"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 19 febbraio 2017

La Domenica con Gesù, VII del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello…Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo…” Lv 19,1-2.17-18. 
“…Se qualcuno tra voi si crede un sapiente…Si faccia stolto per diventare sapiente…, perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio…” I Cor 3,16-23 . 
“…Se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’ altra…Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano…Affinchè siate figli del Padre vostro…Egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni…” Mt 5,38-48.

Il messaggio della 7^ Domenica è il seguente: amore senza misura. Totalmente, disinteressato. Il libro del “Levitico”, così, ci ammonisce:“Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Bisogna amare, quindi, non solo coloro che ci fanno del bene, ma anche i nemici e, addirittura, coloro che ci perseguitano ! L’ uomo, infatti, è chiamato ad essere perfetto come il Padre celeste, “che fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni”. Alla violenza, al male e all’odio, il cristiano risponde con la carità, la bontà e la riconciliazione.

-Vediamo che i testi liturgici definiscono la “nostra identità”, con parole precise: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo”. La via che porta alla santità è molto concreta: non c’ è bisogno di compiere azioni straordinarie, è sufficiente vivere con amore, riconoscendo che il fratello è un dono di Dio ed evitando di alimentare l’ odio, il rancore e la divisione.

-“Il Vangelo ci invita, appunto, ad essere perfetti come il Padre”. Dobbiamo amare non solo chi ci vuole bene, ma anche i nemici e, addirittura, pregare per chi ci perseguita. Siamo, quindi, chiamati ad un amore incondizionato e a rispondere al male con gesti di bontà. Certamente, non è facile amare chi provoca le guerre, chi compie atti di terrorismo, chi usa la violenza contro i più deboli; sarebbe, infatti, naturale “ricambiare con la stessa moneta”. Gesù ci chiede, invece, di imitare l’ amore, che il Padre nutre per noi e di pregare per coloro che ci odiano. Possiamo affermare che, se si agisce in questo modo, si è cristiani autentici.

-“Importante e molto attuale è il tema della correzione fraterna”. “Rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui”. Dovremmo sentirci responsabili gli uni degli altri, avendo a cuore il bene dell’ altro. Per questo, anche se ci costa, siamo chiamati a dirci, reciprocamente, quando non agiamo, secondo il Vangelo. “La correzione fraterna è un aspetto dell’ amore e della comunione, che devono regnare nella comunità cristiana…Correggere il fratello è un servizio ed è possibile ed efficace, solo se ciascuno si riconosce peccatore e bisognoso del perdono del Signore. La stessa coscienza che mi fa riconoscere lo sbaglio dell’ altro, prima ancora mi ricorda che io stesso ho sbagliato e sbaglio tante volte” (Cfr. Papa Francesco, “Angelus” di Domenica 7 settembre 2014).

                                                                           Mons. Antonino Scarcione

mercoledì 15 febbraio 2017

Gita Turistica a Napoli e ....dal 1 al 4 giugno 2017

Anche quest'anno il gruppo dirigente del nobile quartiere Monte ha inteso programmare una gita turistica volta alla visita dei luoghi più suggestivi d'Italia. 
E così dopo le bellissime mete degli anni scorsi, l'obbiettivo come da programma e la "scoperta" di Napoli e del suo vasto hinterland costellato da paesaggi mozzafiato e luoghi d'incanto che hanno scritto pagine della storia d'Italia. 
Di seguito il programma ricco di visite guidate, escursioni, itinerari in battello e tanto altro ancora.....Vi aspettiamo per condividere una vacanza unica e scoprire l'emozione di un sogno… Insieme!.

Riprendono i lavori di restauro degli affreschi del Borremans nella chiesa di San Giovanni Evangelista



Dopo tre anni di lungaggini burocratiche finalmente sono iniziati i lavori di restauro degli affreschi del Borremans della chiesa di san Giovanni Evangelista di Piazza Armerina.
La predetta chiesa interamente affrescata con apologie religiose fu definita dal noto critico d’arte Vittorio Sgarbi “La Cappella Sistina di Sicilia”.
Il grazie sentito va rivolto principalmente al Rettore della predetta chiesa, mons. Antonino Scarcione, e a tutte le associazioni che si sono prodigate affinché non si spegnessero i riflettori sul recupero di tale bene culturale, in particolare nella fattispecie l’Associazione Mira 1163 il cui presidente è il del dott. Francesco Galati, il quale, ab illo tempore, fin da quando era responsabile del settore Beni Culturali del Comune di Piazza Armerina si è sempre prodigato affinché gli affreschi "in primis" venissero posti in sicurezza e ora grazie alla sinergia dei vari enti e associazioni culturali, si è raggiunto lo scopo del restauro.

