"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 16 settembre 2018

La Domenica con Gesù, XXIV del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Ho presentato il mio dorso ai flagellatori…Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi…” Is 50,5-9a . 
“…Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e…Cibo…e uno dice loro…Riscaldatevi e saziatevi, ma non date loro il necessario…A che serve…? La fede, se non è seguita dalle opere…è morta…” Gc 2,14-18 . 
“…La gente, chi dice che io sia ? …Ma voi, chi dite che io sia ? Pietro rispose: Tu sei il Cristo…” Mc 8,27-35.

Gesù è in un luogo solitario a pregare. Silenzio, solitudine e preghiera: momenti di grande intimità di un piccolo gruppo col Signore. Vediamo che, a questo punto, Gesù fa una domanda, da cui, successivamente, dipenderà tutto: “Chi dice la gente che io sia ? “E, poi, chiede: “Voi chi dite che io sia ? “. Notiamo che Gesù vuole che i suoi siano “poeti e pensatori della vita”. Certamente, come afferma Carlo Maria Martini, “la differenza profonda tra gli uomini non è quella che intercorre tra credenti e non credenti, bensì, quella che c’ è tra pensanti e non pensanti”.

Ma voi non accontentatevi di un fede “per sentito dire”. Voi che avete camminato con me per tre anni, voi, miei amici, che io ho scelto ad uno ad uno, ditemi, chi sono io per voi ? Questa domanda, come, opportunamente, afferma E.Ronchi, costituisce “il cuore della fede”. Gesù sembra chiederci: “Chi sono io per te ?”. Vediamo che Gesù cerca persone, non definizioni. Egli domanda, puntualmente, che cosa sia successo dentro di te, quando tu lo hai incontrato. Il quesito è molto simile a quello che si rivolgono reciprocamente gli innamorati: “Quale posto ho io nella tua vita ? “. E l’ altro risponde: “Tu sei la mia vita, la mia donna, il mio uomo, il mio amore “.

Gesù desidera sapere, se Pietro sia innamorato del Signore, se gli abbia aperto il suo cuore. Infatti, il nostro cuore può essere “la culla o la tomba” di Dio. L’ infinito è grande o piccolo, nella misura in cui noi gli diamo spazio dentro di noi stessi. Cristo non è ciò che diciamo di lui, ma ciò che viviamo di lui. In ogni caso, comunque, la risposta alla domanda del Signore deve contenere, quanto meno implicitamente, l’ aggettivo “mio”, proprio come quello che formulò S.Tommaso nell’ apparizione del Risorto: “Mio Signore e mio Dio”. Mio, come il respiro. Ed io, senza di esso, non potrei vivere.

                                                              Mons. Antonino Scarcione

giovedì 13 settembre 2018

Aspettando Papa Francesco, ricordiamo la storica Udienza Generale in piazza San Pietro del 27 agosto 2014



Giovedì 27 agosto è una data importantissima per il nobile quartiere Monte Mira poiché ricorre il quarto anniversario della storica visita dal santo padre, papa Francesco.

E' ancora vivo il ricordo di quel mercoledì di fine estate, il 27 agosto 2014 quando il nobile quartiere Monte Mira partecipò per la prima volta nella sua storia all'Udienza dal Santo Padre in piazza San Pietro. 

In Vaticano, il papa veniva accolto da una rappresentanza di figuranti del nobile quartiere Monte Mira (capitano, magistrati, notabili, dame, paggi, vessillifero), nei consueti abiti storici del Palio dei Normanni, per celebrare il 50° anniversario dalla 1^ vittoria al Palio. 

La nutrita delegazione di oltre 150 quartieranti e concittadini, era guidata da Sua Ecc. il Vescovo di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana; da mons. Antonino Scarcione preposto della Cattedrale e consulente ecclesiastico del Comitato di Quartiere; da Filippo Rausa presidente del nobile quartiere Monte Mira, dal Sindaco di Piazza Armerina Filippo Miroddi e in rappresentanza del Consiglio Comunale, dal consigliere comunale Laura Saffila.

