"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Eventi promossi

Negli anni sono stati proposti e realizzati eventi, iniziative che ormai sono parte integrante dellla vita di tutti i giorni, a cominciare dalla intitolazione di vie e piazze ai nostri quartieranti e concittadini.
A breve tutte le iniziative prodotte, documentate con foto e relazioni.




mercoledì 9 febbraio 2011

Mons. Cesare Agostino Sajeva, il Vescovo dimenticato, ricordiamolo nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia


In occasione delle prossime celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il Consiglio Direttivo con una nota inviata a sua Ecc. il Vescovo mons. Michele Pennisi e per conoscenza al Sindaco prof. Fausto Carmelo Nigrelli e al Presidente del Consiglio Comunale dott. Calogero Centonze a posto alla loro attenzione, una storia, una vicenda umana ai più sconosciuta e dimenticata sulla vita di mons. Cesare Agostino Sajeva, IV Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina vissuta a cavallo dei moti risorgimentali e l’Unità d’Italia.

Di seguito riportiamo il testo integrale trasmesso alle autorità sopra citate.

Piazza Armerina  31 gennaio 2011

Come ben noto, quest’anno ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, lo sbarco in Sicilia di Garibaldi con i suoi Mille, determinò il processo di unificazione italiana, divisa in quel secolo in veri e propri stati sovrani.

Ma l’Italia unita sotto un unico sovrano, Vittorio Emanuele II non fu semplicemente frutto di diplomazia o fortuna, ma fu il risultato di un processo lungo e laborioso, passando pure per gli scontri armati che videro fronteggiare nei vari Comuni a far capo dalla nostra Sicilia, l’esercito borbonico contro le camicie rosse di Garibaldi.

Tutto ciò che oggi può sembrare nella natura delle cose, un avvenimento naturale, come in ogni ‘rivoluzione’ (di questi giorni le sommosse popolari in Algeria, Tunisia, Egitto ne sono la testimonianza), determinò anche morte e dolore; d’altronde il sovvertimento del potere precostituito dei Borboni nel Regno delle due Sicilie, non poteva non essere traumatico e drammatico per molti aspetti e per molte vicende.

Anche la nostra città con la sua Diocesi all’epoca retta dal Vescovo Mons. Cesare Agostino Sajeva visse per alcuni aspetti detto passaggio in maniera traumatica.

Il Vescovo mons. Cesare Agostino Sajeva

Non entrando nel merito dei fatti storici attinenti l’Unità d’Italia, ma volendo solo ricostruire una vicenda storica legata alla figura del IV vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, mons. Sajeva, riteniamo doveroso porre all’attenzione della S.V., della comunità cittadina e diocesana, la vita di questo esimio prelato, dimenticato dai più e che in questa circostanza le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dovrebbe essere ‘storicamente rivista’ per connotarla nella giusta dimensione di fatti e avvenimenti che in quel secolo drammatico, gli ‘attori in campo’ vissero sulla propria pelle.

Mons. Cesare Agostino Sajeva fu vescovo di Piazza Armerina dal 1846 al 1867 (nato ad Agrigento il 09 novembre 1794 – morto a Piazza il 13 marzo 1867), anni assai tumultuosi per la sua diocesi nonché per l'Italia intera.

Il 25 maggio 1846, faceva solenne ingresso nella nostra città, dando inizio ad un lungo episcopato in un periodo sconvolto da rivoluzioni e da guerre.

Pastore di grande cultura teologica e di chiari meriti organizzativi fu inviso ai patrioti liberal-massoni per il suo attaccamento alla casa Borbonica e soprattutto perché preferiva, alle novità, la concessione da parte del Re della costituzione del 1812.

Il suo atteggiamento non gli risparmiava insulti dei facinorosi cavuriani, un emblematico segno delle opposte posizioni “politiche” ebbe luogo nel giugno del 1861, - per una omelia da lui tenuta in Cattedrale con larvate accuse alla politica anticlericale del Governo – gli perquisirono l’appartamento nella vana speranza di trovare documenti compromettenti.