Naturalmente anche la nostra attività, vista l'importanza del recupero degli affreschi, seppure la chiesa non sia nel territorio del quartiere Monte, ha trovato grande risalto attraverso le pagine del blog, creando quell'informazione necessaria a tenere alta la guardia.

Di seguito, riportiamo un articolo anche della rivista nazionale, “Il Giornale dell’Arte”, a cura di Tina Lepri http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2014/2/118469.html, che, a suo tempo si occupò della problematica degli affreschi. 
Pur tuttavia, questi lavori debbono considerarsi un primo intervento, in quanto è doveroso che da parte delle autorità competenti, vengano finanziati anche i lavori degli altri affreschi e soprattutto i restauri del campanile e del prospetto della chiesa, che versano in pessime condizioni.
                                 Filippo Rausa

Segue perte della rassegna stampa del periodo:

"Piazza Armerina, collassano gli affreschi di Borremans in San Giovanni. Il rettore offre la sua liquidazione per salvarli"
si informa la S.V. Ill/ma che, grazie ad un finanziamento del Ministero dell'Interno, in quanto la Chiesa di San Giovanni Evangelista di Piazza Armerina (EN) - Sicilia - appartiene al FEC, sono iniziati in data 6 febbraio u.s. i lavori di restauro dei settecenteschi affreschi del fiammingo GUGLIELMO BORREMANS, eseguiti tra il 1730 e il 1735.
Ritenuto che la S.V. si occupò della problematica, lo scrivente Francesco Galati, Presidente dell'Associazione Culturale MIRA 1163, ritiene doveroso dare contezza della positiva soluzione della problematica del restauro degli affreschi che sono effettuati dalla Soprintendenza di Enna.

Piazza Armerina, collassano gli affreschi di Borremans in San Giovanni. Il rettore offre la sua liquidazione per salvarli
Un particolare degli affreschi di Guglielmo Borremans nella chiesa di San Giovanni a Piazza ArmerinaPiazza Armerina (Enna). Disperato l’appello di monsignor Antonino Scarcione, rettore della chiesa di San Giovanni Evangelista a Piazza Armerina. Dopo 20 anni di abbandono, i settecenteschi affreschi del fiammingo Guglielmo Borremans (eseguiti tra il 1730 e il 1735) stanno cedendo per le copiose infiltrazioni d’acqua dalle finestre e dal tetto della chiesa. Per bloccare il disastro la Soprintendenza di Enna aveva promesso di intervenire nel 2000, quando lo stato degli affreschi era già gravissimo. Venne così attuato un primo intervento sulle pitture, ma i tecnici si accorsero subito che oltre agli affreschi si stavano perdendo anche gli stucchi: per rimediare al disastro parte delle pitture sollevate dall’umidità e delle piogge vennero fissate con una «velinatura» della pellicola pittorica. Quell’intervento provvisorio, in attesa del restauro mai avvenuto, è diventato permanente e oggi la situazione è peggiorata. Le veline staccandosi trascinano giù porzioni di figure, dice monsignor Scarcione.

mons. Antonino Scarcione
Dopo appelli alla Soprintendenza di Enna, alle associazioni culturali e ai privati per salvare uno dei più importanti cicli di affreschi in Sicilia, ha messo a disposizione il suo Tfr, la liquidazione, per «iniziare almeno a mettere in sicurezza le parti più pericolanti».
Una prima risposta è arrivata dall’associazione Mira 1163, presieduta da Francesco Galati, componente del comitato tecnico-scientifico dell’associazione italiana siti Unesco che ha inviato una lettera all’assessore ai Beni regionali Mariarita Sgarlata e al sindaco di Piazza Armerina: «Gli interventi sulla chiesa, pur tra le difficoltà finanziarie della Regione, non sono più rinviabili.
Eventuali rimpalli di competenza tra Regione e Comune sarebbero deleteri per gli affreschi di Borremans, per la sicurezza strutturale della chiesa, e una condanna irreparabile per l’arte».

