"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

venerdì 22 giugno 2018

Partita la macchina organizzativa della 63^ edizione del Palio dei Normanni


Partita la macchina organizzativa della 63^ edizione del Palio dei Normanni, con gli adempimenti burocratici di routine.

Il coordinamento del Palio, guidato da Stefano Di Dio, con Salvatore Arena, Massimo Di Seri, Aldo Arena e Filippo Rausa, in questi giorni hanno trasmesso alla dirigente dell'Assessorato al Turismo/Palio, la dott.ssa Assunta Parlascino, gli elenchi dei materiali e attrezzerie che vengono neoleggiati presso le ditte fornitrici.

Detta procedura, per consentire agli uffici comunali di prenotare alle ditte la fornitura di calzature, armi e costumi, nelle more che la nuova Amministrazione comunale che si insedierà dopo il risultato elettorale di domenica prossimo venturo, pari passo all'insediamento del Consiglio comunale, approvi il bilancio di previsione per le spese necessarie alla realizzazione della kermesse storica.

Nelle prossime settimane, seguirà la pubblicazione del bando di selezione per i cavalieri giostranti e a seguire quello per i figuranti nei vari e diversi ruoli.
Le iscrizioni potranno essere effettuate regolarmente, in forma cartacea, come nelle precedenti edizioni, o per chi volesse, anche in modalità on-line tramite il sito del Comune.
Sarà cura del coordinatore generale del Palio, Stefano Di Dio, di concerto con la nuova Amministrazione Comunale, a provvdere alla specifica calendarizzazione di tutte le fasi consequenziali. 


lunedì 18 giugno 2018

INAUGURAZIONE DEL SENTIERO-NATURA "FILIPPO ARENA".

 
Ieri, domenica 17 giugno, alle ore 10:30, presso il Parco delle Madonie, piano Battaglia presso il Monte Muffara, ha avuto luogo l'inaugurazione del Sentiero-Natura dedicato a "Filippo Arena", lo scienziato gesuita nato a Piazza Armerina nel 1708 morto a Roma nel 1789.

Erano presenti il preside, i professori, il naturalista prof. Antonio Mirabella, responsabile del Progetto: Scuola-Lavoro e gli alunni dell'Istituto "Gonzaga" di Palermo; la presidente, il direttivo e i soci dell'UCIM sezione di Piazza Armerina; la dirigente della FIDAPA di Catenanuova, il Comandante e gli Agenti della Guardia Forestale; il presidente dell'Ente Parco delle Madonie; i genitori degli alunni dell'istituto Gaonzaga; i rappresentanti degli alunni del Liceo Scientifico e del Commerciale; erano altresì presenti alcuni figuranti del Palio dei Normanni, con i costumi forniti dal COPAT.

I partecipanti all' evento, dopo di essere saliti a quota 1850, graazie alla moderna seggiovia, che consente la visione spettacolare di una natura incontaminata, hanno partecipato alla S.Messa, presieduta da Don Antonino Scarcione, in un' atmosfera di crescita nel rispetto e cura del creato, da partecipare ai siciliani, specie nel mondo dei ragazzi, dei giovani e delle persone, a cui stanno a cuore l' ambiente e la natura. Gli artisti presenti hanno eseguito brani musicali intonati alle tematiche. In particolare, è stato cantato il brano "Laudato sì". 
Di seguito alcuni momenti salienti della cerimonia, fissati nelle immagini.



L'Aforisma della Settimana


domenica 17 giugno 2018

Il Padre Gesuita Filippo ARENA, uno scienziato precursore dei tempi....

Come pubblicato qualche giorno fa, domenica 17 giugno verrà dedicato un Sentiero Natura del Parco delle Madonie al padre gesuita "Filippo Arena" illustre botanico.

Il Prof.Antonio Mirabella, naturalista, Docente, presso l’Università degli Studi di Palermo, proponente dell'iniziativa, ha chiesto a Mons. Antonino Scarcione di tracciare un breve profilo dell’illustre figlio di Piazza Armerina, immeritatamente, rimasto sconosciuto ai più, ed invece apprezzato dagli studiosi.

Di seguito il lavoro di ricerca di mons. Scarcione. 


La documentazione nei suoi confronti, purtroppo, risulta assai scarsa. Solo alcune scarne notizie sono reperibili, ad esempio, nell’ articolo apparso sulla Rivista dei Gesuiti siciliani, “Ai nostri amici”, Anno LXXVII, n. 3, Luglio/ Settembre 2006.