Tuttavia, nonostante il turbolento scenario politico, sotto la guida del vescovo Sajeva veniva inaugurato nel 1859 il Seminario nell’attuale ex convento di S. Domenico, di li a poco anche la Curia ed il Vescovado, che avevano sede nell’attuale museo diocesano, venivano trasferiti in S. Domenico.

Il vescovo Sajeva moriva nei primi giorni di marzo del 1867, comunque prima del 13 marzo, data in cui pervenne la notizia in Vaticano.

I liberal-massoni di Piazza avevano programmato di arrecare ingiuria alla salma, però i canonici la trasportarono di notte alla cattedrale ove venne tumulata in gran segreto, in un luogo tuttora sconosciuto.

Il vescovo Sajeva vissuto in un contesto storico politico le guerre d'indipendenza, la spedizione dei Mille, pur in un clima avverso ed infiammato dall’idea di un’imminente futuro migliore, diede prova del proprio coraggio, valore e della propria fermezza di spirito.

Il Presidente Giorgio Napolitano

Detto ciò, questo Comitato di Quartiere dopo una attenta e meditata rilettura storica degli eventi che a quella Unità portarono, ritiene che Piazza Armerina non possa celebrare degnamente questa ricorrenza se non attraverso una “revisione storica” del pensiero del vescovo Sajeva; una “riconciliazione”, tra il popolo piazzese e il suo Vescovo per potere celebrare in maniera condivisa i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Una “riconciliazione”, per riparare un errore dei nostri antenati che certamente infatuati ancora dai moti risorgimentali e da posizioni ideologiche diverse e distanti non brillarono in diplomazia pur in presenza del corpo esanime del vescovo.


Il Vescovo mons. Michele Pennisi


Pertanto, certi che il nostro pensiero sia da lei condiviso, chiediamo a Sua Eccellenza, la celebrazione di una Messa solenne in memoria, rendendo pubblico il luogo della sepoltura, ove venne tumulata la salma, per un fiore, una prece, e com’è uso per i vescovi deceduti in diocesi, un segno tangibile all’interno della basilica cattedrale per ricordare ai posteri che i resti mortali del IV vescovo della Diocesi, mons. Cesare Agostino Sajeva in questo luogo sono conservati.

A conclusione di questa nostra missiva, siamo certi che solo dalla conoscenza di tutti gli eventi scritti nei libri di storia e/o trasmetti oralmente, le nuove generazioni, attraverso una rilettura dei fatti storici potranno sentirsi figli di quel processo ideale che dall’impero romano ci ha condotti all’Unità d’Italia, orgogliosi delle radici geografiche e culturali che ci appartengono attraverso madre terra Sicilia e la patria Italia.

                                                                 Il Presidente
                                                                Filippo Rausa
 
 

 

sabato 26 febbraio 2011

Il 13 marzo con una messa solenne sarà ricordato il vescovo Sajeva


Il Consiglio direttivo del Comitato Monte venerdì 25 febbraio ha incontrato Sua Ecc. il vescovo mons. Michele Pennisi relativamente la vicenda umana, la storia, ai più sconosciuta e dimenticata sulla vita di mons. Cesare Agostino Sajeva, IV Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina vissuta a cavallo dei moti risorgimentali e l’Unità d’Italia.


mons Michele Pennisi

 
Il vescovo Pennisi (presidente onorario del quartiere Monte), ha ricevuto la rappresentanza del quartiere guidata da Filippo Rausa, e composta da Giuseppe Parlascino, Armando Cannetta, Salvatore Schillaci e Dario Canfora, ha rivolto loro parole di compiacimento, plaudendo alle iniziative sin ora svolte dal Comitato di quartiere; apprezzando l’interesse mostrato sulla storia del suo predecessore mons. Cesare Agostino Sajeva, dichiarandosi disponibile per delle iniziative che in comune accordo possono svilupparsi.

E proprio in concomitanza delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, mons. Pennisi, accogliendo la proposta del quartiere Monte, ha comunicato di volere celebrare per domenica 13 marzo, alle ore 17,30, giorno della scomparsa del vescovo Sajeva, una messa solenne in memoria.