Francesco Galati
Dopo un rapido sopralluogo, Mariarita Sgarlata ha promesso un finanziamento di 70/80mila euro sui 150 necessari per un primo restauro. Ha anche rivolto un appello a banche e imprese e Cei perché partecipino alle spese. Anche il Comune, sostiene l’assessore, potrebbe intervenire con parte degli incassi della Villa Romana di Piazza Armerina.
di Tina Lepri, edizione online, 11 febbraio 2014

martedì 14 febbraio 2017

L'Aforisma della Settimana


"Uomo dell'Anno 2016", il riconoscimento ad altre due personalità

Il giudice Lirio Conti
Venerdì 17 febbraio a Gela, verranno consegnati i riconoscimenti "Uomo dell'Anno 2016", Città dei Mosaici, Sicilia Centro Meridionale, a due personalità che per motivi istituzionali non erano stati presenti nel corso della cerimonia del 24 gennaio svoltasi a Piazza Armerina al Teatro Garibaldi. 
Il riconoscimento sarà conferito a don Lino Di Dio, delegato diocesano per il Giubileo Straordinario 2015/16, fondatore della Piccola Casa della Misericordia di Gela; e al Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Gela e oggi di Caltanissetta, Dott. Lirio Conti.

Alla presenza dei promotori del premio, istituito nel 2014, mons. Antonino Scarcione responsabile dell’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, di Filippo Rausa presidente del Nobile Quartiere Monte Mira e dei componenti della Commissione Francesco Galati, Marianna La Malfa, Concetto Prestifilippo, Lidia Di Gangi, Roberto Ferrera e Giuliana Forgia avrà luogo la consegna dei riconoscimenti.

don Lino Di Dio
Sarà presente all'evento il Vescovo della Diocesi di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, il Sindaco di Niscemi, città natale del Gip Lirio Conti e una qualificata rappresentanza della società civile gelese.

Il riconoscimento, lo scorso 24 gennaio era stato conferito a: Lucia Giunta, Preside Emerita dell’Istituto Tecnico Industriale di Piazza Armerina; Salvatore Martinez, ennese, Consultore al Pontificio Consiglio per i Laici e Presidente Nazionale del Rinnovamento nello Spirito; Fenisia Mirabella, Dirigente del Servizio Attività Ecumeniche e Componente dell’Ufficio diocesano Ecumenismo e Dialogo; Serena Raffiotta, Archeologa di Aidone; Gaetano Vicari, pittore e scrittore di Barrafranca. 
La Commissione di designazione del Premio è presieduta da mons. Antonino Scarcione, direttore dell’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso.

Presentazione libro a cura della Fondazione Intorcetta


sabato 11 febbraio 2017

La Domenica con Gesù, VI del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno; se hai fiducia in lui, anche tu vivrai…Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male…” Sir 15,15-20 . 
“Fratelli,… parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo…Parliamo, invece, della sapienza di Dio, che è nel mistero…Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì…Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito…” I Cor 2,6-10 . 
“Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti…Avete inteso che fu detto agli antichi: non ucciderai…Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio…Chi dice al fratello: stupido, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice pazzo…sarà destinato al fuoco della Geenna…” Mt 5,17-37.

“Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male”. Notiamo che questo versetto del libro del “Siracide” ci introduce ottimamente al messaggio della liturgia odierna: il rapporto tra la libertà dell’ uomo e la Legge, la possibilità, cioè, di scegliere tra bene e male. Per il cristiano, la fedeltà alla Legge non consiste nella sua osservanza esteriore. Gesù, infatti, guarda al cuore dell’ uomo. Non rinnega la Legge, ma la porta a compimento con la carità.

-“La libertà dell’uomo e i comandamenti di Dio”. Nel contesto contemporaneo - basti pensare al modo di affrontare la vita di tanti giovani - sembra che abbiano smarrito il senso autentico dell’ esistenza. I comandamenti del Signore rappresentano un riferimento fondamentale, per orientare al bene la propria vita. Per questo la legge del Signore custodisce l’uomo. L’uomo è chiamato ad esercitare la propria libertà. L'esercizio della vera libertà, però, è nella scelta del bene, perché solamente chi segue il Signore, chi accoglie l’Alleanza vivrà.

