"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 23 gennaio 2017

Premio “Uomo/Donna dell’Anno” 2016



COMUNICATO STAMPA
del 23 gennaio 2017

Premio “Uomo/Donna dell’Anno”
Domani la cerimonia di Consegna
al Teatro Garibaldi di Piazza Armerina
  
"Fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza".
Dante. Inferno. Canto XXVI
Avrà luogo domani 24 gennaio alle ore 18:00 presso il Teatro Garibaldi di Piazza Armerina, la cerimonia per la consegna del Premio “Uomo/Donna dell’Anno 2016”, giunto alla III^ edizione.
Ad essere premiati saranno personalità del territorio della Sicilia centro meridionale, che si sono distinte nei vari ambiti di attività nel corso del 2016.
Le personalità insignite del riconoscimento sono:
Lirio Conti, Magistrato niscemese, Gip al Tribunale prima a Gela e oggi a Caltanissetta;
don Lino Di Dio, gelese, delegato diocesano del Giubileo straordinario 2015/2016, fondatore della Fraternita Apostolica della Divina Misericordia;
Lucia Giunta, Preside emerita dell’Istituto Tecnico Industriale di Piazza Armerina;
Salvatore Martinez, ennese, consultore al Pontificio Consiglio per i Laici e Presidente Nazionale del Rinnovamento dello Spirito;
Fenisia Mirabella, Dirigente del Servizio Attività Ecumeniche e Componente dell’Ufficio Diocesano Ecumenismo e Dialogo;
Serena Raffiotta, Archeologa di Aidone; Gaetano Vicari, pittore e scrittore di Barrafranca.

Ai premiati sarà consegnata la Targa Dorata “Ulisse e Polifemo”.
La commissione del Premio presieduta da mons. Antonino Scarcione, Direttore dell’Ufficio Diocesano Ecumenismo e Dialogo, e formata da: Lidia Di Gangi, Giuliana Forgia, Roberto Ferrera, Francesco Galati, Marianna La Malfa, Concetto Prestifilippo e Filippo Rausa.
Il Premio si propone di mettere in luce quelle personalità che si siano distinte per correttezza etica e professionale e operano nei diversi settori della vita sociale.
La cerimonia sarà presieduta dal Mons. Rosario Gisana, Vescovo di Piazza Armerina.

sabato 21 gennaio 2017

Martedì 24 gennaio la consegna del Premio: UOMO/DONNA DELL'ANNO 2016

Il conferimento del premio al Dott. Fabrizio Pulvirenti (2015)
Martedì 24 gennaio, alle ore 17:00, presso il Teatro Garibaldi di Piazza Armerina, avrà luogo il conferimento della Targa Dorata “Ulisse e Polifemo” a personalità del territorio della Sicilia centro-meridionale, che si siano distinte per correttezza etica e professionale nei vari ambiti di attività: comunicazione e mass media, scienza, arte, scuola, università, cultura, mondo del lavoro e dell’imprenditoria, rapporti commerciali tra gli stati.

Il Premio Uomo/Donna dell’anno 2016 - Città dei Mosaici, giunto alla terza edizione, è organizzato dall’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, diretto da mons. Antonino Scarcione, e dal Nobile Quartiere Monte Mira il cui presidente è Filippo Rausa.
Anche quest'anno la commissione che ha individuato le personalità da premiare è stata composta da Marianna La Malfa, Francesco Galati, Concetto Prestifilippo, Filippo Rausa, mons. Antonino Scarcione, a cui si sono aggiunti, Roberto Ferrero, Giuliana Forgia e Lidia Di Gangi.


La Domenica con Gesù, III del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande gioia…Is 8,23b-9,3 . 

“…Ciascuno di voi dice: Io sono di Paolo; Io, invece, sono di Apollo; Io, invece, sono di Cefa; e io di Cristo…” I Cor 1,10-13.17 . 

“…Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce…Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino…Venite dietro di me, vi farò pescatori di uomini…Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono…” Mt 4,12-23.