A conclusione dell’incontro Filippo Rausa si è dichiarato contento per avere riportato alle cronache attuali una vicenda storica che coinvolse a favore e contro l’intero tessuto cittadino; certamente la presenza dell’Amministrazione comunale, del Consiglio comunale, dei comitati di quartiere e del mondo associativo alla celebrazione eucaristica favorirà quella “riconciliazione”, tra il popolo piazzese e il suo Vescovo per potere celebrare in maniera condivisa i 150 anni dell’Unità d’Italia.
don Filippo Bognanni

Informato dell’incontro con il Vescovo il parroco della Cattedrale, don Filippo Bognanni ha accolto con elogio l’iniziativa, allo scopo ha affermato don Filippo, estenderà ai confratelli sacerdoti l’invito ad essere presenti alla S. Messa del 13 marzo, per celebrare degnamente la figura del vescovo Sajeva, grande pastore e teologo.

                                                            
 
 
 

giovedì 10 marzo 2011

Domenica 13 marzo alle ore 17,30 verrà ricordato in Cattedrale il vescovo Sajeva

mons. Sajeva
Domenica 13 marzo alle ore 17,30 presso la Basilica Cattedrale Sua Ecc. Rev. il Vescovo Mons. Michele Pennisi officerà una solenne Celebrazione eucaristica in memoria del IV° Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina mons. Cesare Agostino Sajeva, morto il 13 marzo 1867.

L’iniziativa di ricordare mons. Sajeva, nata per volontà del Consiglio Direttivo del Quartiere Monte guidato da Filippo Rausa, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia vuole essere una “riconciliazione”, come ampiamente sostenuto, tra il popolo Piazzese e il suo Vescovo per riparare un “errore” dei nostri antenati che certamente infatuati ancora dai moti risorgimentali e da posizioni ideologiche, non brillarono in diplomazia pur avendo appreso della morte del presule. 
 
Filippo Rausa
Le revisioni storiche non sono mai tardive, sostiene Filippo Rausa, “una attenta e meditata rilettura storica degli eventi non può non fare convergere sulla necessità di porre fine ad una storia, una vicenda umana per troppo tempo dimenticata, ed allora quale migliore occasione per potere celebrare in maniera condivisa i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Alla solenne Celebrazione eucaristica prenderà parte una rappresentanza dei Cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio di Sicilia, guidata dal Vice Delegato il Nobile Commendatore di Grazia, Antonio Di Janni, con i Cavalieri Matteo Bertino, Santi Manlio Ugo Capizzi, Alfonso Maria Pappalardo.

Siamo onorati e felici della presenza dei Cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, dice Rausa, il più antico Ordine Equestre le cui origini, per tradizione, risalgono all’Imperatore Costantino, “ci ha contattato per conto dell’antico Ordine il cav. Matteo Bertino con il quale siamo entrati subito in sintonia, e siamo certi di potere intraprendere per il prossimo futuro un percorso che potrebbe sortire iniziative future”.

I cavalieri del Sacro Ordine con il vescovo Pennisi
La loro presenza renderà ancora più suggestiva la Cerimonia eucaristica, i Cavalieri rappresentanti del Sacro Ordine non sono nuovi a queste iniziative, nel corso del 2008 hanno conferito la medaglia d’oro al Comune di Piazza Armerina, dopo la calorosa accoglienza da parte del Sindaco Nigrelli dell'Ecc.mo Segretario Generale dell'Ordine Ambasciatore Giuseppe Balboni Acqua, in visita alla Villa del Casale.

Diverse sono le attività a carattere umanitario con opere di Assistenza Sociale ed Ospedaliera, ultima delle quali la firma di un protocollo d’intesa per la costruzione di un ospedale a Hoima in Uganda.