Antonino Lo Nardo, storico della Compagnia di Gesù, afferma: “Nei ricordi della nostra infanzia palermitana…affiora la passeggiata a Villa Giulia. Il percorso…ci portava a passare davanti ad una costruzione, dove figuravano delle piante esotiche”.

Più tardi, abbiamo scoperto che si trattava dell’Orto Botanico, prestigiosa e antica istituzione culturale palermitana, in stile neoclassico, il cui fondatore morale era considerato dagli studiosi il Padre Filippo Arena, gesuita siciliano.

Filippo Arena nacque a Piazza Armerina, il 1° Maggio 1708. Non è stato possibile rintracciare il suo certificato di battesimo. La data di nascita è quella indicata nella dichiarazione scritta dello stesso Arena al momento del suo ingresso nella Compagnia di Gesù..

E’ molto probabile che abbia frequentato le scuole elementari e medie inferiori nel Collegio dei Gesuiti, istituito nel 1615.

Arena entrò nel noviziato di Messina; successivamente, a Palermo, emise i voti semplici e, terminati gli studi liceali, nell’ autunno del 1727, fu destinato ad insegnare lettere nel Collegio di Vizzini.

Nel suo cammino formativo, si verificò qualche anomalia, rispetto al normale iter, previsto per un gesuita. Per esempio, fece quattro anni di “magistero”, invece dei tre previsti.

Inoltre, il “magistero” veniva svolto tra il triennio di filosofia e il quadriennio di teologia. Mentre Filippo Arena lo svolse prima della filosofia; ma, caso ancora più insolito, dopo la filosofia e prima dei quattro anni di teologia, fece un quinto anno di “magistero” a Palermo.

Se questo sia stato determinato, come afferma P. Carmelo Capizzi S.J., dal bisogno di personale docente o dal proposito di mettere alla prova la sua vocazione, non è dato sapere.

Ad ogni buon conto, gli studi di teologia li concluse brillantemente nel 1738.

Completato il corso formativo, con il Terzo Anno nella Casa di S. Francesco Saverio a Palermo, iniziò la carriera di docente presso il Collegio di Caltagirone, nel 1739, dove insegnò “fisica” e, poi “metafisica”. Al termine del biennio, il 14 agosto 1741, pronunciò i quattro voti della professione solenne.

Nello stesso anno, si imbarcò per Malta, dove rimase sei anni, insegnando fisica e matematica, fino al 1747, quando fece ritorno in Sicilia e fu trasferito presso il Collegio dei Nobili di Palermo, dove insegnò filosofia e matematica, fu preside di facoltà e consultore. (Un onore non da poco ! ).

L’ anno successivo, fu destinato al Collegio Massimo di Palermo, come professore di

matematica e di botanica. ( Ridimensionamento o Promozione ? ). Padre Carmelo Capizzi propende per la seconda ipotesi.

Successivamente, tra il 1754 e il 1758, per Filippo Arena, invece, arrivarono tempi difficili. Infatti, pur avendo pubblicato ben quattro volumi di matematica, che affrontavano questioni di ottica, geometria e geografia fisica, ( Cfr.Pietro Nastasi, “Filippo Arena: fisico e matematico”, in Nigrelli Ignazio, curatore, “Filippo Arena e la cultura scientifica del Settecento”. Palermo-Sao Paulo: IL PALMA, 1991, pp.106-145 ), nel 1765, dovette dimettersi dalla cattedra di matematica.

L’ ordine veniva dal Padre Generale, Lorenzo Ricci. Padre Filippo Arena, “in virtù di santa obbedienza”, accettò umilmente la disposizione. Il Superiore, per limitarne l’ amarezza, consentì a Filippo Arena di rimanere a Palermo, per completare le sue ricerchè.

Ma, esattamente, di che cosa si stava occupando Filippo Arena ? Vediamo che egli, fin dalla permanenza a Malta, si era appassionato alla botanica, o meglio allo studio dei fiori ( dato che non fu mai botanico di professione ), che lo avrebbe portato a scrivere: “La natura, e la cultura de’ fiori fisicamente esposta in due trattati con nuove ragioni, osservazioni ed esperienze”, opera, che gli procurò molte amarezze in vita e che soltanto dopo la sua morte fu rivalutata e considerata, oggi, geniale e frutto della mente di un precursore.