Il Battista è appena stato arrestato e, quindi, un’ ombra minacciosa cala sul suo movimento. Questo drammatico evento, anzicchè rendere prudente Gesù, aumenta l’urgenza del suo ministero. E’ chiaro, ora toccherà a lui. Come, opportunamente, dice il teologo E.Ronchi, Gesù abbandona famiglia, casa, lavoro e lascia Nazaret per andare a Cafarnao. Non porta niente, tranne una parola: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Cambiate, cioè, visione delle cose e di Dio; perché la strada che vi hanno fatto intraprendere porta tristezza e buio.

Ecco il perché della conversione: il regno è vicino. Ma che cos'è il regno dei cieli, o di Dio ? Il regno è la storia, la terra come Dio la sogna. Vediamo che Gesù annuncia: è possibile vivere meglio, è possibile la felicità: Dio, infatti, procura gioia a chi produce amore. E’ come se dicesse: è possibile una vita buona, bella e gioiosa. Dio è venuto, è qui, vicinissimo a te, come un lievito, un seme o un fermento. E, subito, invita a condividere la sua strada: vi farò pescatori di uomini. Ascolta, Qualcuno ha una cosa bellissima, così bella che appare incredibile, così affascinante che i pescatori ne sono sedotti e abbandonano tutto. La notizia è la seguente: che, cioè, la felicità è possibile e vicina. E il vangelo ne possiede la chiave:” la nostra tristezza infinita si cura solo con un infinito amore”.

Il vangelo risponde alle necessità più profonde delle persone. Come possiamo notare, la conclusione del brano è una sintesi affascinante della vita di Gesù: camminava ed annunciava la buona novella, camminava e guariva la vita.

Il Signore continua a camminare verso di noi e mostra che Dio è qui, con amore. L’unica “medicina” capace di guarire il cuore. Proprio questo vuole essere anche il mio modesto messaggio: “Dio è con te, col suo amore. E guarirà la tua vita”.

                      Mons. Antonino Scarcione
                                                                                      

venerdì 20 gennaio 2017

Celebrata la 50^ Giornata Mondiale della Pace



Di seguito alcune sequenze fotografiche della celebrazione della 50^ Giornata della Pace svoltasi anche quest'anno su iniziativa dell'Ufficio per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, presieduto da mons. Antonino Scarcione e incontro di preghiera per l'unità dei cristiani, Cattolici, Ortodossi ed Evangelici.
A presiedere alla cerimonia che ha avuto luogo nella chiesa di San Giuseppe, il Vescovo mons. Rosario Gisana, il pastore Enzo Caputo, per la comunità Evangelica e padre Radu per quella Ortodossa.












Il Vescovo ribadisce, i Sacramenti non si pagano, solo oblazioni per sostenere la chiesa.

Mons. Rosario Gisana
Nuovo assetto e nuove aperture nella chiesa Armerina che vuole stare vicina al suo gregge. 
Il Vescovo Gisana ha deciso di stare più vicino ai suoi fedeli, di ascoltarli, di parlare con loro. 
L’ha sempre fatto, ma adesso intensificherà l’azione pastorale, con un semplice gesto: un numero aperto dal quale verranno smistate le chiamate per potere rispondere alle istanze del popolo del Signore, limitatamente agli impegni pastorali pubblici. “La gente mi cerca e io voglio ascoltarla – ha detto Mons Gisana – per questo il mio cellulare sarà a disposizione della gente attraverso un sistema di smistamento delle chiamate a cui risponderanno i segretari, se io sono impossibilitato, che li inoltreranno a me. 
 Ho fatto di tutto per dare un buon assetto nell'ultima rotazione ma quello a cui tengo particolarmente è che i nostri sacerdoti si distinguano nel tratto e nella tasca. 
Lo dico con le parole degli Evangelisti:
Giovanni 10 – 11-18 "Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».
Matteo 10 – 8 “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non vi procurate oro né argento né rame per le borse delle vostre cinture, né bisaccia da cibo per il viaggio, né due vesti, né sandali né bastone; poiché l’operaio merita il suo cibo.

