"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 12 agosto 2018

La Domenica con Gesù, XIX Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Elia s’ inoltrò nel deserto…Un angelo lo toccò e gli disse: Alzati e mangia…con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’ Oreb…” 1 Re 19,4-8 . 

“Fratelli,…Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenza…Ef 4,30-5,2 . 

“…Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato…Io sono il pane della vita…Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno…”Gv 6,41-51.

Spesso ci chiediamo: “Perché, ai nostri giorni, l’ attrazione verso Gesù sembra che abbia subito “un’ ecclissi” ? Notiamo che la domanda non è nuova. Sappiamo che la comunità se la pone da secoli. “La cristianità è posta di fronte al più terribile dei drammi…Il cristianesimo sembra essere minacciato da una specie di silenziosa apostasia (=allontanamento), provocata dall’ indifferenza, che lo circonda”. (cfr. Cristianità nella storia, Ecumenica, Bari, 1979, 30).

La domanda non riguarda la “periferia esterna” della vita cristiana, ma tocca la sua capacità di annunciare il vangelo, ascoltando il vissuto della società.

Il quesito, quindi, è sostituibile con un altro: perché la capacità attrattiva della comunità ecclesiale sembra subire una ecclissi ? Ovviamente, credere che possa esserci un’ eclissi della presenza di Cristo nella storia, è una tentazione diabolica. L’ autore del testo, il francese Mounier, continua così: “Il mondo attuale non incontra più il cristianesimo. In realtà, lo spirito della Chiesa non è divenuto insipido: esso occupa lo spazio incomprensibile, irriducibile, della Carità. Le sue parole non passano più, i suoi atti non producono più, il mondo ha perduto la chiave del suo linguaggio e la Chiesa ha perduto la chiave del linguaggio degli uomini”.

Il problema forse è questo: la proposta dei cristiani “non appassiona più abbastanza”. Anzitutto, perché non appare appassionante e contagiosa; le parole non passano. Oggi, si direbbe: non “bucano” più lo schermo della vita. E gli atti non sono “produttivi”, cioè fecondi. Inoltre, il “patire” degli uomini non sembra più un luogo teologicamente e pastoralmente interessante. Dimentichiamo, così, una verità fondamentale: come ben ci ricorda C.M.Martini, anche un “deserto maledetto”, luogo di sciacalli, desolazione e aridità”, dove ognuno, come Mosè, può sentirsi abbandonato, miserabile, fallito”, può essere una terra santa, in cui Dio si rivela e dobbiamo toglierci le scarpe, per presentarci davanti a lui “in punta di piedi” e in silenzio.

Possiamo incrociare queste parole, come afferma lo studioso L. Alici, con un passaggio importante dell’ “Amoris Laetitia” di Papa Francesco, che così recita: “Comprendo coloro che preferiscono una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione. Ma credo che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità” (AL 308). Questo testo ci aiuta a rispondere alla nostra domanda, riportandoci ad un binomio fondamentale: “Misericordia et Misera”; le famose parole usate da S. Agostino, per commentare l’ incontro di Gesù con l’adultera e da Papa Francesco, che usa i due termini nella Lettera Apostolica come titolo della stessa, a conclusione del Giubileo.

Immaginare che “il deserto della vita” , gigantesco “ospedale da campo”, dove ognuno resta solo, abbandonato da Dio ed impermeabile alla misericordia e alla grazia della Redenzione, è forse il peccato più grande contro lo Spirito Santo: la disperazione per la salvezza. Paolo riassume in una riga la verità, che ci consente di identificare la misericordia, come il vero volto di Dio.

L’ unica, vera eclissi che oscura l’ attrazione verso Gesù riguarda forse la “postura misericordiosa” della comunità cristiana e, quindi, di ciascuno di noi. Tra la miseria umana e la misericordia divina ci dev’ essere una comunità evangelizzatrice, accreditata da opere concrete di misericordia e da uno spirito misericordioso, capace di chinarsi amorevolmente sul vissuto delle persone, di riconoscere il “bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità” e di onorare tale bene.

Mancare l’ appuntamento con il vissuto equivale, oggi, a mancare un vero e proprio appuntamento con la storia. Questo, probabilmente, è il senso del pianto di Gesù su Gerusalemme: “Se avessi compreso anche tu quello che porta alla pace ! “   

                                                                                                                                                                                                                                                                     Mons. Antonino Scarcione

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