Il lavoro corse anche il rischio di non vedere mai la luce, perché il giudizio negativo dei censori del primo volume ritardò molto l’ autorizzazione a pubblicare l’ opera e il Padre Generale, Lorenzo Ricci, rispondendo ad una supplica di Filippo Arena, gli comunicò, con estrema chiarezza che…”La sua opera è creduta e stimata cosa assai debole e di pochissimo merito e gradimento “. ( Cfr. Lettera del Padre Generale, del 31 gennaio 1765, riportata in Capizzi, op.cit.).

L’ opera, in tre volumi, fu pubblicata, nel 1772, ed ebbe tre edizioni, che hanno ingenerato una certa confusione tra gli studiosi, in quanto, leggermente, diverse nel frontespizio e nell’indicazione dell’autore.

Il lavoro di Filippo Arena non fu subito apprezzato, anzi, dopo la recensione apparsa nel periodico palermitano, “Notizie de’ Letterati”, del I Semestre 1772, cadde nel dimenticatoio.

Dovettero passare decenni, prima che il tempo facesse giustizia circa l’ apporto scientifico di Filippo Arena e la sua figura cominciasse ad essere apprezzata e stimata, anche se ancora oggi è poco conosciuto.

A questo punto, appare opportuno lasciare ad altre monografie, più specializzate, la valutazione di Filippo Arena, Botanico. Così come non sembra il caso, in questa sede, di addentrarci nelle disquisizioni tecniche, su quante delle 65 incisioni, che costituisvcono il III Volume, tutte composte dal pittore gesuita Mario Cammareri, siano originali o derivino da pubblicazioni precedenti, come il “Phytanthoza iconographia” di Johann Wilhelm Weinmann (1737/45 ) o il “De Florum Cultura” del gesuita Giovanni Battista Ferrari (1633).

Come opportunaente scrive Padre Capizzi S.J., Padre Filippo Arena ha potuto dimostrare…”In modo definitivo la sessualità delle piante; ha scoprto e studiato a fondo il valore dell’ impollinazione con la parte che vi hanno il vento e gli insetti (entomologia e allogamia); ha illustrato il fenomeno dell’ ibridazione dei vegetali con tutte le relative conseguenze.Le sue conclusioni e le sue ipotesi sarebbero state confermate in buona parte dagli scienziati posteriori; anzi alcune osservazioni del Padre Arena preludono alle leggi sulla ereditarietà dei caratteri, formulate molti decenni dopo da Johann Gregor Mendel (1822-1884) e dalla teoria dell’ evoluzione esposta nel 1859 da Charles Darwin ne “L’origine delle specie” (Cfr. “Ai nostri amici”. Rivista dei Gesuiti di Sicilia, Anno LXVII (1996) n.2 ).

Nella vita di Arena, figurano due altri momenti di grande amarezza: 1) L’ espulsione dell’ Ordine dal Regno delle due Sicilie, nel 1767; 2) La soppressione della Compagnia di Gesù da parte di Clemente XIV, 1773.

Egli accettò questi avvenimenti con umiltà e rassegnazione, Lasciò la Sicilia e dopo essere stato a Viterbo per cinque anni, si trasferì a Roma, dove morì, il 1° Marzo 1789, dopo aver trascorso più di un quarto della sua vita in esilio.

Come studioso, è uno dei principali rappresentanti dell’ illuminismo siciliano, insieme, ad esempio, a Giovanni Meli, Rosario Gregorio, Nicola Spedaleri, Tommaso Natale, Giovanni Agostino De Cosmi, e Francesco D’ Aguirre, Paolo Balsamo, Francesco Paolo di Blasi e Filippo Juvara.

Come dice Santi Correnti: “…Basterebbe il solo nome di Filippo Arena a giustificare la realtà di una cultura scientifica, degna di questo nome, nella Sicilia del Settecento”.

Con l’ intitolazione di questo sentiero delle Madonie, noi intendiamo, nel nostro piccolo, contribuire a togliere dall’ oblio Filippo Arena, illustre figlio di Piazza Armerina e della Sicilia.

Ringrazio sentitamente il Prof. Antonio Mirabella, la Prof.ssa Marianna La Malfa, Presidente dell’Uciim, tutti gli organizzatori dell’ evento e le gentili Autorità Civili Militari e Religiose e gli intervenuti.

                                                                 Mons. Antonino Scarcione

La Domenica con Gesù, XI Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro…lo pianterò…e diventerà un cedro magnifico…” Ez 17,22-24 . 
“Fratelli,…camminiamo…nella fede e non nella visione…” 2Cor 5,6-10 . 
“…Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno…dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce…” Mc 4,26-34.