Chi avrà trovato la sua anima la perderà, e chi avrà perduto la sua anima per causa mia la troverà. “Chi riceve voi riceve [anche] me, e chi riceve me riceve [anche] colui che mi ha mandato. Chi riceve un profeta perché è profeta otterrà una ricompensa da profeta, e chi riceve un giusto perché è giusto otterrà una ricompensa da giusto. E chiunque avrà dato da bere anche solo un calice d’acqua fredda a uno di questi piccoli perché è un discepolo, veramente vi dico, non perderà affatto la sua ricompensa”

Questo significa che il sacerdote deve praticare la Misericordia cui tanto aspira il Papa, con l’atteggiamento del servizio del buon pastore che non lascia scappare una sola pecora del suo gregge, ascoltandola, aiutandola e servendola, per come insegna la parabola. Altro argomento è quello del denaro: gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date. Questo significa che i sacramenti non si pagano. Certo la chiesa vive come qualunque casa o ufficio, si devono pagare le bollette, le manutenzioni. Per questo esistono gli oboli che sono atti liberali di quanti voglio offrire. Ma sia bandito il commercio!”
 Articolo tratto da: wwwvisionedioggi.it

Don Pino Rabita nominato dalla Conferenza Episcopale Siciliana nuovo Direttore della Segreteria Pastorale Regionale.

I Vescovi delle 18 diocesi della Sicilia, al termine dei lavori della Sessione invernale della Conferenza Episcopale, svoltasi a Palermo, hanno nominato don Giuseppe Rabita, del clero della diocesi di Piazza Armerina, Direttore della Segreteria Pastorale Regionale. 
Don Rabita succede nel ruolo che è stato per tantissimi anni ricoperto da Monsignor Carlo Di Vita, al tempo dei grandi Convegni Regionali, e dopo la morte di lui da Monsignor Francesco Casamento. 
Don Rabita è nato a Pietraperzia e, dopo avere espletato il servizio militare obbligatorio, a 21 anni è entrato nel Seminario di Piazza Armerina prima e poi in quello di Palermo per compiere gli studi.
È stato ordinato nel 1986 dal vescovo, mons. Vincenzo Cirrincione e fino al 1992 è stato suo segretario. 
Ha svolto il ministero di vicario parrocchiale nella Parrocchia Sant’Antonio e nella Collegiata del SS. Crocifisso a Piazza Armerina.
Nel 1994 il vescovo lo inviò come vicario parrocchiale nella Chiesa Madre di Pietraperzia dove, dopo la morte del compianto don Salvatore Viola, nel 1996 divenne parroco fino ad oggi. Don Giuseppe Rabita ha svolto gli studi presso la Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo conseguendo la licenza in Ecclesiologia e poi a Roma presso lo Studio Paolino della Comunicazione Sociale ed ha frequentato i corsi di Dottorato presso la Pontificia Università Gregoriana. 
Ha insegnato Teologia dogmatica e Comunicazioni Sociali presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mario Sturzo” di Gela e Piazza Armerina. Nel 2007 ha fondato e dirige il Settimanale diocesano “Settegiorni dagli Erei al Golfo”. 
È membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale della Diocesi. Il nuovo incarico non consentirà a don Rabita di continuare a fare il parroco per cui presto si procederà alla nomina del nuovo parroco della Matrice. 
La Segreteria Pastorale che don Rabita va a dirigere è l’organismo di cui si avvale la Conferenza Episcopale Siciliana per realizzare e coordinare iniziative pastorali unitarie, nel rispetto dell’autonomia e dei piani pastorali delle singole Chiese particolari. 
Essa promuove il coordinamento e la collaborazione fra gli Organismi Pastorali regionali; stimola ricerche e studi per una attenta lettura della situazione, individuando eventuali iniziative e strumenti idonei; cura l’organizzazione e la realizzazione di tutto quanto la C.E.Si. riterrà opportuno affidarle. 
Domenica 22 gennaio il vescovo Rosario Gisana presiederà la Santa Messa in Chiesa Madre di Pietraperzia per dare la comunicazione ai fedeli.
                                                                                            Gaetano Milino


