"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

giovedì 15 febbraio 2018

Proposta realizzazione attrezzerie per il Palio dei Normanni

Piazza Armerina, 14 febbraio 2018

                                                                                          
Al Sig. Sindaco Filippo Miroddi
All’Assessore al Palio Carmelo Gagliano
Al Dirigente dell’Assessorato Assunta Parlascino
                                      LORO SEDI
                                                                        
Oggetto: Proposta realizzazione attrezzerie per Palio dei Normanni  

Lo scrivente Stefano Di Dio, Coordinatore Generale del Palio dei Normanni, di concerto con i componenti Massimo Di Seri, Salvatore Arena e Filippo Rausa, comunica quanto segue:

Dall’analisi delle attrezzerie che ogni anno si noleggiano per il Palio dei Normanni dalla ditta Rancati, abbiamo verificato che alcune di queste attrezzerie, lance di diversi modelli per un totale di 104 pezzi, spadoni, asce, archi, la mazza del mazziere possono essere realizzate in loco da maestranze locali.

Le lance, ad esempio, oltre alla struttura di legno, un bastone di circa cm 2.50, hanno la punta in lamiera e si differenziano solo per il modello.

Gli spadoni e l’ascia, in uso al boia e ai suoi aiutanti, sono anch’esse realizzate in lamiera.
La mazza, in uso al mazziere, che apre il Palio coordinando il suono dei Tamburi Battistrada, è realizzata in legno con un pomello metallico; gli archi con le frecce e la faretra, sono anch’esse di facile realizzazione.

Detto ciò, è ben chiaro di come la realizzazione di queste attrezzerie sin da ora, permetterebbe alle casse comunali un risparmio verificabile già a partire dal 2019, ed inoltre se detta operazione di realizzazione delle attrezzerie e/o acquisto dei materiali avesse un seguito nei prossimi anni, consentirebbe nel giro di un quinquennio l’abbattimento di almeno due/terzi delle somme che attualmente il Comune impegna per i noleggi.

Pertanto,   qualora   codesta   Spett.le  Amministrazione   decida   intraprendere   l’iter   amministrativa dell’acquisizione diretta di proprietà delle varie attrezzerie, senza più richiedere l’affitto delle stesse, che, oltretutto ogni anno aumenta economicamente, senza alcun dubbio ammortizzerebbe negli anni il costo iniziale con beneficio economico futuro per le casse comunali e naturalmente la proprietà del materiale paliesco, di cui una rappresentanza potrebbe essere esposto al Museo del Palio, sarebbe del Comune.

I sopra citati rappresentanti si impegnano a presentare il preventivo spesa per il numero dettagliato delle varie attrezzerie da fare realizzare a Ditte locali per il consequenziale impegno di spesa che codesta Amministrazione dovrà prevedere in apposito cap. di Bilancio.

In attesa di una risposta si porgono cordiali saluti.


FIRMATO
I Presidenti dei Quartieri      
                                                                       
Il Priore, Stefano Di Dio_______________________
                                                                    
Monte, Filippo Rausa_________________________                                       

Castellina, Massimo Di Seri____________________                  

Canali, Salvatore Arena_______________________

Casalotto, Aldo Arena________________________

lunedì 12 febbraio 2018

Lo sai perché....è pericoloso usare il cellulare mentre si fa benzina?

A detta di molti, potrebbe risultare molto pericoloso utilizzare il nostro cellulare mentre siamo in procinto di fare benzina
Tale rischio, molto raro, può però concretizzarsi solo se in seguito ad una eventuale perdita di benzina, la persona si dovesse accidentalmente bagnare con il carburante e in quel preciso momento dovesse ricevere una telefonata che farebbe squillare il telefono cellulare. 
Una possibilità remota ma assolutamente possibile. Solo in questo caso, una scintilla generata dagli squilli del telefono, potrebbe infiammare la benzina.

Anni fa e soprattutto in America, succedeva spesso che prendessero fuoco le autovetture di chi usava il telefono cellulare mentre stava facendo benzina. 
Le onde elettromagnetiche emesse dal cellulare durante una conversazione, infatti, potrebbero accumulare cariche in parti metalliche, le quali farebbero di conseguenza scattare una scintilla ed essere la probabile causa di un’eventuale esplosione. 
Insomma, le onde elettromagnetiche del cellulare in chiamata poste vicino alla carrozzeria dell’auto che, ricordiamo, è isolata da terra attraverso i pneumatici, potrebbero ionizzarla a tal punto da far scoccare una scintilla che con la pistola del distributore, posta all’interno del bocchettone, darebbe il via all’esplosione, se quest’ultima possedesse una carica opposta.