Inoltre, Sua Eccellenza il Vescovo mons. Michele Pennisi è il Priore per la Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

                                                                                                              Laura Saffila  

domenica 13 marzo 2011

Dall'Archivio storico della Cattedrale

L’Eccellentissimo Vescovo mons. Michele Pennisi ci ha ufficialmente inviato la descrizione tratta dal Registro dei morti 1867 pp. 177-178, che si conserva nell’Archivio della Basilica Cattedrale di Piazza Armerina.
Attraverso detta descrizione è stato possibile individuare il luogo della sepoltura di mons. Sajeva.
Venerdì 11 marzo, in anteprima don Filippo Bognanni
mostra a Filippo Rausa il luogo della sepoltura di Sajeva,
 leggendo il testo latino dal "Registro dei Morti". 
“Die decimaquarta Februaj 1867
Ill.mus Rev.mus Cesar Agostinus Sajeva Episcopus Platiensis Armerine annorum septuaginta trium circiter migravit ex hoc seculo receptis antea omnibus Ecclesie sacramentis reddit amiman suam summo Deo. Cadaver vero suum associatum fuit a Rev.mo Capitulo Ecclesiae Cathedralis et Collegiate et universo clero luctum fuit per totam civitatem postea peractis ceremonialis funeribus magna pompa et decore fuit humatum in sacello Beatae Maria Virginis Annuntiationis in angulo evangelii jacet…..”

Traduzione:
Il giorno quattordici di Febbraio 1867 l’Ill.mo e Rev.mo Cesare Agostino Sajeva Vescovo di Piazza Armerina a circa settantatre anni migrò da questo mondo dopo aver prima ricevuto tutti sacramenti della Chiesa rese l’anima al sommo Dio.
La sua salma fu accompagnato ( con “l’associo”) dal Rev.mo Capitolo della Chiesa Cattedrale e della Collegiata, vi fu lutto per tutta la città, dopo che furono celebrati le cerimonie funebri con grande pompa e decoro fu seppellito nell’altare della Beata Vergine dell’Annunciazione e giace nel lato del vangelo”
         
                                                                                                    + Michele Pennisi

domenica 13 marzo 2011

E venne il giorno della Riconciliazione

Piazza Armerina finalmente ha posto la parole fine e chiuso un capitolo della storia cittadina legata all’Unità d’Italia e alla sconosciuta sepoltura del vescovo mons Sajeva.
Di seguito alcune immagini dell'evento.

Il luogo dove è sepolto
Filippo Rausa con i Cavalieri Costantiniani
L'Ass. Lina Grillo, Rausa e i cavalieri
del Sacro Militare Ordine Costantiniano
Rausa consegna al cav. Bertino una targa  

Il cav. Bertino consegna a Rausa e al
Comitato un diploma di benemerenza 
Sua Ecc. benedice il luogo della sepoltura
                      
Francesco Di Bartolo, Gino Oste,
Pino Parlascino e Filippo Purrazza
   
 
        

 

 

 

 lunedì 14 marzo 2011

L’omelia del vescovo mons. Michele Pennisi

Pubblichiamo la prima parte dell’omelia di Sua Ecc. il vescovo mons. Michele Pennisi tratta dalla solenne Celebrazione in memoria del predecessore Mons. Cesare Agostino Sajeva IV vescovo di Piazza Armerina.

Dopo avere salutato le autorità civili e religiose presenti il Vescovo a salutato i rappresentanti dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e ringraziato il Nobile quartiere Monte per avere chiesto la celebrazione e fatto si che si rendesse pubblico il luogo della sepoltura dopo 144 dalla morte.

L’omelia del vescovo mons. Michele Pennisi:

“Monsignor Sajeva nato ad Agrigento il 9 novembre 1794, ordinato sacerdote nel 1817 ottenne il dottorato in teologia nel 1845.
Parroco per 18 anni della chiesa di san Pietro ad Agrigento fu canonico della cattedrale e vicario generale di quella diocesi. Papa Gregorio XVI lo creò vescovo di Piazza il 19 gennaio 1846.
Il 25 maggio 1846 iniziò il suo lungo episcopato in un periodo sconvolto da rivoluzioni e guerre. Pastore di grande cultura teologica , di chiari meriti organizzativi e d’ intrepido coraggio apostolico.
Di tale coraggio diede prova specialmente il 13 aprile 1849 muovendo incontro alle truppe borboniche comandate dal generale Zolla che da Mirabella Imbaccari era in marcia verso Castrogiovanni. Il vescovo Sajeva lo supplicò di risparmiare la città di Piazza dalla rappresaglia militare.

Nel 1859 inaugurò il Seminario diocesano negli attuali locali del Convento san Domenico restaurato e ingrandito.