Il Presidente, Filippo Rausa, il Consiglio Direttivo, i soci e tutta la comunità del nobile quartiere Monte Mira, augurano a don Pino, neo direttore della Segreteria Pastorale Regionale, gli auguri più belli e un buon lavoro per il nuovo servizio pastorale che gli è stato affidato. 

                                                                                         

mercoledì 18 gennaio 2017

Giovedì 19, si ritorna a Scuola


Il sindaco, Dott. Filippo Miroddi con propria Ordinanza n° 4 del 18 gennaio 2017, Ordina, la ripresa delle attività scolastiche nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio comunale, compreso l'asilo nido comunale "M. Schillaci", a far data da Giovedì 19 gennaio 2017. 

martedì 17 gennaio 2017

50^ Giornata Mondiale della PACE

Giovedì 19 gennaio presso la Chiesa di San Giuseppe, alle ore 17:45, avrà luogo la "Celebrazione della 50^ Giornata Mondiale della PACE" con la presenza del nostro vescovo mons. Rosario Gisana, e i pastori delle chiese Protestanti ed Ortodosse. 
Vi aspetto per un grande momento di fraternità ecumenica...


Mercoledì 18, niente Scuola

Per Mercoledì 18 gennaio, viste le avverse condizioni climatiche, perdura l'Ordinanza del Sindaco che mantiene le Scuole Chiuse.


sabato 14 gennaio 2017

La Domenica con Gesù, II del T.O.

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


Testi: “…Il Signore…Mi ha plasmato suo servo dal seno materno…Io ti renderò luce delle nazioni…” Is 49,3.5-6 . 
“Paolo…e il fratello Sostene, alla chiesa di Dio che è in Corinto…Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo ! “I Cor 1,1-3 . 
“…Ecco l’ agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo !...E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio “ Gv 1,29-34.


Quello che attraversiamo è, insieme, tempo di creduloneria e di scetticismo; infatti, mentre presumiamo di scoprire il futuro attraverso gli oroscopi e i maghi, difficilmente, invece, ci lasciamo convincere da parole e segni che si aprono verso Dio. Siamo immersi in fiumi di notizie, chiacchiere e opinioni. E siamo, quindi, assuefatti a lasciarcele scorrere addosso con indifferenza. Vediamo che, raramente, oggi, le persone si avvicinano a Dio, attratte da sottili ragionamenti.

Infatti, i percorsi di fede, come afferma la studiosa Paola Bignardi, si snodano lungo ben altri sentieri, più coinvolgenti, capaci di toccare il cuore. Il cammino può iniziare proprio dalla testimonianza di chi “ha visto”, come il Battista: la sua parola suscita attenzione, perché parte da un’ esperienza diretta. Sono due i segni che anche oggi inducono molti ad interrogarsi su Dio, su Gesù e sul suo Vangelo: la relazione con una comunità e la testimonianza di qualcuno che vive come “avendo visto”.

La comunità: quando un ragazzo si sente parte di un gruppo, si appassiona alle attività che esso propone, ne assume i linguaggi e il modo di pensare e partecipa alle esperienze, che avverte come proprie. Anche gli adulti dei nostri tempi si comportano allo stesso modo: aderiscono ad esperienze che li coinvolgano in una rete di relazioni significative e poi guardano alla concezione della vita che la percorre fino a farla propria. Questa è l’ esperienza che hanno vissuto i discepoli: sono entrati in un gruppo, coinvolti dalla relazione che Gesù ha proposto e offerto, e, a poco a poco, hanno conosciuto i pensieri di Gesù, li hanno verificati, hanno visto come lui viveva e sono stati plasmati da lui.