- “Osservare la Legge del Signore con tutto il cuore”. Il “salmo responsoriale” mette in luce, come l’adesione ai precetti del Signore, debba essere adesione del cuore a Lui. Il vangelo stesso ci spinge ad oltrepassare l’osservanza esterna della Legge e a guardare dentro noi stessi. Gesù, proprio per questo, condanna non solo l’omicidio, ma anche l’ira nei confronti dei nostri fratelli; ci ricorda come si possa uccidere anche con le sole parole. “Chi dice al fratello: stupido, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà destinato al fuoco della Geenna”.

Il compimento della Legge è la carità fraterna, che viene preferita anche all’offerta cultuale. La comunione eucaristica è, infatti, la fonte e il culmine della vita cristiana. L’amore per il prossimo è inseparabile dall’amore per Dio. Solo chi ama Dio, conosce i suoi disegni e riceve in dono la sua Sapienza.

-“L’ amore tra coniugi”. La “clausola matteana” (“Chi ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima…”) sul divorzio rappresenta l’occasione, per affrontare il tema del rapporto tra coniugi. E’ ben nota la sofferenza di molte coppie, come anche le difficoltà, che ciascuna famiglia affronta, per rimanere unita. Il testo, più che sulla gravità del ripudio, punta sulla “condizione originaria dell’ amore coniugale, benedetto da Dio nel matrimonio”. Per incoraggiare la reciproca fedeltà dei coniugi, è certamente utile riprendere l’esortazione post-sinodale, “Amoris Laetitia”, di Papa Francesco. “L’amore supera le peggiori barriere. Quando si può amare qualcuno o quando ci sentiamo amati da lui, comprendiamo meglio quello che vuole esprimere e farci capire”.

                                                                          Mons. Antonino Scarcione

venerdì 10 febbraio 2017

10 Febbraio: LA GIORNATA DEL RICORDO DEDICATA ALLE VITTIME DELLE FOIBE

Si celebra oggi la Giornata del Ricordo, dedicata alle vittime delle Foibe e all’esodo di 350 mila italiani istriani, giuliani e dalmati. Una tragedia verificatasi alla fine della Seconda Guerra mondiale che vide fra l’altro migliaia di italiani torturati e barbaramente assassinati dai partigiani comunisti di Tito.

lunedì 6 febbraio 2017

L'Aforisma della Settimana


Il tempo è gratis ma è senza prezzo.
Non puoi possederlo ma puoi usarlo.
Non puoi conservarlo ma puoi spenderlo.
Una volta che l’hai perso non puoi più averlo indietro.
(Harvey MacKay)

sabato 4 febbraio 2017

La Domenica con Gesù, V del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…Dividere il pane con l’ affamato,…Introdurre in casa i miseri, senza tetto…Vestire uno che vedi nudo…” Is 58,7-10 . 
“…Fratelli, io ritenni…Di non sapere altro…Se non Gesù Cristo, e Cristo Crocifisso…” I Cor 2,1-5 . 
“…Voi siete il sale della terra…Voi siete la luce del mondo…” Mt 5,13-16. 

Di fronte alla nostra cultura dell’apparire, rimane, più che attuale, l’invito di Cristo ai credenti ad essere “il sale della terra” e “la luce del mondo”.

-“La luce della giustizia”. In che cosa consiste la “giustizia”, di cui si parla nel sacro testo?” . Certamente, nel credere nel Signore e nella sua legge, nel dare in prestito, nell’ amministrare con saggezza i beni, nel donare, senza misura, ai poveri. Vediamo che questo messaggio risuona, forte, nel nostro tempo storico, segnato da gravi diseguaglianze sociali, dall’ uso arbitrario dei beni (che spesso diventa spreco), dal consumo narcisistico delle risorse materiali, intellettuali e spirituali, dallo sfruttamento “selvaggio “ delle risorse naturali (di cui ci si crede padroni e non custodi) e che porta ad un progressivo depauperamento.

Il cristiano è chiamato a risplendere come luce, ad essere un faro nella notte per i naviganti, lampada nella sera, momento e luogo di aggregazione.
Tale testimonianza, afferma Paolo, proviene direttamente dal mistero di morte e risurrezione di Cristo.

-“La concreta testimonianza del cristiano”. Come Cristo, luce del mondo, è stato “innalzato sulla croce”, così il cristiano è partecipe del suo mistero di morte e risurrezione in virtù del battesimo ricevuto e della vita di fede vissuta nella Chiesa. Come “alter Cristus”, è chiamato ad essere luce (i cristiani nella chiesa antica, già erano detti “illuminati”), ad essere sul lucernaio, per dare luce alla casa, alla terra intera, nostra casa comune (Cfr. “Laudato sì”). Per questa terra, il cristiano è colui che dà “sapore”. In questo, ci possono aiutare, molto, i testimoni, in greco “martyroi” (= i martiri).