Filippo Rausa, mons. Antonino Scarcione, il Sindaco Filippo Miroddi
"Momenti unici, bellissimi e irripetibili" queste le prime parole di Filippo Rausa subito dopo avere stretto la mano e parlato con papa Francesco, "mi ritengo fortunato, un predestinato, perché sto realizzando i sogni, i progetti giovanili al di là di ogni avversità".

Subito dopo l'Udienza, sul sagrato di piazza San Pietro, i doni del Quartiere (il foulard appositamente realizzato per l'occasione e la bandiera del quartiere); della Fondazione Prospero Intorcetta e della Città, una riproduzione dell'icona bizantina della Madonna, Maria S.S. delle Vittorie. 

Papa Francesco, nel rivolgere il suo benedicente e affettuoso saluto al presidente Filippo Rausa, a mons. Scarcione, al Sindaco Filippo Miroddi e al Vescovo Rosario Gisana, manifestava la viva gratitudine a tutti i quartieranti giunti a Roma, invocando la santa benedizione al nobile Quartiere Monte Mira ed la città di Piazza Armerina.



Il Vescovo Mons. Rosario Gisana, Laura Saffila, Filippo Rausa, Pietro Rausa con il Palio
Pietro Rausa con il Palio, il Vessillo papale di Maria S.S. delle Vittorie
per la prima volta in assoluto in piazza San Pietro
Pietro Rausa, Pino Parlascino e il Dott. Giuseppe Portogallo



Il saluto del papa ai pellegrini italiani presenti in piazza San Pietro e al Nobile Quartiere Monte dal minuto 59:00

I viaggi dei Papi in Sicilia, dalla mafia alle tragedie dell'immigrazione


Ci siamo, mancano due giorni all'arrivo di papa Francesco a Piazza Armerina e tutto sembra così surreale, un'attesa spasmodica per ogni singolo piazzese, un evento che passerà alla storia della Città e dell'Isola tutta e che verrà ricordato e tramandato alle generazioni future con cognizione di particolari e di singole suggestioni, che ognuno di noi percepirà e scolpirà indelebili nella propria mente e nel proprio cuore.

La Città si prepara alla visita-evento più grande della sua millenaria storia, la visita di un Pontefice, il vicario di Gesù Cristo, il successore di San Pietro, che giunge in questa terra nel cuore di Sicilia, ...."Platia un ben munito fortilizio, cui appartiene un vasto contado con terre da semina veramente benedette dalla provvidenza".... come scriveva Al-Idrisi (il più famoso dei geografi arabi), nel Libro di Ruggero, redatto nel 1154.

La trepidante Piazza Armerina accoglierà il Papa e sul palco di piazza Falcone e Borsellino oltre alle autorità, sarà Lei a volgere il suo materno sguardo a Francesco, l'icona bizantina della Madonna delle Vittorie, venerata da secoli dal popolo piazzese; che per l'occasione lasciato l'altare della Cattedrale, farà bella mostra di se accanto al ..'Papa che viene dalla fine del mondo'...

E a proposito della storia dei papi, che nei secoli si sono succeduti, la tradizione vuole, che l'icona bizantina della Madonna delle Vittorie, fu inviata da papa Alessandro II, al conte Ruggero d'Altavilla, il normanno, dopo la famosa battaglia di Cerami nel 1063.

Per la cabala e la numerologia, saranno un caso i 955 anni da quella data?; così come, saranno un
caso gli 855 anni dalla rifondazione della Città? (1163), e inoltre, a distanza di secoli la Madonna delle Vittorie continua a portare quel messaggio di pace, ieri volto alla ricristianizzazione della Sicilia, oggi, quale messaggio di pace nel seno dell'accoglienza e dell'integrazione.