La comunità convince, se in essa si possono incontrare veri testimoni. Il fascino di personalità come quella di Madre Teresa trova proprio qui il segreto e la seduzione: un modo di vivere, al tempo stesso, semplice e straordinario, che fa intravedere una vita intensa e realizzata. Papa Francesco ci fa toccare con mano la forza persuasiva di una vita autentica, da cui affiorano i tratti di un Vangelo vissuto.

Ma di persone che “hanno visto”, se ne incontrano tante. Non hanno nulla di straordinario, ma attorno a loro si respira il profumo del Vangelo: attenzione agli altri, solidarietà, vicinanza a tutti coloro che sono in difficoltà, serietà nel portare avanti il loro lavoro e senso di responsabilità.

I cristiani con la faccia da quaresima, come dice Papa Francesco, non sono buoni testimoni: il loro modo di vivere non convince e, dunque, come dicono tanti, è meglio tenersi alla larga dalle loro scelte. Ma coloro che affrontano le situazioni quotidiane in maniera seria e serena, è come se dicessero cha hanno trovato il segreto, che li fa vivere in maniera appagata e piena. Ciò non vuol dire senza difficoltà, ma con la forza di chi ha trovato la “Roccia”, su cui costruire la casa della propria esistenza; o con la soddisfazione di chi ha trovato il tesoro: ha venduto tutto per comprare il campo dove il tesoro era sepolto, ma ora non passa la giornata ad andare a vedere il campo, che non ha più, ma contempla il tesoro che ha posto al sicuro nello scrigno della sua coscienza.

                                                                                 Mons. Antonino Scarcione 

Finale del Festival Comico Cabarettiamo 3

Riceviamo e Pubblichiamo

Si è svolta il 9 gennaio a Piazza Armerina, presso il teatro Garibaldi, la finale del festival della comicità Cabarettiamo 3. Nonostante le temperature rigide e il giorno feriale scelto, il teatro si è riempito in ogni ordine di posto. “Siamo piacevolmente sorpresi” commentano gli ideatori “temevamo che gelo e ghiaccio avrebbero potuto rovinare la festa… ma il calore del pubblico ha sciolto il ghiaccio”. E proprio gli ideatori, Mariangela Turi show-girl e i SenzaRadio (Angelo Franzone e Andrea Lombardo), duo di fantasisti e speaker, hanno intrattenuto il pubblico con una presentazione frizzante e alcuni esilaranti sketch.

La serata, intervallata dalle performance del giovane corpo di ballo, ha visto sfidarsi tre formazioni comiche: I Monelli Diversi, il Mago Normal e Vincenzo Carnese. In giuria vari nomi del jet set siciliano: Vincenzo Randazzo, direttore artistico del teatro di Caltagirone , Turi Amore, noto attore, l’Associazione Laboratoro dei Sogni, organizzatori del Kalat Film Festival, nelle persone del Presidente Fernando Barbieri, del PR Laura Abbaleo e del Manager Salvatore Buccoleri.

Ospite d’onore della serata è stato Eduardo Saitta, attore di teatro e comico del programma Insieme, che ha conquistato il pubblico con la sua verve. Proprio ad Eduardo è stato consegnato un targa di riconoscimento per i suoi 25 anni di carriera. Vincitore di questa riuscitissima terza edizione è il Mago Normal, giovane nisseno, che ha spiazzato tutti con la sua irruenza e inventiva legata al mondo della magia comica.

Tra i vari momenti, anche l’intervento del gruppo 3F di Piazza Armerina e di un strampalato ufficio stampa formato da Swan Marella, Enzo Lombardo e Caty Procaccianti trio che da qualche tempo è ospite fisso al programma radiofonico Shadows Light, il programma dei SenzaRadio in onda su 36 emittenti in più parti d’Italia.

Spazio anche alla musica con Salvo Saffila e Silvio Vitali, giovani promesse del canto armerino.