Negli anni successivi attirò le antipatie dei patrioti liberal-massoni per il suo attaccamento alla Casa Borbonica, che non gli consentì di assumere un atteggiamento gattopardesco.
Mostrò determinazione nella perquisizione domiciliare che subì da parte di alcuni liberali nel rifiutare di consegnare il manoscritto dell’omelia tenuta in cattedrale il 29 giugno 1861, nella quale aveva disapprovato la politica antiecclesiastica del governo.

Dai documenti dell’Archivio storico diocesano risulta che firmò l’ultimo documento il 18 gennaio 1867. Dl 22 gennaio all’11 febbraio 1867 i documenti ufficiali vengono firmati dal vicario generale Carmelo Giunta mentre dal 20 febbraio dello stesso anno i documenti vengono firmati dal Vicario Capitolare Benedetto Maria Trigona della Floresta eletto dal Capitolo della cattedrale dopo la morte del vescovo avvenuta il 14 febbraio 1867, come risulta dal registro dei morti dell’Archivio della Cattedrale, dove dopo i solenni funerali fu sepolto al lato destro dell’altare della Madonna Annunziata.

E’ stato ricordato in questa cattedrale un mese fa in occasione dell’anniversario della morte di Mons. Vincenzo Cirrincione morto il 12 febbraio assieme agli altri vescovi morti nel mese di febbraio Mons. Mariano Palermo il 9 febbraio 2003, e Mons. Sebastiano Rosso morte il 7 febbraio 1994.
In quella occasione ho ricordato anche come quest’anno a novembre ricorrerà il 150 della nascita e il 70 della morte di mons. Mario Sturzo.

Nei prossimi giorni ricorrerà il 150 dell’Unità d’Italia. Il prossimo 17 marzo a Roma nella Chiesa di S. Maria degli Angeli concelebrerò con il Card. Angelo Bagnasco e con altri vescovi alla presenza delle massime autorità della Repubblica italiana.

Questo importante anniversario ci deve offrire l’occasione per esprimere il nostro amore all’Italia e per un ripensamento sereno della nostra vicenda nazionale, così da ritrovare in essa una memoria condivisa e una prospettiva futura in grado di suscitare un nuovo innamoramento dell’essere italiani.

Nel 1861veniva a compiersi anche politicamente l’unità politica di una nazione che da un punto di vista geografico, linguistico, religioso, culturale e artistico era già da secoli in cammino.
Questo anniversario deve imprimere nuovo vigore alla formazione della nuove generazioni all’amore della patria, ad una cittadinanza attiva e responsabile, e allo spendersi per il bene comune, valori che rientrano nell’ l’impegno a favore dell’unità nazionale, che resta una conquista preziosa e un ancoraggio irrinunciabile.

                                                                                                  + Michele Pennisi

domenica 9 ottobre 2011

La cappella dell'Annunciazione verrà restaurata e in essa collocata la lapide che ricorda il vescovo Sajeva


11 marzo, don Filippo Bognanni mostra
a Rausa il luogo della sepoltura di Sajeva,
 leggendo il testo latino dal "Registro dei Morti"
Nei giorni scorsi, il reverendo parroco della Basilica Cattedrale, don Filippo Bognanni ha convocato in Cattedrale Filippo Rausa presidente del comitato nobile quartiere Monte comunicandogli in anteprima, che ha seguito del nostro intervento (mese di gennaio c.a.), volto a scoprire ove era tumulata la salma di  mons. Cesare Agostino Sajeva, IV vescovo della Diocesi di Piazza Armerina vissuto a cavallo dei moti risorgimentali e l’Unità d’Italia (http://www.quartieremonte.com/2011/02/mons-cesare-agostino-sajeva-il-vescovo.html); la cappella dell'Annunciazione (così chiamata per via della grande tela, posta sopra l'altare in marmo pregiato),  contenente la sepoltura del Vescovo verrà restaurata, e su di essa, sul luogo ove si conservano i resti mortali, verrà, finalmente, posta una lapide in memoria.