Detto ciò, Papa Francesco, torna in Sicilia a distanza di cinque anni dalla prima volta, quell'8 luglio del 2013 a Lampedusa che coincide anche con la prima visita ufficiale di Bergoglio fuori dalla diocesi di Roma.

Sabato 15 settembre 2018, visiterà la città di Piazza Armerina, in questo anno particolare dedicato al Bicentenario della istituzione della Diocesi piazzese 1817, e concluderà la sua visita pastorale a Palermo per ricordare il sacrificio di don Pino Puglisi, nel 25° anniversario dalla morte per mano della mafia.

Ma andiamo in ordine cronologico, indicando quante volte i papi sono venuti in Sicilia. Per cinque volte, nel corso del suo lungo pontificato durato oltre 26 anni, Giovanni Paolo II si è recato in visita pastorale in Sicilia. 

Solo una quella di Benedetto XVI anche se il suo periodo sul soglio di Pietro è stato molto più breve di quello del suo predecessore, meno di 8 anni. 

La prima volta che Giovanni Paolo II mise piede in Sicilia fu il 20 e il 21 novembre del 1982, quando si recò a Palermo e nella Valle del Belice dove celebrò la messa proprio nei luoghi che 14 anni prima erano stati devastati dal terribile terremoto. 

Sei anni dopo (precisamente l'11 e il 12 giugno del 1988) il pontefice fu a Messina e a Tindari luoghi nei quali è molto forte il culto della Vergine Maria, a Messina si venera la Madonna della Lettera a Tindari c'è il santuario dedicato alla Madonna Nera. 

Nella storica visita del 8, 9 e 10 maggio 1993 Wojtyla andò a Trapani, Mazara del Vallo, Caltanissetta e Agrigento. In quella occasione pronunciò l'anatema contro la mafia: ..."Dio ha detto 'non uccidere'....

Il 4 e 5 novembre 1994 Giovanni Paolo II andò in visita pastorale a Catania e Siracusa.

Il 23 novembre 1995, Giovanni Paolo II si recò a Palermo in occasione del 3° convegno della Cei.

Il 3 ottobre 2010, Papa Ratzinger visitò Palermo nella sua unica volta in Sicilia in occasione del convegno su giovani e famiglia. In quella occasione il Papa ricordò don Pino Puglisi, Falcone e Borsellino, e esortò i giovani a non aver paura della mafia. Ma citò anche la mancanza di lavoro e la precarietà dei giovani siciliani. Al ritorno in aeroporto il pontefice fece un fuori programma fermandosi davanti alla stele che ricorda le vittime della strage di Capaci dove depose una corona di fiori.

L'8 luglio del 2013 il neo eletto Papa Francesco decise che la prima visita fuori da Roma sarebbe stata in Sicilia e precisamente a Lampedusa, luogo di grande simbolo perché primo approdo per i migranti che attraversano il Mediterraneo per giungere in Europa.

Sabato 15 settembre 2018, come detto in premessa, visiterà la città di Piazza Armerina, per poi concludere la sua visita pastorale a Palermo.

                                                                                              Filippo Rausa


martedì 11 settembre 2018

VESTIRE L’ICONA, QUANDO LA MODA INCONTRA LA FEDE. INAUGURATA LA MOSTRA DI ABITI DEDICATA A PAPA FRANCESCO

“Vestire l’Icona la mostra di abiti e costumi sacri dedicati all’arrivo di Papa Francesco in Sicilia, a Piazza Armerina, è un esempio di come la moda possa reinventare un nuovo linguaggio per descrivere la storia e l’iconografia sacra lasciando immutate le tradizioni ed esaltandone la fede e la sacralità”

"Vestire l'icona", curata dalla Prof.ssa Liliana Nigro e dagli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Catania, fino al 17 settembre in esposizione a Palazzo Trigona (orari: da lunedì a venerdì ore 9-14, il mercoledì ore 9-18).