Presente l’amministrazione comunale di Piazza Armerina, partner ufficiale della manifestazione, nella persona del Sindaco Fiippo Miroddi e dell’Assessore Sport Turismo e Spettacolo Carmelo Gagliano, che hanno consegnato le targhe ai vincitori. A sorpresa vi è stata anche la consegna del GOGOL, oscar del sorriso, al vincitore e agli organizzatori, per mano di Caty Procaccianti che della realtà GOGOL ne è “ambasciatore” di zona.


venerdì 13 gennaio 2017

80mila euro per l'Asilo nido di via Floresta

Ennesimo finanziamento per il Comune di Piazza Armerina con i “Lavori di adeguamento ed abbattimento delle barriere architettoniche dell'Asilo nido Miriam Schillaci”, sito nel nobile quartiere Monte, nelle immediate vicinanze della Basilica Cattedrale.

Altro obbiettivo centrato dell’Amministrazione Miroddi che grazie ad un progetto voluto e portato avanti dal Vice Sindaco Giuseppe Mattia, nonché assessore ai Lavori Pubblici, deliberato nel 2015, ottiene attraverso un bando un finanziamento di 80mila euro, per lavori di messa in sicurezza dell’Asilo nido, con l’installazione di un ascensore montacarichi, che mette all'avanguardia e totalmente a norma lo stabile, il tutto in un contesto di riqualificazione urbana in base ai principi di salvaguardia e miglioramento del patrimonio scolastico esistente, ed adeguamento alla vigente normativa.

Il progetto, redatto nel corso del 2015 dall'Ingegnere Capo, Mario Duminuco, direttore dei lavori, del Geometra Teodoro Ribilotta, e dal Geometra, Calogero Di Sano, responsabile della sicurezza, pur avendo tutti i requisiti richiesti, in una prima fase non era stato finanziato per mancanza di fondi, nei giorni scorsi con nota trasmessa al Comune, la bella notizia della ufficializzazione del finanziamento.

Quanto sopra ancora una volta, in barba ai denigratori, denota un’ulteriore prova della efficienza e dinamicità dell’Amministrazione Miroddi che riesce ad impiegare risorse ed energie per portare nuovi servizi e miglioramenti economici alla Città ed ai suoi cittadini, che nel recente passato erano un'utopia.


giovedì 12 gennaio 2017

Ennesimo strafalcione di Crocetta e della sua maggioranza

Riceviamo e Pubblichiamo

Piazza Armerina 11 gennaio 2016

COMUNICATO STAMPA
ELEZIONE LIBERI CONSORZI E CITTA' METROPOLITANE:

I comitati ufficiali promotori delle variazioni territoriali in Sicilia, dopo aver segnalato per primi (comunicato stampa del 28 luglio 2016) il mancato raccordo tra la LR 11/15 e la LR 15/15, inerente la ponderazione del voto per i comuni che hanno rinnovato gli organi politici di vertice nelle amministrative 2016, inducendo la Regione Siciliana a rinviare le elezioni per ben due volte, si vedono ancora costretti a segnalare un altro problema riguardante di nuovo la ponderazione del voto per l’elezione dei rappresentanti delle ex province siciliane.

«Abbiamo da sempre perseguito un solo obiettivo in questa annosa vicenda – affermano i portavoce dei 4 comitati, Filippo Franzone (Gela), Salvatore Murella (Piazza Armerina), Luigi Gualato e Gaetano Buccheri (Niscemi) - e cioè quella di poter entrare nella Città Metropolitana di Catania; obiettivo centrato in pieno dai consigli comunali e dalle popolazioni delle città interessate su iniziativa dei comitati promotori. Abbiamo promesso che non faremo mai partire i Liberi Consorzi Siciliani se prima la Regione non mantiene la “parola” data attraverso le Leggi, alle popolazioni di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea. Tutto ciò lo stiamo attuando e vogliamo solamente che chi legifera mantenga il patto di rispetto reciproco con l’elettorato e la popolazione. Un patto che ad oggi in Sicilia è stato tradito!» 