Gesù nei suoi discorsi sceglie sempre parole semplici: orto, lago, strada. 
Racconta storie di vita e così raggiunge più facilmente tutti gli uditori e li porta alla “scuola” delle piante, della senape, del filo d’ erba, perché, come opportunamente afferma E. Ronchi, “le leggi dello spirito e quelle profonde della natura coincidono”. Vi è una sconosciuta e divina potenza, che non dipende da noi, che, invece, dobbiamo attendere con fiducia. Notiamo che Gesù ha questa stupenda visione del mondo, della terra e dell’ uomo, immagine di Dio, della Parola e del regno: tutto è in cammino, come un fiume che scorre. Il mondo è “in cammino”, con il suo ritmo misterioso, verso la fioritura e la fruttificazione: mietiture fiduciose e abbondanti. Gioia del raccolto. Sogni di pane e di pace. Il terreno, spontaneamente, produce, mediante energie e armonie proprie. E’ nella natura delle cose di essere dono. E’ nella natura di Dio e anche dell’ uomo.

Il terreno produce, spontaneamente. Il seme non fa sforzo alcuno; né, tanto meno, il terreno. Il sale non fa fatica di alcun genere, nel dare sapore alle vivande. Il dare è nella loro natura. Anche l’uomo, per star bene, deve dare. Notiamo, in fine, che il regno di Dio viene presentato come un contrasto, di crescita e di vita.

“Quando Dio è in gioco, tutto entra in una dinamica di crescita, anche se il punto di partenza è un seme microscopico. Infatti, Dio ama racchiudere il grande nel piccolo; l’ universo nell’ atomo; l’ albero nel seme; l’ uomo nell’ embrione; la farfalla nel bruco; l’ eternità nell’ attimo, l’ amore in un cuore; il divino nell’ umano”.

                                                                                Mons. Antonino Scarcione

giovedì 14 giugno 2018

Si è messa in moto la macchina organizzativa di accoglienza del Santo Padre


Si è messa in moto la macchina organizzativa di accoglienza del Santo Padre a Piazza Armerina, che avrà luogo sabato 15 settembre alle ore 9:00. 

Stamani presso la Curia Vescovile di Piazza Armerina, negli ambienti del Museo Diocesano si è svolta una riunione operativa con gli ufficiali e il personale della gendarmeria vaticana, che ha coinvolto le varie istituzioni dello Stato italiano, che nel territorio cureranno ogni aspetto relativo la sicurezza di papa Francesco, prima, durante e dopo.

Una storica visita pastorale che certamente segnerà la città dei Mosaici e del Palio dei Normanni per gli anni a venire, una grande occasione per dare prova dell'ospitalità dei piazzesi alle migliaia di fedeli che si riverseranno in città già dai giorni che precederanno la visita pastorale del Santo padre.

Un occasione per la Città per mostrare tutta la sua bellezza e il fascino che emana il suo medievale centro storico con le tante chiese, il castello Aragonese, il sistema museale, la Villa Romana del Casale. 

Nel corso della giornata un elicottero dell'Aeronautica italiana, certamente quello che trasporterà il papa da Catania a Piazza Armerina e da Piazza Armerina a Palermo, ha sorvolato il cielo cittadino in lungo e in largo, per monitorare i percorsi che il papa effettuerà, in un bagno di folla lungo i viali fino in piazza Falcone e Borsellino, dove incontrerà i fedeli della Diocesi piazzese e di mezza Sicilia.

La presenza dell'elicottero al piano sant'Ippolito dove atterrerà il papa, ha permesso ai Vigili del Fuoco di mettere in atto le procedure operative che devono essere attuate in situazioni di emergenza, come quella di un incidente aereo che provochi un incendio.

                               Filippo Rausa






domenica 10 giugno 2018

La Domenica con Gesù, X Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…(Adamo) Dove sei ?...Ho udito il tuo passo…Ho avuto paura,…e mi sono nascosto…Hai forse mangiato dell’ albero…La donna…mi ha dato dell’ albero…Il serpente mi ha ingannata…Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai…” Gen 3,9-15 . 
“…Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo…” 2 Cor 4,13-51 . “…Scaccia i demoni per mezzo del principe dei demoni…Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle…ti cercano…Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli ?...Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre” Mc 3,20-35.