Tra gli abiti, quello realizzato dallo scenografo Pietro Rausa, nostro quartierante e concittadino, connubio tra arte sartoriale e architettura che rappresenta la cupola del Duomo di Catania.
 








domenica 9 settembre 2018

La Domenica con Gesù, XXIII del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Ecco il vostro Dio…Si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi…” Is 35,4-7a . 
“…Se guardate colui che è vestito lussuosamente e gli dite : Tu siediti qui, comodamente” e al povero dite: “Tu mettiti là in piedi”…Non fate forse discriminazione ? Gc 2,1-5 . 
“…Gli portarono un sordomuto…Emise un sospiro e gli disse: “Effatà, cioè, Apriti”…Gli si aprirono gli occhi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente…” Mc 7,31-37. 
 
Vediamo che Gesù cammina attraversando la Galilea, le città fenice di Tiro e di Sidone, fino alla Decapoli. Gesù, “uomo senza confini”, come afferma E.Ronchi, mette insieme e “cuce” i lembi di una ferita, sempre alla ricerca di una dimensione dell’ umano, che accomuna tutti, a prescindere da ogni divisione culturale, religiosa e razziale. Gli portarono un sordomuto, un uomo “imprigionato nel silenzio” . Ma viene portato da una comunità, che gli vuole bene, fino quel maestro straniero, per il quale ogni terra è patria. 
 
Lo pregarono di imporgli la mano. Ma Gesù fa ben di più. Infatti, appartiene alla pedagogia dell’ attenzione, perché alle parole fa seguire i gesti. Il Signore lo prende e lo porta con sé, in disparte, e, così, gli esprime un’ attenzione particolare. Non è più un emarginato, adesso è il preferito. Gesù, successivamente, pose le dita negli orecchi del sordo: il tocco delle dita e delle mani che parlano senza parole. Notiamo che Gesù entra in un rapporto corporeo, come quello di un medico ricco di umanità. Poi, tocca la sua lingua con la saliva. Come se dicesse: Ti dò qualcosa di vitale, che sta nella bocca insieme al respiro e alla parola. Questo, certamente, appare come un vangelo di contatti, di odori e di sapori. Guardando, quindi, verso il cielo, gli disse: “Effatà”, cioè, Apriti ! In aramaico, nella lingua del cuore. Apriti agli altri e a Dio. Gesù parte dalle orecchie, perché sa parlare solo chi sa ascoltare. Gli altri alzano barriere comunicative, quando parlano. Gesù non guarisce i malati, perché diventino credenti, ma per creare uomini liberi, perché, come afferma Sant’ Ireneo, “La gloria di Dio è l’ uomo vivente”, l’ uomo ritornato nella pienezza della vita. 
 
                                                                       Mons. Antonino Scarcione
 

domenica 2 settembre 2018

La Domenica con Gesù, XXII del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno…Affinchè entriate in possesso della terra che il Signore…Sta per darvi…” Dt 4,1-2.6-8 . 
“…Fratelli miei carissimi,…Accogliete con docilità la parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza…Gc 1,17-18.21b-22.27 . “…Non c’ è nulla fuori dell’ uomo che…Possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’ uomo a renderlo impuro…: Furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza…Mc 7,1-8.14-15.21-23.

Il cuore di pietra, la malattia meno diagnosticata.

Gesù lo troviamo in ascolto del grido di sofferenza dell’ uomo. Con gli ultimi e con coloro che sono nella malattia. Dovunque, egli giungesse, nei villaggi, nelle città e nelle campagne, gli portavano i malati e quanti lo toccavano, venivano salvati. Gesù portava nel cuore il dolore dei corpi e delle anime e l’ esultanza dei guariti. I farisei e gli scribi, invece, vorrebbero “collocarlo” dentro le piccolezze: mani, stoviglie e oggetti da lavare.

Le replica di Gesù, come, opportunamente, osserva E.Ronchi, è assai dura: “ipocriti ! “. Comunque, il grande pericolo, per i credenti di tutti i tempi, è quello di vivere una religione, nutrita di pratiche esteriori; che si compiace dell’ incenso, della musica, degli ori nelle celebrazioni, ma non è capace di soccorre le vedove e gli orfani.