Il loro sangue, sparso sulla terra, in un villaggio africano o nella foresta tropicale, nel Sud-America o in Asia, o nelle metropoli dell’ Occidente, è divenuto segno di una fede coerente e di una donazione totale ai fratelli. Ogni fedele, quindi, è ”vocato” ad essere una presenza, che dà gusto ad una terra, spesso impenetrabile, e che rischia di mostrarsi sterile.

A tal proposito, quello che ha detto Papa Francesco ai giovani nella Giornata Mondiale di Cracovia può essere un elemento di riflessione per ogni cristiano: “Non siamo venuti nel mondo per vegetare, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano…, siamo venuti, per lasciare un’impronta…”.

                                                                        Mons. Antonino Scarcione 

"Nessun Dorma", Abiti e Fede in mostra per Sant'Agata

Giovedì 2 febbraio a Catania, in occasione della festa di Sant’Agata, l’Accademia di Belle Arti di Catania, il Comune di Catania su iniziativa di Liliana Nigro, titolare della cattedra di Storia del Costume presso l’Ente Etneo, in collaborazione con la casa di moda “Maison Du Cochon”, di Amelia Casablanca, fondatrice del marchio di alta moda sposa che porta il suo stesso nome, ha organizzato presso il Museo Diocesano la XVI mostra di abiti e costumi teatrali dedicati a Sant’Agata intitolata “Nessun Dorma”,


Gli allievi dell'Accademia, hanno realizzato i costumi e gli abiti teatrali ispirandosi alla storia e alla vita della Santuzza. “Si può pregare Sant’Agata in diversi modi spiega la curatrice dell’evento più atteso e glamour dell’anno - anche creando degli abiti e dei costumi teatrali pensati appositamente per raccontare la sua storia di questa donna e martire”.
Più di 110 gli allievi dell'Accademia di Belle Arti di Catania che si sono cimentati nella realizzazione degli abiti, tra questi il nostro concittadino Pietro Rausa che ha realizzato un piccolo capolavoro, tra arte sartoriale e architettura, ricevendo molti apprezzamenti da parte della critica.
“La fantasia, ha dichiarato Amelia Casablanca, è l’unico mezzo che i giovani hanno per difendersi e trovare un posto di lavoro nella nostra società e sono fiera di constatare che tutti i cento abiti presentati sono davvero degni di essere premiati”.
La mostra al Museo Diocesano, sarà visitabile fino a lunedì 6 febbraio dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00.

Nelle foto di seguito riportate, la creazione di Pietro Rausa, il titolo del costume "Sotto il cielo di Agata" raffigurante la cupola del duomo di Catania, la perfetta fusione tra architettura è sartoria.



Di seguito il link, Nessun Dorma-XVI mostra di abiti dedicati a S Agata.

Anche la nostra Città intende rendere onore a Sant'Agata, infatti, Sabato 4 febbraio alle ore 18:00, la Fidapa di Piazza Armerina, con il patrocinio del Comune, Assessorato BB.CC., in occasione della Cerimonia delle Candele su iniziativa della presidente Agata Caruso Mulè, nella Sala Mostre Convento di San Francesco, della Parrocchia San Pietro allestirà la mostra “Agata Fuoco Sacro”.
Alla manifestazione di inaugurazione sarà presente la docente Liliana Nigro, titolare della cattedra di Storia del Costume presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, Veronica Maugeri della Maison du Cochon.
La mostra sarà visitabile dal sabato 4 a domenica 12 febbraio dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle ore 16:30 alle 18:30.