Per sopperire a tale rischio, e come misura preventiva, molte compagnie petrolifere hanno adottato delle restrizioni come ad esempio il divieto di utilizzo del cellulare, in aggiunta all’ovvio divieto di fumare, durante il rifornimento e nei pressi delle stazioni di servizio.

In conclusione, il rischio di “andare a fuoco” mentre stiamo facendo benzina, ha una possibilità molto remota di accadere ma sarebbe meglio evitare di rispondere o aprire una telefonata mentre abbiamo la pompa del distributore in mano. Per non dimenticare che, per lo stesso motivo, ovvero il rischio che una scintilla incendi la benzina mentre stiamo facendo carburante, il motore della nostra auto dovrebbe sempre essere spento.

L'aforisma della Settimana


domenica 11 febbraio 2018

La Domenica con Gesù, VI del Tempo Ordinario /B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Il lebbroso…porterà vesti strappate…andrà gridando: impuro ! impuro !...” Lv 13,1-2.45-46 . 
“…Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo” 1 Cor 10,31-11,1 . 
“…Se vuoi, puoi purificarmi !...Lo voglio, sii purificato…” Mc 1,40-45.

Il gesto di Gesù, che guarisce il lebbroso, colmando la distanza, imposta dal libro del Levitico, tra il malato di lebbra e le persone sane, insegna l’ accoglienza del “diverso”, di cui molti parlano e pochi praticano. A tal proposito, appare pertinente lo stile proposto e praticato da Josè Bergoglio, anche prima di essere stato eletto Papa. Egli, già allora, aveva adottato i termini “scarti” e/o “rottami”, per indicare la “deriva”, che la civiltà moderna produce nella società. Individuava nei bambini, nelle bambine e negli anziani le categorie di persone più a rischio.

Dopo l’ elezione a Papa, queste parole sono ritornate anche nei documenti, come, ad esempio, nell’ “Evangelii Gaudium”(La Gioia dell’ Annuncio del Vangelo) e nell’ Enciclica, “Laudato Sì” (Sulla cura dell’ ambiente), in cui, tra l’ altro, egli afferma: “Non è possibile che non faccia notizia un povero che muoia, assiderato dal freddo, mentre fa notizia il ribasso di due punti percentuali in borsa”. Così, non si può affatto tollerare che si sprechi o getti via il cibo, quando ci sono persone che soffrono la fame. Tutto questo entra nel gioco della competitività e della “legge del più forte”, dove il potente “mangia” il più debole. Vediamo che grandi masse di popolazione vengono escluse ed emarginate: senza lavoro, senza prospettive, senza vie d’ uscita.

L’ uomo, purtroppo, viene considerato “un bene di consumo”. Si può, quindi, “usare e gettare via ! “. Ecco che viene fuori “la cultura dello scarto”, che, incredibilmente, viene promossa. La stessa riflessione emerge nell’ Enciclica, “Laudato Sì”, a proposito dell’ inquinamento. 

E’ la stessa logica che porta a sfruttare sessualmente i bambini o ad abbandonare gli anziani. Se non si fissano principi etici ben saldi, quali limiti potranno avere: la tratta degli esseri umani, la criminalità organizzata, il narcotraffico, il commercio di diamanti insanguinati o di pelli di animali in via di estinzione ?
                                                                                 Mons. Antonino Scarcione

lunedì 5 febbraio 2018

L'aforisma della Settimana


Lo sai perché....Comprendere e apprendere, differenza

Molto spesso si padroneggia in modo erroneo l’uso dei verbi. Nonostante ci siano dei verbi all’apparenza simili, i significati sono differenti, quantomeno nelle sfumature. Ne sono un chiaro esempio i verbi che andiamo ad analizzare in questo breve articolo: comprendere ed apprendere.

Il verbo comprendere

Comprendere significa capire e cogliere con la propria mente il senso di qualcosa. Oppure arrivare ad un’intuizione grazie alle proprie conoscenze. La parola comprendere infatti deriva da “prendere tutto”. Ciò mette in evidenza l’idea di assimilare tutte le informazioni necessarie per arrivare alla comprensione generale di una determinata circostanza. Per comprendere, bisogna capire e padroneggiare ogni aspetto di una situazione problematica.