Il cuore di pietra, l’ insensibilità, cioè, nei confronti dei fratelli, è la malattia, che il Signore combatte di più. “Il vero peccato per Gesù è il rifiuto a partecipare al dolore dell’ altro”. 
Gesù, infatti, propone una religione dell’interiorità e afferma: Non c’ è nulla fuori dell’ uomo, che entrando in lui possa renderlo impuro. Sono, casomai, le cose che escono dal cuore umano a contaminarlo. In questo modo, invece, Gesù scardina ogni pregiudizio circa il rigido schema: puro e impuro. E afferma che ogni cosa è pura: il cielo, la terra, ogni cibo, il corpo dell’ uomo e della donna. 
Gesù benedice di nuovo la vita, il corpo e la sessualità e attribuisce al cuore la possibilità di rendere pure o impure le cose. 
Il messaggio del Signore è questo: il mondo è buono e tutte le cose sono buone (Cfr. L’ Enciclica “Laudato Sì” ). L’ uomo, quindi, deve custodire con ogni cura il proprio cuore.

Niente formalismi vuoti, niente ciarpame culturale (“tradizione di uomini”). Libero e nuovo ritorni il Vangelo, liberante e creativo. 
Apri anche tu il Vangelo e proverai una boccata d’ aria fresca, liberandoti dall’ afa pesante dei soliti discorsi. Scorri il Vangelo e sperimenterai la carezza di una perenne freschezza.

                      Mons. Antonino Scarcione

sabato 1 settembre 2018

1 settembre 2018, la Commissione Europea manda in pensione le vecchie lampadine alogene





Lampadine alogene vietate dal 1° settembre: come sostituirle e quanto si risparmierà. Nel frattempo la nuova illuminazione è già realtà nella Valle dei Templi di Agrigento e nel Teatro antico di Taormina


Articolo tratto da: www.ilmessggero.it  (Lunedì 27 Agosto 2018)


Le vecchie lampadine alogene vanno in pensione. Almeno a quelle che abbiamo utilizzato finora. Consumano troppo (rientrano nella classe di efficienza energetica “D”) e le alternative meno energivore e più 'eco-friendly' ci sono.

Per questo, la Commissione Europea ha decretato l'uscita degli Stati membri dal mercato delle lampadine alogene, con l'entrata in vigore del regolamento (il n. 244/2009 sulla progettazione eco-compatibile delle lampade a uso domestico, collegato alla direttiva Eup - Energy Using Products 2005/32/EC) che, previsto per il 2016 e poi posticipato di due anni, scatterà il 1 settembre 2018.

Questo significa che al prossimo cambio di una lampadina fulminata, potremo acquistare solo un prodotto più efficiente, come i LED che possono consumare fino a 5 volte meno rispetto a una lampada alogena. A trarne vantaggio saranno l'ambiente, l'industria e il portafogli dei consumatori.

Secondo quanto stimato da Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), il passaggio a lampadine a basso consumo energetico porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo (48 TWh di energia elettrica) e consentirà di risparmiare circa 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno.

E ancora, il passaggio da una lampada alogena di media potenza a un LED ad alta efficienza energetica permetterà di risparmiare circa 115 euro, considerato il ciclo di vita del LED di circa 20 anni, e di recuperare il suo costo entro un anno. Risparmi destinati ad aumentare ulteriormente con i prezzi dei LED più bassi e il miglioramento delle performance.

Poi, ci sono i vantaggi previsti per l’industria, con la creazione di nuovi posti di lavoro nell’Unione Europea e proteggendo l’industria Ue dalla concorrenza di bassa qualità e dall’importazione di prodotti inefficienti. Tali misure di progettazione ecocompatibile (Ecodesign) contribuiscono infatti direttamente, al pari di altre già vigenti in Europa, a ridurre i costi e migliorare la competitività fissando norme a livello europeo e ad evitare potenziali costi di conformità con 28 diversi sistemi di requisiti nazionali.