venerdì 3 febbraio 2017

L'Aforisma della Settimana


Venduto il Castello Aragonese

L’antico castello aragonese (nella foto di Alessio D’Alù) ha finalmente trovato l’acquirente.
La fortezza costruita sul finire del ‘300 per volontà di re Martino I il Giovane, fu acquistata nel 1974 dal nobile piazzese Enzo Cammarata che contatto telefonicamente ha confermato la vendita senza però voler aggiungere altri particolari. 
Ma nella città di Piazza Armerina la notizia della vendita del castello, che si aggirerebbe intorno ai 500 mila euro, è ormai di dominio pubblico. 
Non si tratta infatti di una comune abitazione ma di un complesso monumentale  di  rilevante importanza per la città, che desta spesso la curiosità dei turisti ed è presente in tutte le guide turistiche illustrate di Piazza Armerina. In passato Italia Nostra era intervenuta per segnalare le condizioni fatiscenti dell’immobile.
Ma chi può avere acquistato l’imponente maniero? La curiosità è tanta, soprattutto da parte degli operatori turistici e di coloro  che gravitano nel settore. Nel castello  alcuni tetti sono da rifare ma nel suo complesso sarebbe recuperabile, se adeguatamente restaurato si presterebbe bene a diventare una struttura d’arte e cultura o una struttura ricettiva da cui potrebbe ricavarne giovamento la promozione turistica di Piazza Armerina e anche fonte di possibili posti di lavoro.

Tra coloro che hanno voglia di sapere chi ha acquistato il maniero, e come ha intenzione di usarlo il nuovo proprietario, c’è il comitato quartiere Monte. Il castello infatti sorge sul versante meridionale del Monte Mira dove si trova il quartiere Monte ed il cui comitato ha la sua sede a pochi passi, nella vicina via Floresta. Il comitato conosce bene il castello nel cui cortile interno ha organizzato per anni la tradizionale cena medievale. 
Il presidente Filippo Rausa saluta in maniera positiva la notizia: “Grazie alla generosità e disponibilità di Enzo Cammarata e della sua famiglia -dice Rausa- abbiamo potuto utilizzare il cortile esterno del castello per le cene medievali. Per gli allestimenti di Natale e Pasqua la zona adiacente via Vittorio Emanuele. Speriamo adesso che lo storico e prestigioso edificio possa tornare al suo antico splendore e dare lustro al nostro centro storico. La ristrutturazione del castello sarebbe una ulteriore preziosa tessera del puzzle di promozione turistica del centro storico a pochi  passi dal castello troviamo infatti il museo diocesano, la cattedrale, palazzo Trigona, la pinacoteca, la biblioteca con la mostra del libro antico”.

Filippo Rausa, Enzo Cammarata, il sindaco Filippo Miroddi
La vendita del castello era stata pubblicizzata anche sul sito online di annunci gratuiti “Subito.it” per 1 milione di  euro. Tra  i possibili acquirenti all’epoca si erano ipotizzati gli enti pubblici tra cui il Comune di Piazza Armerina, eventualità per quest’ultimo poi sfumata per mancanza dei fondi necessari.


                              Marta Furnari

giovedì 2 febbraio 2017

Vandalizzato il giardino Carmelo Scibona


Giardino Zisa, vandali distruggono il parco giochi

Era da diversi anni che non si verificavano atti di idiozia vera e propria, i soliti ignoti deficienti, dei balordi nelle scorse settimane hanno vandalizzato il giardino Carmelo Scibona, tirando giù i cestelli getta carte e distruggendo 5 proiettori che di sera illuminavano il giardino. 

Ancora una volta, la stupidità prevale sul buon senso, e pensare, dichiara il presidente Filippo Rausa, che abbiamo dovuto aspettare anni, ci siamo dovuti battere per far realizzare il Giardino così come lo vediamo oggi, e poi bastano pochi istanti e l'inciviltà di quattro balordi per distruggere tutto. 

L’ennesimo atto vandalico che segue la demolizione di diversi giochi per i bambini di qualche anno fa. Non si capiscono le motivazioni di chi agisce per distruggere, demolendo quanto di buono e bello si è riusciti a far realizzare nel quartiere. 

Secondo Filippo Rausa, per evitare che atti del genere si possano ripetere serve un maggiore controllo del territorio che porti ad una forte repressione di questi fenomeni, così come l'installazione di telecamere per dissuasione i malintenzionati.











domenica 29 gennaio 2017

Laura Saffila propone all'Amministrazione un "Piano per la Casa" di edilizia popolare e sociale.


Mercoledì 11 gennaio presso la Sala delle Luci del Municipio, alla presenza del Sindaco Filippo Miroddi, del vice sindaco Giuseppe Mattia e del Direttore dell’ufficio Tecnico dell’I.A.C.P. Dr. Francesco Ciaramidaro sono state ufficialmente consegnate agli aventi diritto i 21 alloggi di edilizia sociale ubicati in via Giacomo Puccini, di Contrada Scarante, suddivisi in due palazzine A e B, dieci di 85 mq., due di 62 mq. e nove di 65 mq per giovani coppie.