La sequenza, calunnia di Gesù come indemoniato e racconto di una serie di parabole, è anche in Matteo. Questo può suggerire, perché Gesù faccia ricorso alle parabole, al fine di portare avanti il suo nuovo e difficile annuncio, nonché, l’ ingiusta calunnia subita di essere posseduto, nientemeno, dal demonio. Una tale calamità è la più maliziosa e distruttiva, in quanto elimina ogni possibilità d’ interpretazione positiva di quello che Gesù dice e fa. Nel brano odierno, i vv.20-21 e 31-34 mettono in evidenza l’ iniziativa dei familiari, dettata certamente dal desiderio di minimizzare le ripercussioni, che avrebbero potuto avere su tutta la famiglia. Proprio questo appare che sia il motivo, per cui gli vogliono parlare : quello di riprenderlo e riportarlo con loro.

Dopo la venuta degli scribi dalla capitale e la loro assurda accusa (che, cioè, egli scaccia i demoni in nome di Beelzebul, principe dei demoni), Gesù, con la duplice immagine del regno e della casa, divisi in sé stessi, mostra l’ effetto, che la divisione può produrre: il crollo. Successivamente, aggiunge la parabola dell’ uomo forte, che può essere legato e privato dei suoi beni, soltanto da un altro uomo più forte di lui. In fine, c’ è la spiegazione del tipo di peccato, che compie, chi impugna la verità conosciuta, opponendosi alla verità, di cui lo Spirito illumina i discepoli, cioè, il peccato contro lo Spirito Santo.

Dalla risposta traspare la delicatezza con cui Gesù istruisce i suoi denigratori: una lotta di satana contro sé stesso è illogica ed improbabile. Vediamo, inoltre, che c’ è anche la condanna della “bestemmia contro lo Spirito Santo”; ovvero, impugnare la verità conosciuta, il peccato angelico per eccellenza, ed, in quanto tale, non perdonabile. Lo sfondo dell’ istruzione di Gesù è sempre la visione della venuta del regno di Dio, il forte , che toglie al demonio tutto il suo territorio.

In relazione a questo tema, si vede il rapporto del vangelo con la “prima lettura”: il forte schiaccia la testa al serpente, anche se quest’ ultimo tenta di assalirlo al calcagno. Però, prima di continuare l’ opera di evangelizzazione mediante le parabole, Gesù mostra quale sia la novità del Regno, che egli ha voluto inaugurare.

La venuta dei familiari, che desiderano parlargli, gli suggerisce di trasferire, spiritualmente, sui discepoli, il rapporto, che lo lega fisicamente ai suoi parenti; il nuovo regno assume, quindi, la forma della famiglia, nella quale i singoli componenti trovano la loro identità e vivono le esperienze più profonde ed intime. Il legame, che tiene unita la nuova famiglia di Cristo è l’ impegno a fare la volontà di Dio. Cristo crea, così, un luogo libero dall’ azione di satana, nel quale è già possibile vivere la vita di Dio e ritornare, misteriosamente, al Paradiso terrestre, anticipazione del cielo.

                                                                 Mons. Antonino Scarcione

mercoledì 6 giugno 2018

Al padre gesuita "Filippo Arena" illustre botanico, domenica 17 giugno verrà dedicato un Sentiero Natura del Parco delle Madonie.

Riceviamo e Pubblichiamo

Di seguito pubblichiamo la lettera trasmessa dal Prof. Antonio Mirabella, relativa la Dedica a un cittadino illustre di Piazza Armerina " Filippo Arena " del Sentiero Natura del Parco delle Madonie.

Alla c.a del Sindaco della città di Piazza Armerina, e, p.c. all'Assessore alla cultura della città al Vescovo di Piazza Armerina; a Tutti gli esponenti della cultura della città di Piazza Armerina alle Associazioni, Enti e Centri culturali della Città dei Mosaici; a tutti i Dirigenti scolastici di ogni ordine e grado di Piazza Armerina; alle Autorità Militari della città (Forze Armate, Carabinieri, Forestali, Forze di Polizia e Finanza e Vigili del Fuoco)

Nell'intento di valorizzare il Parco delle Madonie ed in particolar modo il Bosco di Monte Mufara presso Piano Battaglia, abbiamo intrapreso un progetto che porterà alla realizzazione di un nuovo SENTIERO NATURA pensato per la didattica delle scienze naturali con particolare riferimento alla Botanica. 
Ed ecco che non poteva che essere Filippo Arena, Gesuita e grande precursore delle scienze Botaniche con la sua grande opera di Botanica “La natura, e la cultura de’ fiori fisicamente esposta in due trattati con nuove ragioni, osservazioni e esperienze”. 