Al loro fianco ed a quello dei comuni interessati, in una battaglia che è di democrazia e di civiltà, anche il luminare e noto avvocato, docente universitario ed ex assessore regionale, Gaetano Armao: «a giorni procederemo a depositare al TAR il ricorso per l'annullamento degli atti amministrativi che ormai celebrano un procedimento illegittimo. Ci sono delle chiare responsabilità e coloro che le hanno determinate dovranno spiegare ai cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e non solo, come possa ignorarsi l'esito di partecipati referendum popolari».

Il Decreto Assessoriale n° 318 del 13 dicembre 2016, a firma dell’Assessorato alle Autonomie Locali retto dall'on. Luisa Lantieri, stabilisce i criteri per la ponderazione del voto dei consiglieri dei comuni interessati dal turno elettorale comunale della scorsa primavera (Maggio-Giugno 2016), così come disposto negli articoli seguenti: 

E' l'ennesimo strafalcione di una maggioranza di governo che, quantomeno in tema di Liberi Consorzi, ha raggiunto il culmine in termini di incompetenza. Pur rispettando il colore delle schede per fasce di ponderazione, in realtà il decreto assessoriale di cui sopra differenzia comunque le schede dei consiglieri dei comuni andati al voto nella primavera 2016, grazie all'inserimento nelle schede della dicitura “bis”, facendo così venir meno il rispetto del principio di segretezza del voto per i consiglieri di questi comuni. Il che rende agevolmente impugnabile innanzi al Tar il provvedimento in questione, peraltro già emanato ma non ancora pubblicato in Gurs. Noi siamo pronti a ricorrere, ma siamo altrettanto convinti che altri faranno a gara per anticiparci, tanto palese e chiaro è lo strafalcione, l'ennesimo in una serie a dir poco grottesca. Per questa via, non ci stupiremo affatto nell'incassare a breve il terzo rinvio delle elezioni di II livello dell’ente intermedio siciliano, con annesso il nono intervento legislativo e l'inevitabile, ulteriore, proroga dei commissariamenti. 

Un continuo arrampicarsi sugli specchi, per poi inevitabilmente scivolare giù per terra, condannando di fatto le ex province siciliane ad un perenne commissariamento. La tanto strombazzata riforma delle ex province, infatti, è nata male e sta finendo anche peggio delle più pessimistiche previsioni. Una riforma flop, sin dagli albori, con il plateale annuncio nel 2013 da parte del Presidente della Regione in una nota trasmissione televisiva. Dopo otto passaggi legislativi (LR 7/13, 8/14, 15/15, 28/15, 5/16, 8/16, 15/16, 23/16) e ben quattro anni di attese, di quello spot propagandistico rimane solamente incertezza e provvisorietà.

In questa pseudo riforma, il Presidente della Regione e la sua maggioranza all’ARS, hanno mostrato il peggio che i rappresentanti democraticamente eletti potessero mostrare ai cittadini di una democrazia compiuta. E certamente l’apice di un tale malgoverno si è raggiunto con il mancato rispetto delle volontà popolari dei cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, espresse attraverso referendum confermativi, oltre che attraverso due differenti e distanti delibere consiliari per comune. Una vicenda che non ha precedenti in nessuna democrazia occidentale, ove chi governa e legifera stabilisce dapprima le regole per il passaggio territoriale, per poi contraddire quelle stesse regole e con esse i cittadini e le amministrazioni che hanno inteso rispettarle appieno.

Filippo Franzone                                    Salvatore Murella                                       Luigi Gualato                              Gaetano Buccheri
Coordinatore CSAG                          Portavoce Comitato Pro                             Portavoce Comitato                      Portavoce Consulta
                                                     Referendum     Piazza Armerina                                  per i Liberi Consorzi

mercoledì 11 gennaio 2017

A proposito del terremoto dell' 11 gennaio 1693, qualche pillola di storia



particolare dell'Icona di Maria SS. delle Vittorie
Mercoledì 11 gennaio la Chiesa di Piazza Armerina ricorda l’Anniversario del catastrofico terremoto del 1693 dal quale la città di Piazza Armerina per intercessione della Sua Gran Madre e Patrona, Maria Santissima delle Vittorie non subì alcun danno.