Venerdì 20 gennaio è stata completata la fase con la consegna delle chiavi degli alloggi, garage e pertinenze condominiali, inoltre firmati i contratti e le relative documentazioni per le forniture delle utenze gli impianti elettrici, metano ed acqua. 

Così si conclude dopo 16 anni di attesa un lungo iter, infatti, i lavori iniziati nel 2000, per vicissitudini giudiziarie, erano stati sospesi nel 2006 e le due palazzine erano rimaste lì in attesa del dipanamento burocratico che si era creato, e per diversi motivi erano scivolate nel dimenticatoio delle cose da fare, nessuno più aveva sentito il dovere civico di sollecitare gli organi preposti per il completamento degli immobili e la successiva consegna alle famiglie aventi diritto.

Attraverso l'intervento della consigliera comunale Laura Saffila, datato 11 maggio 2015, la quale presentava una interrogazione al sindaco dove si chiedeva il perché detti immobili di via Giacomo Puccini, erano in stato di totale abbandono, l’Amministrazione comunale tempestivamente si attivava per il loro recupero attraverso IACP (Istituto Autonomo Case Popolari).

Grande soddisfazione del Sindaco, del vicesindaco, assessore ai LL.PP. Giuseppe Mattia per il risultato ottenuto con la consegna dei 21 alloggi, la mobilitazione dell’Ufficio Tecnico del Comune che ha lavorato in stretta collaborare con l’I.A.C.P. per trovare tutte le soluzioni tecniche e finanziarie, hanno consentito di ultimare gli appartamenti che erano stati vandalizzati, dotandoli di tutti i servizi igienici e quindi dare una casa a chi non l’aveva.

La Consigliera Laura Saffila, a cui si deve dare il merito di avere riacceso i riflettori su un'opera pubblica abbandonata e in balia dei vandali, esprimere grande soddisfazione per i risultati ottenuti e un plauso a tutti gli attori in campo per la sensibilità e l'attenzione dimostrata.
Sicuramente, continua Laura Saffila, 21 alloggi sono pochi per questa città, soprattutto per il momento di grave crisi che stiamo vivendo. Certamente ci sono persone e famiglie che non sono rientrati nella graduatoria e che si sentono pertanto amareggiate, il mio impegno sarà quello di lavorare affinché a breve si possa concretizzare l’avvio di una serie di possibilità di acquisizione di alloggi abbandonati in centro storico per destinarli ad edilizia popolare.

L'obbiettivo non deve essere quello di costruire nuovi alloggi in periferia, continuando a svuotare il centro storico, ma di acquisire sul mercato immobiliare case abbandonate, sfitte, poiché sono centinaia gli immobili nei quartieri lasciati dei loro proprietari per diversi motivi, che si potrebbero acquisire, restaurare e mettere a disposizione degli aventi diritto.

Detta operazione dalla duplice valenza metterebbe in pratica il recupero e la rivalutazione del patrimonio edilizio dei quartieri, e la consegna di una casa alle numerose famiglie piazzesi ancora in lista d'attesa.

Pertanto, chiederò all'Amministrazione di varare un piano sulla casa, per affrontare l’emergenza abitativa, le due proposte che rappresenterò al Sindaco Filippo Miroddi, al vice sindaco, nonchè assessore ai Lavori Pubblici, Giuseppe Mattia, sono: la prima, che il Comune verifichi attraverso la Finanziaria della Regione Siciliana le somme a disposizione per l’emergenza abitativa; partecipi direttamente ai bandi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, in modo tale da potere acquisire immobili in centro storico e consentire attraverso i lavori edili necessari per le ristrutturazioni, concrete prospettive d'impiego alle ditte locali e all'intera catena artigianale, particolarmente danneggiata dal periodo di crisi persistente.

La seconda proposta, quella, laddove tecnicamente è possibile, di contrarre un mutuo della durata di 25 anni, che il Comune ammortizzerebbe riscuotendo i canoni d'affitto mensili previsti, a seconda della metratura dell'abitazione. Tutto ciò, ritengo, potrebbe in un breve periodo dare concrete risposte a quanti ancora oggi aspettano la casa.