Desideriamo onorare questo siciliano nato nella bella Piazza Armerina, che ha dedicato alle scienze naturali e in particolare alla Botanica parte della sua vita con quell'occhio di grande Amore ed attenzione al Creato che solo un sacerdote di grande levatura, peraltro appartenente all'ordine dei Gesuiti, ha saputo fare. 

Questo sentiero natura che sarà inaugurato giorno domenica 17 giugno ore 11:00 presso la partenza degli impianti della nuova e moderna seggiovia di Piano Battaglia ( Parco delle Madonie), presenterà geologia, botanica, zoologia del Parco. 

Si invitano tutte le autorità di ogni ordine e grado della città Piazza a partecipare all'evento. 

                                                                                     Prof. Antonio Mirabella


FILIPPO ARENA

domenica 3 giugno 2018

La Domenica con Gesù, SS.MO CORPO E SANGUE DI CRISTO / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Mosè prese metà del sangue e la mise in catini e ne versò l’ altra metà sull’ altare…Prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo…” Es 24,3-8 . 
“…Cristo…Entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo…una redenzione eterna…” Eb 9,11-15 . “…Prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro dicendo: prendete, questo è il mio corpo. Poi prese il calice…e disse…:Questo è il mio sangue dell’ alleanza, che è versato per molti…” Mc 14,12-16.22-26.

La festa dell’ ‘Eucaristia è stata istituita nel XIII secolo. Rimane, invece, sconosciuta nella tradizione ortodossa. 
L’ intenzione della Chiesa è quella di proporre l’ adorazione e la celebrazione del mistero eucaristico, anche fuori del triduo pasquale. Il messale italiano, anno B, propone il racconto dell’ ultima cena di Marco. Gesù, prima del suo arresto e della sua morte in croce, celebra la Pasqua con i suoi discepoli. Egli sa bene di essere “braccato”, di non potersi fidare neppure di tutti i suoi, perché uno lo ha ormai tradito. Dunque, predispone ogni cosa con molta circospezione.

Occorre preparare il pane, il vino, l’ agnello, le erbe amare, per ricordare l’ uscita di Israele dall’Egitto e la liberazione dalla schiavitù.

Gesù a tavola dice alcune parole sul pane e sul vino. Di questa scena abbiamo quattro racconti, tre nei vangeli ed uno nella Prima lettera ai Corinzi. Le prime comunità cristiane, dunque, volendo restare fedeli all’ intenzione di Gesù, hanno ridetto le sue parole, ripreso i suoi gesti e da allora la cena del Signore è sempre e dovunque celebrata nelle chiese. Innanzitutto, Gesù compie un’ azione rituale. Prendere il pane, spezzarlo e darlo è un gesto quotidiano, fatto da colui che presiede la tavola, ma Gesù lo compie con un’ intensità carica di significato. Infatti, egli assume l’ atteggiamento di Dio che parla ed invita al banchetto, mentre offre come cibo la sua vita, il suo corpo e sé stesso.

Come afferma, giustamente, Enzo Bianchi, di fronte a quest’ azione i discepoli furono certamente scossi e solo dopo la morte e la resurrezione compresero quell’ evento. Il gesto dello spezzare il pane indicava il condividere il pane con i poveri, i bisognosi e gli affamati, esprimendo una condivisione di ciò che fa vivere, che manifesta la comunione tra quelli che mangiano lo stesso pane. Ecco perché il primo nome dato all’ Eucarestia dai cristiani delle origini è “frazione del pane”.

Poi, Gesù prende anche il calice tra le sue mani e dichiara: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’ alleanza, che è sparso per le moltitudini”. Come ha dato il suo corpo, porgendo il pane, così dà il suo sangue, porgendo il calice del vino. Vediamo che l’ evangelista sottolinea che a questo calice “bevvero tutti”, perché il dono di Gesù è per tutti. Certamente, l’ alleanza che Gesù stipula con il dono della sua vita non è più circoscritta al popolo d’ Israele, bensì, è un’ alleanza universale, aperta a tutte le genti.

A questo punto, dovremmo cogliere come il dono dell’Eucaristia non è un premio, un privilegio per i giusti, ma un farmaco per i malati, un viatico per i peccatori. 
L’ Eucaristia è una narrazione in parole e gesti dell’ amore di Dio, è la sintesi di tutta la vita del Figlio Gesù, la sintesi di tutta la storia della salvezza.