Questo verbo ha un senso molto ampio: può voler dire afferrare il senso di qualcosa ma anche stabilire una relazione tra più idee e più fatti. Comprendere infatti è l’atto con il quale la mente ci porta a formulare un determinato concetto (dal latino: cum capere). Si tratta del risultato di un procedimento mentale che “prende e mette insieme” (comprehendĕre) tutti gli aspetti sensibili particolari che una molteplicità di oggetti e situazioni hanno in comune.

Se riferito ad una persona, indica l’atto di comprendere appieno lo stato d’animo altrui. In questo caso si usa anche il termine di empatia che deriva da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento”. In questa circostanza, comprendere è usato quindi per definire la capacità di esprimere empatia da parte di una persona verso un’altro soggetto.

Il verbo apprendere

Comprendere e apprendere
Apprendere invece vuol dire acquisire una serie di nozioni o di capacità. La parola difatti deriva dal verbo “prendere” ovvero appropriarsi della conoscenza. Apprendere vuol dire imparare e venire a conoscenza. Quindi, si può accumulare e immagazzinare le informazioni necessarie ed importanti per custodirle gelosamente nella memoria usando queste nozioni come bagaglio personale.

Il luogo numero uno dell’apprendimento per tutti noi la scuola. Poi sta ad ognuno continuare ad apprendere le nozioni necessarie anche dopo il periodo scolastico, che permettono di andare avanti per la propria strada formativa. Il termine “apprendere” può essere usato anche come appigliarsi o attaccarsi a qualcosa (detto in modo figurativo parlando delle passioni amorose). Ne è una chiara testimonianza la frase dantesca: “il fuoco s’apprese rapidamente alla capanna; Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende”.

sabato 3 febbraio 2018

La Domenica con Gesù, V del Tempo Ordinario /B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Giobbe, provato dal dolore, manifesta il suo sconforto” Gb 7,1-4.6-7 . 
“…Guai a me se non annuncio il vangelo…mi sono fatto tutto a tutti…1Cor 9,16-19.19-23 . 
“…La suocera di Simone era a letto con la febbre…Egli si avvicinò e la fece alzare, prendedola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva…” Mc 1,29-39.

Gesù va a casa di Simone. La Chiesa “inizia” attorno ad una persona fragile, malata: “ la suocera di Simone a letto con la febbre. Il Signore la prende per mano, la solleva e lei può occuparsi della felicità degli altri, che è la vera guarigione. “Ella li serviva”. 
Vediamo che Marco usa lo stesso verbo utilizzato nel racconto degli angeli, che servivano Gesù, dopo le tentazioni. A questo punto, notiamo che la donna, considerata, nell’ antichità e non solo, “una nullità”, qui, invece, è assimilata agli angeli, le creature più vicine a Dio.

Questa narrazione di un miracolo, apparentemente, così poco vistoso, ci può aiutarci a “smetterla” con l’ ansia e i conflitti contro le nostre febbri e i nostri problemi. Notiamo, chiaramente, che ogni limite umano può diventare lo “spazio di Dio”, dove giunge la sua potenza. Dopo il tramonto del sole, terminato il sabato, con i suoi 152 divieti (in quel giorno era proibito, ad esempio, anche di visitare i malati), osserviamo che “il dolore” di Cafarnao si riversa all’ ingresso della casa di Simone: “la città intera era riunita davanti alla porta”. Proprio davanti a Gesù, in piedi, tra la casa e la strada, tra la casa e la piazza: Gesù che ama le porte aperte, che lasciano entrare occhi e stelle e il rischio della vita, del dolore e dell’ amore.

Quelle guarigioni, compiute dopo il tramonto, quando inizia il nuovo giorno, sono il collaudo di un mondo nuovo, raccontato sul ritmo del libro della Genesi (…e fu sera e fu mattina…). 
Il miracolo è come “l’ inizio di un giorno nuovo”. Un giorno e una sera, per pensare all’uomo, una notte e un’ alba, per pensare a Dio. Perché ci sono, nella vita, sorgenti segrete: ognuno vive delle proprie sorgenti. E la prima sorgente è Dio. Gesù, pur assediato dalle folle, “inventa” spazi segreti, che danno salute all’anima. Simone va sulle sue tracce: in verità, non appare, qui, come un discepolo, che “segue” il maestro, bensì, come uno che lo “insegue”, con ansia; lo raggiunge e interrompe la preghiera, dicendo: “Ti cercano , la gente ti vuole e tu sei qui “a perdere tempo”. Hai avuto successo a Cafarnao, ebbene, coltiviamolo. E Gesù replica: “No, andiamo altrove”. Egli va in cerca di altri villaggi, di un’ altra donna, da rialzare, un altro dolore da alleviare. Annuncia che “Dio è vicino a te e guarisce tutto il male di vivere”.