Il divieto non riguarda però proprio tutti i prodotti. A essere messi fuori mercato saranno i tradizionali bulbi di vetro a forma di pera, non direzionali, in classe energetica D, mentre sono escluse da questa operazione: le lampade alogene direzionali (i popolari “faretti”); le lampade alogene con attacco G9 e R7S (spesso utilizzate per le lampade da tavolo e i proiettori). Le misure in oggetto non si applicano ai prodotti sono già in vendita nei negozi, ma solo per i nuovi prodotti immessi nel mercato.

Il divieto è in linea con la priorità dell’Unione Europea di migliorare l’efficienza energetica, con l’obiettivo finale di garantire un’energia sicura, sostenibile, competitiva e conveniente.
Ma che cos'è un LED? La sigla sta per 'Light Emitting Diode', ovvero ‘diodo a emissione di luce’, e fa riferimento a un dispositivo di illuminazione particolarmente efficiente e a basso consumo di energia. Sigla ormai entrata nel linguaggio comune e utilizzo che vanta già tanti casi che fanno scuola, dimostrandone la validità.

Per fare un esempio, l'Enea riporta come caso studio nell'utilizzo dei LED quello della nuova illuminazione della Valle dei Templi di Agrigento.

Nella Valle dei Templi di Agrigento gli interventi realizzati sull'illuminazione della Via Sacra (177 proiettori Led, potenza totale 2.655 W), sul Tempio della Concordia (4 proiettori Led, potenza totale 171 W; 38 proiettori Led, potenza totale 1.326 W), sul Tempio di Giunone (11 proiettori Led, potenza totale 471 W; 41 proiettori Led, potenza totale 1.430 W) e sul Tempio di Ercole (2 proiettori Led, potenza totale 85 W; 24 proiettori Led, potenza totale 837 W), cui si sono aggiunti altri corpi illuminanti a Led in sostituzione di quelli preesistenti, per un totale di circa 400, hanno consentito, rispetto all’impianto precedente, un risparmio superiore agli 84 MWh/anno, con una riduzione della spesa energetica di oltre il 66% e delle emissioni in atmosfera di 32,9 tonnellate/anno di CO2.

A questo primo intervento si è poi aggiunto il secondo realizzato nel teatro antico di Taormina, dove sono stati utilizzati 171 corpi illuminanti di varia potenza, oltre a 250 ml di strip led per complessivi 4.571 W. La sostituzione integrale dei corpi illuminanti esistenti con nuovi elementi a led ha garantito una riduzione dei consumi di oltre il 60%.

(Nelle foto la Valle dei Templi di Agrigento e il teatro antico di Taormina)


martedì 28 agosto 2018

Led in Centro Storico, anche l'Enea dice Si, per un'energia sicura, sostenibile, competitiva e conveniente.

Continua la querelle mediatica sulla nuova illuminazione in Centro Storico, NOI restiamo sulle nostre posizioni, certi di avere più che ragione, e saranno gli atti di organi terzi, che nei prossimi giorni verranno comunicati, a evitare che il "diritto di veto" che si arroga qualche benpensante, produca la catastrofe dello status quo. 

domenica 26 agosto 2018

La Domenica con Gesù, XXI del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Giosuè disse a tutto il popolo…:sceglietevi oggi chi servire…Il popolo rispose:…Noi serviremo il Signore…Egli è il nostro Dio”. Gs 24,1-2a.15-17.18b . 
“…Fratelli, nel timore del Signore, siate sottomessi gli uni agli altri…” Ef 5,21-32 . 
“…Molti dei discepoli…Dissero: Questa parola è dura ! Chi può ascoltarla ? …Da quel momento molti…Tornarono indietro…Disse allora Gesù ai Dodici: volete andarvene anche voi ? Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna…Tu sei il santo di Dio”. Gv 6,60-69.