                                                             Mons. Antonino Scarcione


domenica 27 maggio 2018

La Domenica con Gesù, SANTISSIMA TRINITA' / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’ è un altro…” Dt 4,32-34; 39-40 . 
“…Avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà ! Padre ! “ Rm 8,14-17. 
“…Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo…” Mt 28,16-20.

I discepoli di Gesù sono andati, tutti, all’ ultimo appuntamento sul monte, anche quelli che dubitavano; portano, come dice E. Ronchi, “i frammenti d’ oro” della propria fede in vasi di creta: certo, sono una comunità ferita, che ha conosciuto il tradimento e l’ abbandono di Giuda; sono una comunità che crede e che dubita. Con umiltà, ci riconosciamo tutti in questa fede vulnerabile. Ed ecco che, invece, di chiudersi nella propria delusione, “Gesù si avvicinò e disse loro: andate in tutto il mondo…”. Egli non è ancora stanco di offrire la propria tenerezza, di avvicinarsi, di andare incontro all’ umanità dolente. E’ il nostro Dio “in uscita”, pellegrino in cerca delle sue creature. Vediamo che la sua pedagogia vincente è quella di “stare con”, la dolcezza del farsi vicino e di non allontanarsi mai più: “ ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Infatti, il primo dovere di chi ama è quello di essere insieme con l’amato. E disse: Andate in tutto il mondo e annunciate…”.

Gesù affida ai discepoli il vangelo, la bella notizia, la parola di felicità, per farla dilagare in ogni parte del mondo, come fresca acqua, per dissetare ogni filo d’ erba. Andate, raggiungete tutti e gioite della diversità delle creature di Dio, “battezzando”, immergendo ogni vita nell’ oceano dell’ amore di Dio. Fatelo “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito”: del vento santo, che porta pollini di primavera.

Ed ecco che la vita di Dio diventa storia nostra, affidata non alle migliori intelligenze, ma ad undici pescatori illetterati, che si sentono “piccoli, ma invasi e abbracciati dal mistero”. “E io sarò con voi tutti i giorni”. Nei giorni di fede e in quelli di dubbio, fino alla fine del tempo, come seme che cresce, come inizio di guarigione.

                                                                       Mons. Antonino Scarcione

sabato 26 maggio 2018

E’ ufficiale! Papa Francesco sarà in Sicilia il 15 settembre e visiterà Piazza Armerina


Questa volta la notizia e vera e certificata, Papa Francesco sarà a Piazza Armerina il prossimo 15 settembre. 
A comunicarlo la Sala Stampa vaticana che ha annunciato che il Santo Padre verrà per la prima volta in Sicilia in occasione del 25° anniversario del martirio di don Pino Puglisi, avvenuto il 15 settembre 1993 per opera della mafia, in odio alla fede. 


Sarà Palermo che ospiterà il Papa per le celebrazioni in onore del Beato. La visita, che si concluderà in giornata, vedrà Papa Francesco fare tappa a Piazza Armerina, dove incontrerà i fedeli della Diocesi nella piazza Falcone e Borsellino. 

Per presentare l’evento il vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana. ha convocato una conferenza stampa che si terrà nei locali della Curia Vescovile, Piano Fedele Calarco, lunedì 28 alle ore 10:00, in concomitanza con quella dell’arcivescovo Corrado Lorefice a Palermo.
Ricordano ancora i Piazzesi e non solo, il nostro post del 01 aprile del 2017, che ha superato le 130mila visualizzazioni, dove in un articolo, congegnato alla perfezione, si comunicava della visita del Santo Padre in città. 
Un pesce d'aprile a cui credevano tutti a tal punto che i centralini della Curia piazzese e di diverse redazioni giornalistiche si rincorrevano per verificare la veridicità della notizia. http://www.quartieremonte.com/2017/04/e-ufficiale-papa-francesco-sara-in.html