                                                                  Mons. Antonino Scarcione

venerdì 2 febbraio 2018

Pietro Rausa "conquistata Catania"

Pietro Rausa con Enzo Bianco e la modella Annamaria Giuffrida

Pietro Rausa "conquistata Catania", in occasione della diciassettesima edizione della mostra "Agata martire coraggiosa" organizzata dall' Accademia di Belle Arti di Catania.

Pietro Rausa, studente al terzo anno di Accademia di Belle Arti è stato tra i protagonisti della manifestazione inserita all'interno dei solenni festeggiamenti di Sant'Agata, con la realizzazione del suo abito che si rifà alla cupola della Cattedrale di Catania.

L'abilità manuale di Pietro nel realizzare l'abito, la sua originalità e la minuzia di particolari lo hanno reso uno tra gli abiti più originali della manifestazione. 
Palcoscenico della mostra la sala Bellini del Comune di Catania e la successiva piazza Duomo con la sfilata di tutti i costumi realizzati dagli allievi dell'Accademia.

Molto colpito per l'originalità dell'abito il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, che ha voluto conoscere il giovane artista, con il quale si è complimentato augurandogli un radioso futuro.

Ha indossato il costume la modella Annamaria Giuffrida.
















Il Sindaco di Catania Enzo Bianco, il Direttore dell'Accademia Virgilio Piccari, la prof.ssa Liliana Nigro

mercoledì 31 gennaio 2018

Si chiede all'Amministrazione Comunale di Regolamentare il reclutamento dei musici



MAGISTRATO DEI QUARTIERI
Piazza Armerina, 25 gennaio 2018

                                                 Al Sig. Sindaco
                                         All’Assessore al Palio Carmelo Gagliano
                                         Al Presidente del Consiglio Comunale
                                         Al Presidente della V Commissione Cons.
                                                                                 
Oggetto: regolamentazione reclutamento musici 

Egregio sig. Sindaco, caro assessore, come verbalmente più volte Vi abbiamo accennato, da diversi anni la “concorrenza sleale” tra i gruppi musici delle Associazioni che partecipano al Palio dei Normanni, sta determinando lo sfascio dei Gruppi Musicali dei Quartieri per le motivazioni di seguito descritte.

I responsabili dei gruppi musicali delle associazioni che partecipano al Palio dei Normanni, forti della composizione numerica di 12 componenti, contro gli 8 elementi dei musici dei quartieri, puntualmente prima e dopo la manifestazione paliesca aprono il cosiddetto “mercato delle vacche”, sottraendo i migliori musici che fino a quel momento hanno rappresentato il Quartiere nel Palio.

Una grande beffa che puntualmente subiscono i Quartieri, poiché, dopo avere insegnato ai giovani ragazzi a suonare tamburi e/o trombe, di essersi spesi, anche dal punto di vista economico, per l’acquisto delle attrezzerie necessarie (tamburi, pelli, bacchette, trombe), questi puntualmente vengono “adescati” dai giovani che compongono i gruppi musicali delle associazioni, che con lusinghe varie, promesse di lauti compensi, di visibilità per le esibizioni che auspicano di fare in diverse cittadine siciliane, ecc. ecc., letteralmente “rubano” dai Quartieri questi musici facendogli peraltro sottoscrivere dei pseudo contratti per legarli a queste associazioni. 

Detto ciò, chiediamo a gran voce di mettere fine a questo stato di cose; negli anni abbiamo cercato di arginare questo fenomeno, forse lo abbiamo sottovalutato e subito passivamente, non rendendoci conto della lenta fine ingloriosa che i Gruppi Musici dei Quartieri stanno subendo, per il capriccio di supremazia di arrivisti che consapevolmente danneggiano i gruppi musici dei quartieri.

Il proliferare negli ultimi decenni dei gruppi di tamburi delle associazioni, la loro sleale concorrenza volta a distruggere e mortificare i quartieri ha snaturato l’essenza stessa del Palio dei Normanni a tal punto da essere definito da tutti il Palio dei Tamburi. 

Troppi gruppi musicali hanno determinato che il numero complessivo dei musici si equivalga a quello delle truppe in armi; rievochiamo i fasti dei Normanni liberatori della Sicilia dal dominio saraceno, non con le armi in pugno ma a suon di tamburo; per non parlare dei tempi biblici che la manifestazione ha subito per consentire ai soli gruppi musici delle associazioni di esibirsi, nelle piazze e lungo le vie cittadine.