Detta notizia comunicata dal presidente Rausa, con molta enfasi nel corso della riunione del Consiglio direttivo, ha inorgoglito tutti i soci del quartiere, che fermamente sin dall'inizio avevano condiviso e sostenuto la proposta "audace" del presidente Rausa che da appassionato storico è solito scavare nelle pagine dei libri della nostra città.

Per tutto ciò, ringraziamo Sua Eccellenza il Vescovo mons. Michele Pennisi, il parroco don Filippo Bognanni, per l'impegno nelle ricerche nell'archivio della Cattedrale attraverso le quali è stato reso possibile individuare il luogo della sepoltura, e per avere in maniera illuminata consentito attraverso la “riconciliazione”, tra il popolo piazzese e il suo Vescovo di potere celebrare in maniera condivisa i 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’avere centrato l’ennesimo bersaglio, ci sprona a lavorare sempre più con impegno e determinazione, certi che la qualificante azione che giornalmente conduciamo nell’interesse del Quartiere e della Città tutta, possa essere di stimolo a quanti ancora sonnecchiano aspettando chissà quale manna dal cielo.    

venerdì 17 febbraio 2012

Completato l'iter per la tumulazione dei vescovi Sajeva e Cirrincione

Monsignor Antonio Scarcione Prevosto della Basilica Cattedrale, ci porta a conoscenza che ha seguito del nostro intervento (mese di gennaio 2011), volto a scoprire ove era tumulata la salma di  mons. Cesare Agostino Sajeva, IV vescovo della Diocesi di Piazza Armerina vissuto a cavallo dei moti risorgimentali e l’Unità d’Italia (http://www.quartieremonte.com/2011/02/mons-cesare-agostino-sajeva-il-vescovo.html); ci comunica quanto segue:

 Grazie agli interventi della Diocesi, è stato completato il laborioso "iter", per le autorizzazioni ed il finanziamento della tumulazione e/o sistemazione dei monumenti dei due illustri presuli, Sajeva e Cirrincione, che, in periodi assai diversi, hanno servito la Città e la Diocesi Piazzese.

mons. Cesare Agostino Sajeva
 Cesare A. Sajeva, IV vescovo di Piazza Armerina (1846-1867), fu uomo di grande preparazione culturale, di cui non  fece mai sfoggio. Visse in un momento storico assai difficile. Fu un testimone della Spedizione dei Mille, che ebbe luogo proprio durante il suo episcopato. Subì incomprensioni, insidie e persecuzioni. Sperimentò, altresì,  l'umiliazione della perquisizione domiciliare, rimanendo, comunque, saldo  nell'adempimento dei suoi doveri.

 Nel 1859, fondò il Seminario Vescovile, nell' ex-Convento Domenicano, dove, attualmente, ha sede.
 Alla sua morte, per prevenire paventate profanazioni, i canonici,  di notte, lo seppellirono  Cattedrale, in un sito segreto, individuato, solo recentemente, grazie al supporto di antichi documenti d'archivio della Basilica, venuti alla luce con l'impegno paziente del parroco, don Filippo Bognanni.
mons. Vincenzo Cirrincione
 Vincenzo Cirrincione, X vescovo di Piazza Armerina (1986-2002), continua con saggezza l'attività pastorale post-conciliare, già promossa dal predecessore, Mons. Sebastiano Rosso, dando ulteriore impulso alla catechesi nelle parrocchie dei vari centri e alla predicazione agli adulti, anche attraverso il metodo delle missioni popolari, specie a favore dei giovani.

 Dare loro una degna sepoltura, è certamente un dovere di riconoscenza e di gratitudine da parte della Città, per il prezioso servizio, reso, dai due vescovi, alla comunità diocesana in momenti drammatici e/o quando bisognava calare nella nostra realtà le grandi idee del Vaticano II.
 Per superare la lentezza burocratica e il reperimento dei fondi, ha fatto molto il Vescovo Mons. Michele Pennisi e il Direttore del Museo Diocesano, Padre Giuseppe Paci.