martedì 22 maggio 2018

Via libera ai cantieri di servizio . Finanziati 145.273,92 euro


Con un importo di euro 145.273,92 la regione ha finanziato i cantieri di servizio nel comune di Piazza Armerina. Dopo l’esclusione nel finanziamento del 2014, l’assessorato regionale dalla famiglia, delle politiche sociali e del lavoro ha invitato i comuni che non avevano beneficiato della misura a partecipare ad una manifestazione d’interesse. 
La richiesta del comune di Piazza Armerina è stata accolta e con la somma di 145.273,92 euro, dopo le necessarie procedure per individuare i beneficiari, partiranno i cantieri di servizio. 
Nei prossimi giorni l’amministrazione dovrà approvare con una delibera di giunta il bando di selezione degli aventi diritto e pubblicarlo, i cittadini che posseggono i requisiti avranno trenta giorni di tempo per presentare le istanze di ammissione. 
Si procederà a stilare una lista e gli aventi diritto potranno svolgere per tre mesi e per 80 ore mensili, lavori di pubblica utilità. Potranno partecipare alla selezione disoccupati o inoccupati di età compresa tra i 18 anni e i 66 anni. 
I partecipanti dovranno possedere un reddito non superiori ad euro 453, 00 in caso di un componente del nucleo familiare, la somma fissata aumenta in base al numero dei componenti. 
I posti disponibili saranno assegnati secondo una percentuale legata all’età: tra i 18 e i 36 saranno destinati il 50% dei posti, tra i 37 e i 50 anni il 20%, per gli ultracinquantenni è riservato il 20% dei posti, il 5% andrà a disabili e il restante 5% agli immigrati con regolare permesso di soggiorno. In tutta la regione sono stati ripartititi 20 milioni di euro tra i 161 comuni richiedenti. 
Nella provincia di Enna hanno ottenuto il finanziamento Barrafranca con 91.480,16 euro, Gagliano Castelferrato con 24.360,67 euro, Regalbuto con 48.354,82 euro e Sperlinga con 17.446.84 euro. Seppur per breve tempo, questa misura diventa una ulteriore occasione di aiuto per le famiglie più disagiate.

Tratto da La Sicilia 21 maggio 2018 
di Marina Chiaramonte

L'Aforisma della Settimana


domenica 20 maggio 2018

La Domenica con Gesù, PENTECOSTE / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Si trovavano tutti insieme nello stesso luogo…Venne…dal cielo…un vento che…riempì tutta la casa…Lingue…di fuoco che…si posarono su ciascuno…e cominciarono a parlare in altre lingue…” At 2,1-11 . 
“…Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé…” Gal 5,16-25 . 
“…Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità…” Gv 15,26-27;16,12-15.


La puntuale meditazione di E.Ronchi su questa celebrazione evidenzia che la Bibbia è un libro “pieno di vento e di strade”. Proprio così sono le narrazioni dell’evento di Pentecoste; piene di strade, che partono da Gerusalemme e di vento, leggero come un respiro o impetuoso come un uragano, che scuote la casa, la riempie e va oltre; che porta pollini di primavera, fecondità e dinamismo nelle cose immobili.

Riempì la casa, dove i discepoli erano riuniti. Lo Spirito fa diventare sacra la casa: quella mia, quella tua, tutte le case. Apparvero lingue di fuoco, che si posavano su ciascuno. Vediamo che lo Spirito “tocca” ogni vita. Le lingue di fuoco si dividono e ognuna di esse illumina una persona diversa. Certamente abbiamo bisogno dello Spirito, ne ha bisogno il nostro piccolo mondo. E’ lo Spirito, che, con i suoi doni, conferisce al cristiano una genialità specifica. Oggi, nel mondo c’ è bisogno estremo di discepoli geniali. E’ necessario che ciascuno creda nel proprio dono, alla sua unicità e metta a servizio della vita la propria creatività e il proprio coraggio.

La Chiesa, come Pentecoste continua, “vuole” il rischio, l’ invenzione e la poesia creatrice.

Dio, dopo aver creato ogni uomo, ne spezza la forma. Lo Spirito, invece, ti fa unico nel tuo modo di amare e nel tuo modo di dare speranza; nel modo di consolare e di incontrare; nel modo di gustare la dolcezza delle cose e la bellezza delle persone. Nessuno sa voler bene come lo sai fare tu, Spirito d’ amore; nessuno ha quella gioia di vivere che tu hai; e nessuno ha il dono di capire i fatti come li comprendi tu.

Questa è esattamente l’ opera dello Spirito. Gesù, che non ha la pretesa di dire tutto, come, invece, l’ abbiamo noi; egli ha l’ umiltà di affermare che la verità è avanti, è un percorso da fare.

                                                                         Mons. Antonino Scarcione

sabato 19 maggio 2018

Maggio in Fiore, secondo fine settimana.

Maggio in Fiore, secondo fine settimana in fiore per il centro storico, di seguito alcuni scatti fotografici dell'allestimento floreale nella Scalinata di Sant'Anna e nella piazzetta dei Gesuiti.