Attualmente nel Palio dei Normanni sono rappresentati 9 gruppi di musici, quelli storici: Battistrada, Rullanti di Plutia e i quattro Quartieri, ed inoltre, introdotti dopo l’anno 2000, in ordine cronologico: Magistrato dei Quartieri, Ordine dei Cavalieri di Plutia ed infine Piazza Medievale. 

Ad essere penalizzato, oltre ai quattro Gruppi Musici dei Quartieri, per quanto sopra detto, è il gruppo storico dei Battistrada dell’esercito normanno, che da fiore all’occhiello del Palio ai tempi del sig. Scialpa, nell’ultimo ventennio è scivolato ai margini, puntualmente rappresentato da ragazzi reclutati nelle settimane precedenti il Palio, che con tutto l’impegno profuso, non rendono merito alla manifestazione per la loro giovane età. 

Noi siamo pronti a fare la nostra parte, anche a ridimensionare il gruppo musici del Magistrato dei Quartieri, pur di mettere ordine ad una manifestazione da clima surreale, dove anche per nostra responsabilità, gli ultimi arrivati determinano e scombussolano gli equilibri di una ricostruzione storica quale dovrebbe essere il Palio dei Normanni.    

Per tutto ciò, nelle more di un confronto e di una più attenta analisi, chiediamo alle SS.VV. sin da ora, di arginare questo fenomeno di “tamburo-mercato”, introducendo nel Regolamento del Palio, così come previsto per i cavalieri giostranti, all’articolo 16, la non possibilità di trasferimento.  
Il nuovo articolo dovrebbe essere il seguente: 

Il musico che ha suonato per un quartiere storico o per un’Associazione, non potrà per un periodo pari ad anni 2 (due), suonare per nessun altro quartiere od associazione, salvo nullaosta rilasciato dal quartiere o associazione di provenienza. Dopo due anni di non partecipazione alla manifestazione, il musico si può ritenere libero da ogni tipo di vincolo e può proporsi per altro quartiere/associazione, senza bisogno di nessun nullaosta da parte del quartiere/associazione di provenienza.

Poiché la problematica è di vitale importanza,
Chiediamo sin da ora l’applicazione di detto articolo nel regolamento del Palio, e nelle more di lungaggini burocratiche da parte del Consiglio Comunale, invitiamo l’Amministrazione Comunale, in deroga al Regolamento vigente, a predisporre una determina sindacale e/o delibera di Giunta Municipale con attuazione retroattiva di un anno (15 agosto 2017). 

A tal fine in attesa di un Vostro cortese e solerte riscontro, cordialità.

                                            FIRMATO

Il Priore, Stefano Di Dio

I Presidenti dei Quartier                                                                                                                                                                                                                                                                        
Monte, Filippo Rausa                                     
Castellina, Massimo Di Seri                 
Canali, Salvatore Arena
Casalotto, Aldo Arena


martedì 30 gennaio 2018

Il Dott. Galati sul taglio degli alberi d'ulivo nell'area antistante la Villa Romana del Casale

Riceviamo e Pubblichiamo

Francesco galati
Lo scrivente Galati Francesco,nella qualità di Presidente della associazione MIRA 1163, da ben due articoli di stampa apparsi sul giornale La Sicilia, è venuto a conoscenza che l'ANVA Confesercenti ha denunziato che molti alberi di ulivo insistenti su area pubblica, cioè messi a dimora dalla pubblica amministrazione con denaro dei contribuenti, sono stati tagliati senza alcun parvente motivo.

Un atto sicuramente delinquenziale contro il patrimonio pubblico ferendo mortalmente il luogo rendendolo desolante agli occhi dei tantissimi turisti e che trovasi proprio antistante il sito archeologico UNESCO della Villa Romana del Casale. 
Un atto vile che bisogna condannare e trovare chi si è reso colpevole di tale vigliaccheria. 
E' fuor di dubbio che questa Associazione condanna il miserevole atto di delinquenza di bassa lega e chiede al Sig. Sindaco di approntare tutte le iniziative di denunzia alle autorità competenti affinché possano rilevare eventuali procedimenti penali e civili. 
Codesta Spett.le Segreteria voglia cortesemente inoltrare la presente anche ai Sigg. Assessori ai LL.PP., al Sig. Comandante dei Vigili Urbani, al Sig. Assessore al Turismo.

Si ringrazia e si porgono cordiali saluti. 

                                                                                        Il Presidente 
                                                                                    Francesco GALATI