La scossa devastatrice, giunse alle ore 21,00 e percorse distruggendo in un solo colpo, l'intera Val Di Noto e parte della Sicilia orientale, la furia distruttrice spazzò via secoli di storia, fermandosi ai piedi della nostra città, salvata miracolosamente dal Vessillo di Maria SS. delle Vittorie, che dal 1348 anno del suo ritrovamento, ha sempre avvolto con il suo manto protettivo la nostra città.

Di seguito riportiamo alcune notizie che ci ha trasmesso mons. Antonio Scarcione prevosto della Basilica Cattedrale, tratte da alcuni manoscritti, su come i nostri antenati vissero quei giorni di sgomento.

"La scossa più forte, quella delle 21,00, venne preceduta da boati spaventosi e seguita, per vari giorni, da altre scosse di minore intensità".
 ...Ai primi boati, cupi e fragorosi, le monache del monastero di San Giovanni si resero conto, in certo modo, di quello che accadeva: un minuto dopo, era un sussulto di mura, uno sbatacchiare di campane, uno scricchiolio di porte e di finestre, un precipitare di intonaci, tegole, calcinacci, che si confondevano con le loro invocazioni e le loro grida. Intanto, la gente, fuori, correva all' impazzata verso i punti, in cui c'era più spazio. Così il vasto piano del Padre Santo venne subito invaso... L'austera porta claustrale si aprì e le monache si trovarono fuori, sul piano, dove, come Dio volle, passarono quella notte in lacrime e preghiere.
 Con l'alba del 12 gennaio, i cittadini, temendo un più violento ritorno del terremoto, abbandonarono l'abitato... Si accorse, quindi, al Duomo, dove, con l'intervento dei canonici, del clero e delle confraternite si organizzò un' imponente processione, come mai si era vista.
 Precedevano le confraternite, i frati e le monache, i chierici e il clero, quindi l' Immagine della Patrona. Dietro il Simulacro l'onda immensa del popolo con a capo i Giurati e il Capitano di Giustizia, don Giuseppe Trigona Paternicò. La processione scese in piazza, imboccò la via ferreria, uscì di porta "ospedale" e della salita dei Cappuccini. Qui sostò...Venne eretta una baracca-cappella, per il simulacro mariano. La baracca fu rivestita di pelli. Capanne speciali accolsero le monache, guidate dalla badessa Sr. M. Solonia. Accanto ad esse vi erano le monache di S. Chiara. Le religiose di S. Agata e della Trinità, invece, si fermarono al "largo castello".
 Questa situazione durò 40 giorni. Successivamente, con rinnovato fervore, l'Icona fu riportata trionfalmente al Duomo.
 Alcune notizie, risalenti al 1694, a cura di Mons. Riggio, in S. Visita a Piazza Armerina: Fuochi n. 3186. Anime 12.301. Monache n. 366. Sacerdoti n. 125. Chierici n. 202.
Danni in Città di lieve entità. In Duomo, allora in costruzione, cadde la volta del coretto (rifatta, successivamente, col contributo di onze cento da parte del cantore, canonico D.G. Cascio) e riportò danni il vecchio campanile arabo-normanno. Furono registrate, inoltre, lesioni più o meno gravi in qualche muro.
 Vittime del terremoto: nessuna. Nella vasta area della Sicilia Sud Orientale risulta, invece, che ci siano state circa 70.000 vittime.
 Proprio per questo il nostro popolo si è sentito, giustamente,  protetto dall'Alto. Ogni anno, poi, l'11 gennaio, fa veramente piacere incontrare numerose persone, che salgono in Cattedrale, per  ringraziare la Patrona, Maria SS.ma delle Vittorie, dello scampato pericolo