifisso e glorificato. Ma noi abbiamo le nostre classifiche, le nostre beatitudini, le nostre gioie di respiro breve e le rincorriamo, le difendiamo, le enfatizziamo. Sappiamo, sì, di essere cristiani, ma, purtroppo, i nostri percorsi non si identificano con quelli del Signore. E’ per questo che le immagini bibliche, come quelle che ci vengono offerte nella “Prima Lettura”, ci dicono poco o nulla, perché siamo attanagliati dai nostri desideri. Quindi, brancoliamo nel buio tra desideri inattuati, sogni inespressi e frustrazioni sperimentate.

Certamente, la solennità dell’ Assunzione della Beata Vergine Maria può essere recepita come “ la celebrazione della vita, per eccellenza”, che si incontra con la vita dell’ umanità, talvolta, minacciata e conflittuale. Possiamo affermare che la celebrazione odierna ci fa incontrare con due cortei: quello di Cristo, aperto dalla vittoria dell’ obbedienza, del bene sul male, dell’ amore sull’ odio e della vita sulla morte e quello vissuto dalla Madonna, da sola nell’ impegno, per poter vivere un servizio, che ci invita ad abbandonare recinti, palazzi, parchi, giardini protetti, per infondere speranza all’ umanità.

Le due madri, Maria ed Elisabetta, ci ricordano che il palpito di vita nel grembo materno è più potente di tutti gli armamenti più sofisticati, racchiusi negli arsenali del mondo, perché il Signore “abbatte i potenti dai troni ed innalza gli umili”.

Il sacro rito illumina tre scenari: 1) la morte è l’ ultimo avamposto del male, descritto dall’ “Apocalisse”, con l’ immagine del drago; 2) in Maria il conflitto tra bene e male si risolve nella sua obbedienza alla parola di Dio. In Maria troviamo una donna, che ha anche la sensibilità di sentirsi madre e di andare verso un’ altra donna-madre: Elisabetta. La sua singolarità è quella di “aver creduto”; 3) come possiamo entrare in quest’ ottica ? Quando ci poniamo non accanto a coloro che sono nell’ abbondanza, bensì, accanto ai poveri, che sono a mani vuote. Certamente, la Madonna, avendo fatto l’esperienza della croce partecipa alla resurrezione.

                                                                     Mons. Antonino Scarcione 

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