Ci accorgiamo subito che il vangelo odierno è la cronaca di un “insuccesso” di Gesù, proprio nella sua terra, tra i suoi, a Cafarnao. Indelebili le parole del sacro autore: “Molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui”. Seguendo la riflessione di E. Ronchi, importante studioso della Bibbia, notiamo che l’ abbandono da parte di alcuni discepoli è così motivato: “Questa parola è dura. Chi può ascoltarla ? “. E’ dura, perché invita a pensare in grande, a volare alto, a “capovolgere l’ immagine di Dio”: un Dio che si fa piccolo come un pezzo di pane. L’ abbandono avviene al momento della domanda: “Forse volete andarvene anche voi ? “.

Vediamo bene che Gesù non impartisce ordini o lezioni: “Cosa deve o non deve fare l’ uomo”, ma lo invita a guardarsi dentro, a cercare la verità del cuore: “Cosa vuole veramente ? Qual è il desiderio profondo che lo muove ? “. Questi sono gli interrogativi, che guariscono veramente. Sono un pressante appello alla libertà dei discepoli di tutti i tempi: “Voi siete liberi di andare o restare. Io non costringo nessuno. Questo, però, è il momento di decidere”.

A questo punto, appare formidabile la risposta di Pietro. Essa è la base della fede: “Signore, da chi andremo ? Tu solo hai parole di vita eterna”. Signore, tu tocchi il cuore e lo fai ripartire, con la delicatezza creatrice della tua parola. Essa è un soffio, una vibrazione nell’ aria, che l’ uomo può ascoltare o rifiutare. “Tu hai parole”. Cioè, un qualcosa che propone e, nello stesso tempo, lascia liberi. Se viene accolta, essa spalanca i sepolcri, accende il cuore, apre le strade della vita.

Parole che danno vita, allargano e purificano il cuore. Danno vitalità alla mente, perché la mente vive di verità e di libertà. Danno, altresì, più vita anche al corpo, agli occhi, alle mani. “Parole di vita eterna”. Risuonano ancora gli accenti accorati del Signore: “Volete andarvene anche voi ?”. Noi no, noi non ce ne andiamo. Non ti lasciamo. Noi, come Pietro, scegliamo te.

                                                                          Mons. Antonino Scarcione

venerdì 24 agosto 2018

Sabato 25 agosto, ore 21:00 piazza Castello - Festa del Palio, Festa del Monte....




Vestire l'Icona, mostra di abiti e costumi a cura della prof.ssa Liliana Nigro dell'Accademia Belle Arti di Catania

Liliana Nigro

Aspettando Papa Francesco, la città di Piazza Armerina, Assessorato al Turismo e Spettacolo, guidata dall'Assessore Ettore Messina, prepara una serie di eventi ed iniziative, tra queste quella dell'Accademia di Belle Arti di Catania, a cura della prof.ssa Liliana Nigro, dal titolo "Vestire l'Icona" una Mostra di Abiti-Costumi, che avrà luogo nel prestigioso Palazzo Trigona, sito nella piazza Cattedrale, da venerdì 7 a lunedì 17 settembre.

La Mostra di Abiti-Costumi dedicata alla storica visita del Santo Padre nella città dei Mosaici e del Palio dei Normanni, vedrà esporre diciasette tra i più bravi all'ievi dell'Accademia di Belle Arti di Catania, per l'occasione saranno esposti autentici capolavori di grande stile e sartoria. 

La direzione artistica è a cura della nota professoressa Liliana Nigro, che sarà coudiuvata dalla prof.ssa Veronica Maugeri e inoltre da Giulia Riga, Roberto Vinciguerra, Lidia Di Mauro, Iolanda Manara, Stefania Giuffrida, Roberto Di Mauro e Piero Giuffrida.

Un evento firmato dalla casa di moda Maison Do Chocon. 

                                                                                                  Filippo Rausa