"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 7 ottobre 2018

La Domenica con Gesù, XXVII del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“I due saranno una sola carne” Gen 2,18-24 . 
“Siamo chiamati fratelli” Eb 2,9-11 . 
“L’ uomo non separi ciò che Dio ha unito” Mc 10,2-16.

“E’ ancora plausibile predicare l’ indissolubilità del matrimonio ?”. Per rispondere a questa domanda , seguiremo la riflesione della studiosa Chiara Pedraccini. Bisogna partire dal significato del termine “indissolubilità” e cercarne il perché. Usciamo, intanto, dal concetto di indissolubilità, quale obbligo puro e semplice, per entrare il quello del “dono diDio” per il cammino degli sposi. Ciò significa, ad esempio, non partire dalle fatiche, dalle fragilità e dalle infedeltà, bensì, dalla forza dell’ amore di Dio e dalla sua promessa di fedeltà, che accoglie la promessa, che gli sposi reciprocamente si scambiano.

Altrimenti, rischiamo di dare all’ indissolubilità, solo un contenuto “riduttivo” ( che cioè il vincolo non si può sciogliere e basta), di immaginarla, quindi, come una magia, che cade dall’ alto, oppure, come il frutto di un impegno semplicemente umano, che coinvolga, solamente, volontà e sentimento. In realtà, l’ indissolubilità riguarda la chiamata alla persona umana a realizzarsi nell’ amore e il dono di questa possibilità, che Gesù Cristo ha compiuto con la sua vita per ogni uomo e ogni donna. Il “per sempre”, è fondamentale percepire che esso è dentro l progetto di Dio Creatore e Padre, per il quale l’ uomo è, in terra, la sola creatura voluta per sé stessa, che si realizza pienamente attraverso il dono sincero di sé.

Perciò, “la vocazione all’ amore è ciò che fa dell’ uomo l’ autentica immagine di Dio; egli diventa simile a Dio”. Col matrimonio si realizza questa chiamata all’ amore nella donazione totale di sé, esclusiva, feconda e per sempre. 

L’ amore degli sposi diventa un sacramento, cioè, il segno efficace della presenza di Dio nella storia. L’ indissolubilità ha origine dal dono di Dio agli uomini; è lui che, in questo, ci precede. Questo ci rende veramente liberi e responsabili; liberi di ricominciare ad amare il coniuge, responsabili della cura del legame con l’ altro. Dio “si compromette” con la vita degli sposi e, accogliendo la loro promessa, li dona l’ uno all’altro. La fedeltà nel dono di sé al coniuge non è statica, non è un traguardo raggiunto, una volta per sempre, ma comporta un continuo, personale, rinnovamento interiore. E’ un cammino di conversione continua, che la relazione con Dio rende possibile.

Il dono di sé va di pari passo con l’ accoglienza dell’ altro. L’ amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo sono il fondamento indistruttibile e la forza dell’ amore coniugale. Conseguentemente, senza una pastorale di accompagnamento del vincolo coniugale, diventerà sempre più imbarazzante predicare, o meglio annunciare, la bellezza dell’ indissolubilità. Il messaggio della Liturgia della XXVII Domenica del Tempo Ordinario è rivolto a noi, operatori, responsabili della comunità dei credenti.

                                                               Mons. Antonino Scarcione

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