 A tale scopo, il 27 febbraio c.a., alle ore 10,00, avrà luogo in Curia, la riunione del Capitolo Cattedrale, che insieme ad altri punti all' O.d.G. , tratterà dell'annosa questione, finalmente risolta, della sepoltura dei due benemeriti prelati.
                                                         
                                                                                                        Il Prevosto
                                                                                             Mons.  Antonio Scarcione    
 

venerdì 22 giugno 2012

La cappella dell’Annunciazione ospiterà le spoglie mortali di due Vescovi


il cantiere nella cappella dell’Annunciazione
Da qualche settimana nella Basilica Cattedrale sono stati avviati i lavori nella cappella dell’Annunciazione, che prevedono la risistemazione dell'altare in marmo policromo, lo scavo per portare alla luce i resti mortali del Vescovo mons. Cesare Agostino Sajeva, e la sua successiva tumulazione, con la creazione su un lato dell’altare di un monumento/lapide funeraria.
Come ben ricorderete tutto ebbe inizio ha seguito del nostro intervento (mese di gennaio 2011), volto a scoprire ove era tumulata la salma di mons. Cesare Agostino Sajeva, IV vescovo della Diocesi di Piazza Armerina vissuto a cavallo dei moti risorgimentali e l’Unità d’Italia.
cappella dell’Annunciazione il quadro del Vescovo Sajeva
posto nel luogo dove era stato tumulato nel 1867

http://www.quartieremonte.com/2011/02/mons-cesare-agostino-sajeva-il-vescovo.html
Mons. Sajeva ritenuto un vescovo filo borbonico, si era attirato le antipatie dei patrioti liberal massoni a tal punto che dopo la sua morte, avvenuta il 14 febbraio 1867, per prevenire paventate profanazioni, era stato sepolto nottetempo dai canonici,  in Cattedrale, in un sito segreto, individuato, nel corso del mese di marzo 2011, grazie al supporto di antichi documenti d'archivio della Basilica Cattedrale.
 
Nella cappella dell’Annunciazione, sul lato opposto all’altare, troverà posto anche mons. Vincenzo Cirrincione, X vescovo di Piazza Armerina (1986-2002), finalmente verrà data loro una degna sepoltura, dichiara il Prevosto della Cattedrale mons. Antonio Scarcione, tutto ciò è un dovere di riconoscenza e di gratitudine da parte della Città, per il prezioso servizio, reso, dai due vescovi, alla comunità diocesana in momenti drammatici e/o quando bisognava calare nella nostra realtà le grandi idee del Vaticano II.

                                                          Filippo Rausa
 
 

sabato 11 agosto 2012

Svelamento Lapidi Vescovi Sajeva e Cirrincione

L' 11 agosto c.a., alle ore 7,00, nella Cattedrale di Piazza Armerina, avrà luogo l'inaugurazione dei monumenti funebri dei vescovi Cesare Agostino Sajeva e Vincenzo Cirrincione.
 Il vescovo Mons. Michele Pennisi presiederà la solenne Concelebrazione con i canonici e il clero, presenti i seminaristi e i fedeli. Al termine della quale saranno svelate e benedette le lapidi delle due sepolture.
 I resti mortali sono stati collocati a destra e a sinistra dell'altare laterale dell'Annunciazione.
mons. Sajeva
 Le parole incise sul marmo, oltre ai dati biografici, fissano i tratti salienti della spiritualità dei due presuli: "Mons. Cesare Agostino  Sajeva, IV vescovo di P. Armerina. Uomo di Scienze Teologiche e Giuridiche. Con pietà e dedizione promosse la vita cristiana e la cura degli indigenti ".
"Mons. Vincenzo Cirrincione, X vescovo di Piazza Armerina. Pastore amato, padre attento, servì la Chiesa con amore, celebrando il mistero nella liturgia di lode. "
 La progettazione, l' esecuzione dei lavori e la sistemazione delle tombe presso l' altare della Madonna dell' Annunciazione sono state magistralmente realizzate, di concerto, dalla Sovrintendenza di Enna e dall' Ufficio dei BB. CC. EE. della Diocesi.
mons. Cirrincione
 I due illustri prelati hanno, così, trovato una decorosa sepoltura in cattedrale, come prevede il codice di diritto canonico.
                                                      
                                              Mons. Antonino Scarcione
                                                                                         

Nessun commento: