"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

domenica 19 agosto 2018

La Domenica con Gesù, XX del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“La sapienza si è costruita la sua casa…A chi è privo di senno ella dice: …Mangiate il mio pane…Abbandonate l’inesperienza…Per la via dell’ intelligenza…”Pr 9,1-6 . “Fratelli,…Fate molta attenzione…Comportandovi non da stolti ma da saggi…” Ef 5,15-20 . 
“…Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna…” Gv 6,51-58.

Nelle religioni orientali, il centro simbolico è, certamente, costituito dalla respirazione, come forma di partecipazione alle grandi energie vitali. Il cristianesimo, invece, ha come proprio cuore simbolico la “manducazione”. La partecipazione alla vita di Dio, infatti, passa attraverso l’ atto di mangiare. A questo punto, vediamo che non c’ è più una divinità che chieda di distruggere qualcosa ( ad es., la vittima sacrificale ), ma un Dio, che, al contrario, si “distrugge”, per rivelarsi ed esprimere il suo amore.

La vita vale più del pane (“non di solo pane vive l’ uomo, ma di ogni parola, che esce dalla bocca di Dio”). Anche se non se ne può fare a meno, il pane, frutto della terra e del lavoro dell’ uomo, è così importante, che Dio ha legato la salvezza (o la perdizione) alla sua accoglienza o meno. Nei momenti più importanti della rivelazione spirituale di Gesù, l’ elemento semantico ( il segno) viene ricondotto alle metafore del cibo ( pane, carne, sangue ).

Come cristiani, saremo giudicati, definitivamente, da Dio con i criteri di ciò che regge la vita materiale degli uomini.

Infatti, mangiare non vuol dire, semplicemente, nutrirsi, bensì, sperimentare la convivialità. Certamente, non si alimenta in modo umano chi soddisfa la propria fame e guarda con indifferenza i poveri, che non hanno né acqua né cibo.

Ed, inoltre, chi costruisce muri, per allontanare i poveri dalla propria terra, in realtà, “ingabbia” sé stesso. Vediamo che nel pane, nella carne e nel sangue si gioca, quindi, il destino dell’ uomo. Ci dice il Signore: “la fame preoccupa Dio, la felicità lo interessa”. Gesù diventa cibo per l’ umanità, simbolo di ospitalità universale, modello di condivisione e di fraternità.

Non esiste felicità vera, se è esclusiva: ogni felicità, se non è di tutti, è rubata. Cristo introduce nuove dinamiche nel rapporto tra Dio e l’ uomo e media lo sconvolgimento storico ed umano, che ogni cambiamento nuovo comporta.

La novità “irrompe” nella storia per la disponibilità a viverla sulla propria pelle, ma con dinamiche inedite di risurrezione ( “la scossa sismica del cambiamento” ). Questo è il vero senso del dono dell’ eucarestia.

                                                                       Mons. Antonino Scarcione

sabato 18 agosto 2018

Il non problema dell'illuminazione, i veri problemi del Centro Storico sono altri...altro che led.

Per troppe volte e per troppi anni le decisioni sono state prese passando sulla testa dei cittadini, i Piani Regolatori Generali hanno mortificato il centro storico e mai nessuno, delle Associazioni a carattere nazionale, titolate a farlo, ha mai parlato per porre il problema del disastro a cui si andava incontro. Oggi mi vien da ridere pensando che qualcuno si ridesti sull'illuminazione, un non problema, perché la verità è un'altra, il vero problema è il recupero del centro storico, riportare la gente ad abitare a vivere il centro storico, altro che illuminazione....



Il Nobile quartiere Monte Mira trionfa e vince il suo 22esimo Palio

Il nobile quartiere Monte Mira vince la 63^ edizione del Palio dei Normanni, la 22^ vittoria in assoluto.

Torna a vincere il quartiere Monte Mira dopo un digiuno di cinque anni, una vittoria netta senza se e senza ma, la squadra con i cavalieri Salvatore Tagliarino, Calogero Stivala, Ivan Tagliarino, Mario Rizzo, Ambrogio Tagliarino e Salvatore Cifalù ha schiacciato tutti.

I cavalieri giostranti hanno costruito la vittoria sin dalle prime due prove, mazza e anello, ipotecato la vittoria con la terza prova, centrando il bersaglio posto sullo scudoto (20 punti) e talizzando complessivamente 100 punti.

La quarta ed ultima prova, del giavellotto, ha coronato la vittoria finale. I cavalieri che hanno centrato l'anello posto sulla forca sono stati Ambrogio Tagliarino che ha totalizzato 15 punti e Calogero Stivala, che facendo oltrepassare il giavellotto dentro l'anello posto a circa cinque metri di altezza, ha totalizzato 25 punti. 

Un Palio giocato sul filo del rasoio fino all'ultima prova, infatti dai risultati ottenuti nelle prime tre prove di abilità e destrezza contro l’effigie del Saraceno, pur vedendo in vantaggio il nobile quartiere, alle spalle incalzava l'inprevedibile quartiere Canali.

Il punteggio totalizzato nelle prime tre prove vedeva il Monte Mira con 183 punti; Castellina con 163 punti; Canali con 150 punti, e infine il Casalotto con 127 punti.

La quarta ed ultima prova, quella con il lancio del giavellotto, ha sancito definitivamente la vittoria
del nobile quartiere Monte Mira, grazie alla sequenza dei cavalieri Ambrogio Tagliarino e Calogero Stivala che riuscendo a fare oltrepassare e/o bucare con il giavellotto l'anello posto sulla forca ottenevano punti 15 e 25. 

Alla fine il risultato finale ha premiato il nobile quartiere Monte Mira con 223 punti, a seguire l’agguerrita concorrenza dei quartieri Canali, con 175 punti, Castellina con 163 punti e infine il deludente Casalotto con 142 punti.

Incontenibile la gioia del presidente Rausa, dei soci presenti nel campo di gara e dei cavalieri protagonisti di questa avvincente ed emozionante vittoria. Le lacrime di gioia hanno contagiato tutti, la grande emozione ha avuto ragione su tutti, lo sfogo liberatorio, la gioia e prevalsa su ogni quartierante dentro il campo e sugli spalti, momenti irripetibili e indimenticabili, abbracci e grida liberatorie di una gioia reclusa quattro lunghi anni.  

Il cerimoniale ha visto la proclamazione del quartiere vincente, il conte Ruggero, interpretato dall'attore piazzese Alessandro Cremona, sceso dal palco, il Sindaco Nino Cammarata, hanno consegnato ufficialmente alla squadra del nobile quartiere Monte Mira il Palio, una copia del Vessillo papale raffigurante Maria SS. delle Vittorie; inoltre, come da tradizione è stato donato il drappo del Palio, realizzato dal nostro quartierante, l’artista piazzese Pietro Rausa, figlio di Filippo, che resterà di proprietà del quartiere e troverà posto nella sede di via Floresta; infine l'assessore al Turismo Ettore Messina, ha consegnato il trofeo a Filippo Purrazza presidente emerito del quartiere.

La giuria, ha premiato quale miglior cavaliere giostrante il nostro Calogero Stivala.

Finalmente, dopo anni di pura "sfortuna" con dei secondi posti incredibili, il fato è stato spezzato riportando la vittoria tanto attesa e sperata nell'antico quartiere Monte Mira.

Un Grazie di cuore ai nostri prodi Cavalieri giostranti:
STIVALA CALOGERO, TAGLIARINO AMBROGIO, RIZZO MARIO, TAGLIERINO SALVATORE, TAGLIARINO IVAN, CIFALU’ SALVATORE, che hanno messo cuore e coraggio sul campo giocando e vincendo su tutti.

Il Palio vinto è stato dedicato a papa Francesco, che giorno 15 settembre percorrerà le vie della nostra amata città.

La classifica dopo la 63^ edizione è la seguente:
22 M O N T E
20 CASALOTTO
16 CASTELLINA
05 CANALI










Rinviata la festa del Palio in piazza Castello


*AVVISO*
Bandiere a mezz’asta e spettacoli sospesi per l’abbraccio a Genova.
Il sindaco Nino Cammarata comunica che le manifestazioni relative a "Piazza D'estate" organizzate dall'amministrazione comunale e previste per oggi, Sabato 18 agosto, sono state sospese in occasione del lutto nazionale proclamato per le vittime del crollo del Ponte Morandi a Genova, in segno di rispetto e solidarietà.


mercoledì 15 agosto 2018

La Domenica con Gesù, ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Un segno grandioso…Una donna vestita di sole…La luna sotto i suoi piedi…Sul capo una corona di dodici stelle…Un altro segno: un enorme drago rosso…Trascinava un terzo elle stelle…” Ap 11,19°;12,1-6a.10 . 
“…Cristo risorto…Primizia di coloro che sono morti…” I Cor 15,20-27a . 
“…Maria… Andò in fretta verso la regione montuosa…Elisabetta…Esclamò…: Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo !…” Lc 1,39-45.

Nella celebrazione di questa solennità, un dato balza subito all’ attenzione: la simbologia. Essa è, certamente un’ esigenza poetica, per sottolineare la prospettiva salvifica, verso la quale è orientata la liturgia. Ad esempio, la donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi, il Signore primizia dei risorti e l’ esultanza dello spirito, che fa proclamare le grandi cose, operate dell’ Onnipotente, rimarcano il valore insostituibile della risurrezione. Il cantico del “Magnificat”, partendo dall’ esperienza della salvezza, diventa risposta alle attese di vita, presenti in ogni creatura. E noi sappiamo cantare le meraviglie del Signore ? Le sappiamo percepire, le viviamo nello stupore ammirato, nella gioia del dono accolto ?

Si tratta di una “chimera” clericale ? Basterebbe, invece, ricollegarci al dato biblico: Maria proclama stupore ed ammirazione, perché la sua vita è stata legata al progetto divino della salvezza. Il nostro dramma è tutto qui: certo, noi conosciamo bene la via “altruista” di Gesù, che ci “rincorre”, per offrirci la pienezza della sua vita, la ricchezza del su amore crocifisso e glorificato. Ma noi abbiamo le nostre classifiche, le nostre beatitudini, le nostre gioie di respiro breve e le rincorriamo, le difendiamo, le enfatizziamo. Sappiamo, sì, di essere cristiani, ma, purtroppo, i nostri percorsi non si identificano con quelli del Signore. E’ per questo che le immagini bibliche, come quelle che ci vengono offerte nella “Prima Lettura”, ci dicono poco o nulla, perché siamo attanagliati dai nostri desideri. Quindi, brancoliamo nel buio tra desideri inattuati, sogni inespressi e frustrazioni sperimentate.

Certamente, la solennità dell’ Assunzione della Beata Vergine Maria può essere recepita come “ la celebrazione della vita, per eccellenza”, che si incontra con la vita dell’ umanità, talvolta, minacciata e conflittuale. Possiamo affermare che la celebrazione odierna ci fa incontrare con due cortei: quello di Cristo, aperto dalla vittoria dell’ obbedienza, del bene sul male, dell’ amore sull’ odio e della vita sulla morte e quello vissuto dalla Madonna, da sola nell’ impegno, per poter vivere un servizio, che ci invita ad abbandonare recinti, palazzi, parchi, giardini protetti, per infondere speranza all’ umanità.

Le due madri, Maria ed Elisabetta, ci ricordano che il palpito di vita nel grembo materno è più potente di tutti gli armamenti più sofisticati, racchiusi negli arsenali del mondo, perché il Signore “abbatte i potenti dai troni ed innalza gli umili”.

Il sacro rito illumina tre scenari: 1) la morte è l’ ultimo avamposto del male, descritto dall’ “Apocalisse”, con l’ immagine del drago; 2) in Maria il conflitto tra bene e male si risolve nella sua obbedienza alla parola di Dio. In Maria troviamo una donna, che ha anche la sensibilità di sentirsi madre e di andare verso un’ altra donna-madre: Elisabetta. La sua singolarità è quella di “aver creduto”; 3) come possiamo entrare in quest’ ottica ? Quando ci poniamo non accanto a coloro che sono nell’ abbondanza, bensì, accanto ai poveri, che sono a mani vuote. Certamente, la Madonna, avendo fatto l’esperienza della croce partecipa alla resurrezione.

                                                                     Mons. Antonino Scarcione 

All'offertorio alla Madonna, non fiori ma opere di bene...


Questo pomeriggio, nel corso del Pontificale presieduto dal vescovo Monsignor Rosario Gisana, il nobile quartiere Monte Mira non offrirà alcun dono floreale alla Madonna, ma si reserva nel corso di questa settimana, di consegnare dei generi alimentari ad alcune famiglie del quartiere in stato di indigenza.


14 agosto, di notte a festeggiar.....


Notte "gialla" in giro per Piazza a festeggiare con il conte Ruggero, Alessandro Cremona nostro quartierante.









domenica 12 agosto 2018

La Domenica con Gesù, XIX Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Elia s’ inoltrò nel deserto…Un angelo lo toccò e gli disse: Alzati e mangia…con la forza di quel cibo camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’ Oreb…” 1 Re 19,4-8 . 

“Fratelli,…Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenza…Ef 4,30-5,2 . 

“…Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato…Io sono il pane della vita…Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno…”Gv 6,41-51.

Spesso ci chiediamo: “Perché, ai nostri giorni, l’ attrazione verso Gesù sembra che abbia subito “un’ ecclissi” ? Notiamo che la domanda non è nuova. Sappiamo che la comunità se la pone da secoli. “La cristianità è posta di fronte al più terribile dei drammi…Il cristianesimo sembra essere minacciato da una specie di silenziosa apostasia (=allontanamento), provocata dall’ indifferenza, che lo circonda”. (cfr. Cristianità nella storia, Ecumenica, Bari, 1979, 30).

La domanda non riguarda la “periferia esterna” della vita cristiana, ma tocca la sua capacità di annunciare il vangelo, ascoltando il vissuto della società.

Il quesito, quindi, è sostituibile con un altro: perché la capacità attrattiva della comunità ecclesiale sembra subire una ecclissi ? Ovviamente, credere che possa esserci un’ eclissi della presenza di Cristo nella storia, è una tentazione diabolica. L’ autore del testo, il francese Mounier, continua così: “Il mondo attuale non incontra più il cristianesimo. In realtà, lo spirito della Chiesa non è divenuto insipido: esso occupa lo spazio incomprensibile, irriducibile, della Carità. Le sue parole non passano più, i suoi atti non producono più, il mondo ha perduto la chiave del suo linguaggio e la Chiesa ha perduto la chiave del linguaggio degli uomini”.

Il problema forse è questo: la proposta dei cristiani “non appassiona più abbastanza”. Anzitutto, perché non appare appassionante e contagiosa; le parole non passano. Oggi, si direbbe: non “bucano” più lo schermo della vita. E gli atti non sono “produttivi”, cioè fecondi. Inoltre, il “patire” degli uomini non sembra più un luogo teologicamente e pastoralmente interessante. Dimentichiamo, così, una verità fondamentale: come ben ci ricorda C.M.Martini, anche un “deserto maledetto”, luogo di sciacalli, desolazione e aridità”, dove ognuno, come Mosè, può sentirsi abbandonato, miserabile, fallito”, può essere una terra santa, in cui Dio si rivela e dobbiamo toglierci le scarpe, per presentarci davanti a lui “in punta di piedi” e in silenzio.

Possiamo incrociare queste parole, come afferma lo studioso L. Alici, con un passaggio importante dell’ “Amoris Laetitia” di Papa Francesco, che così recita: “Comprendo coloro che preferiscono una pastorale più rigida che non dia luogo ad alcuna confusione. Ma credo che Gesù vuole una Chiesa attenta al bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità” (AL 308). Questo testo ci aiuta a rispondere alla nostra domanda, riportandoci ad un binomio fondamentale: “Misericordia et Misera”; le famose parole usate da S. Agostino, per commentare l’ incontro di Gesù con l’adultera e da Papa Francesco, che usa i due termini nella Lettera Apostolica come titolo della stessa, a conclusione del Giubileo.

Immaginare che “il deserto della vita” , gigantesco “ospedale da campo”, dove ognuno resta solo, abbandonato da Dio ed impermeabile alla misericordia e alla grazia della Redenzione, è forse il peccato più grande contro lo Spirito Santo: la disperazione per la salvezza. Paolo riassume in una riga la verità, che ci consente di identificare la misericordia, come il vero volto di Dio.

L’ unica, vera eclissi che oscura l’ attrazione verso Gesù riguarda forse la “postura misericordiosa” della comunità cristiana e, quindi, di ciascuno di noi. Tra la miseria umana e la misericordia divina ci dev’ essere una comunità evangelizzatrice, accreditata da opere concrete di misericordia e da uno spirito misericordioso, capace di chinarsi amorevolmente sul vissuto delle persone, di riconoscere il “bene che lo Spirito sparge in mezzo alla fragilità” e di onorare tale bene.

Mancare l’ appuntamento con il vissuto equivale, oggi, a mancare un vero e proprio appuntamento con la storia. Questo, probabilmente, è il senso del pianto di Gesù su Gerusalemme: “Se avessi compreso anche tu quello che porta alla pace ! “   

                                                                                                                                                                                                                                                                     Mons. Antonino Scarcione

lunedì 6 agosto 2018

FESTA DEL NOBILE QUARTIERE MONTE MIRA, piazza CASTELLO, ore 21:00


DEGUSTAZIONE  DELL'ANGURIA


Battesimo di Quartiere, 49 i nuovi Battezzati tra cui il Sindaco Cammarata, il proprietario del castello Scicolone e il dott. Galati

Il sindaco Cammarata e il presidente Rausa
Domenica 29 luglio nel Nobile Quartiere Monte, come da calendario, ha avuto luogo la 7^ edizione del "Battesimo di Quartiere" celebrato anche quest'anno in piazza Castello presso il grande androne dell’antica dimora dei Roccazzella, che ha ufficialmente aperto per il quartiere le attività propedeutiche al Palio dei Normanni.

Intorno alle 18:00, da piazza Crocifisso una rappresentanza di figuranti in abiti storici, coordinata da Alfredo Bandiera, scortata dagli armigeri, dai musici, ha accompagnato per le principali vie medievali del quartiere, nobili, paggi, ancelle, con il gonfalone del quartiere.

In piazza Castello ad attenderli il presidente del quartiere Filippo Rausa, il consulente ecclesiastico Mons. Antonino Scarcione e l’eccellentissimo consiglio direttivo con Salvatore Oliva, Filippo Purrazza, Enzo Conti, Antonino Amato, Valeria Aloi, Laura Saffila.

Presente per l'occasione l’Amministrazione comunale, che ha voluto vivere in prima persona l'esperienza di questa importante e simbolica iniziativa; con il Sindaco Nino Cammarata, il vicesindaco Flavia Vagone, l'Assessore al Turismo Ettore Messina, l'Assessore allo sport Renzo Amore, il presidente del Consiglio comunale Marco Incalcaterra, e inoltre, il neo coordinatore generale del palio Dino Vullo. 

Giulia Piana
Dopo l’esibizione appassionata dei Musici, in palazzo Roccazzella ha avuto luogo il Battesimo di Quartiere, che rappresenta un modo per fare percepire lo spirito di appartenenza al Quartiere, infatti il Battesimo di Quartiere “consacra” per tutta la vita l’appartenenza al Nobile Quartiere Monte Mira, in modo da trarne comune beneficio.

Prima dell’inizio della cerimonia, gli interventi del Presidente Filippo Rausa, di mons. Antonino Scarcione, delle autorità presenti, il saluto del Sindaco, Cammarata, del presidente del Consiglio comunale, Incalcaterra, del coordinatore del Palio, Vullo e a seguire il saluto degli assessori Messina, Vagone, Amore.

Tra le personalità presenti, il dott. Francesco Galati, già funzionario al Comune di Piazza Armerina, con la gentile consorte Dionisia Manto, il castellano sig. Giancarlo Scicolone, proprietario del castello Aragonese, con la gentile consorte Lorenza Quartarone, invitate per il conferimento del titolo di "Socio Onorario" del quartiere.

Adomenas Mantas, deputato del Parlamento della Lituania
Inoltre, la gradita presenza  del sig. Adomenas Mantas, deputato del Parlamento della Lituania, con la moglie Victoria.

I battezzanti che hanno preso parte alla cerimonia ufficiale del Quartiere sono stati ben 49, a testimonianza dell’attaccamento alle tradizioni ed alla cultura paliesca, che anno dopo anno cresce sempre più.

Il Presidente Filippo Rausa, nella qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, ha così battezzato "quartierante a vita", usando l'acqua; questa con una conchiglia (capasanta), è stata raccolta da una fontanina e versata sulle mani del quartierante.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, e simboleggia la volontà da parte del quartierante nell’impegnarsi nel fare per il bene comune del Quartiere. La formula solenne recitata dal Presidente è stata la seguente:

“In nome del Popolo del nobile quartiere Monte
e con il bene placido dell' Eccellentissimo Consiglio direttivo,
io, Presidente di questo nobile quartiere
con queste cristalline acque a Te,
faccio dono del Battesimo di questo Quartiere
ti consacro ‘Aquilotto’ vita natural durante
con l’augurio di tramandare alle generazioni future
l’amore e la fedeltà al nobile quartiere Monte
e alla terra di Platia.
Ti accolgo con gioia del popolo di questo Quartiere,
oggi per te in festa” ! .

Francesco Galati
Come da cerimonia, allo scandire del nome e cognome da parte del presidente è seguito lo squillo delle trombe e il rullare dei tamburi; ai battezzati, in ricordo è stata consegnata una pergamena e il fazzoletto, che è stato indossato legandolo al collo.

Giancarlo Scicolone
Tra i 49 battezzati, il sindaco Nino Cammarata, che ha ricordato i natali dei propri genitori originari del quartiere, Renzo Amore, Lucio Paternicò quartieranti di nascita e attualmente domiciliati in periferia, la famosa ballerina Giulia Piana, ospite qualche anno fa della trasmissione "Amici" su Canale 5, e inoltre il vice sindaco Flavia Vagone, Marco Incalcaterra, Dino Vullo, Ambra Taormina, Lorenza Ferreri, Calogero Mellia, Valentina Casale, Arturo Portera, il piccolo Danilo Pisana e tanti altri quartieranti e concittadini.

Battezzati al quartiere anche Adomenas Mantas, deputato del Parlamento della Lituania, con la moglie Victoria, che espressamente hanno voluto condividere con noi questo magico momento di fiero sentimento di appartenenza alla comunità del quartiere.

Prima della conclusione il presidente Rausa, interpretando i sentimenti di tutti i quartieranti, ha concesso il titolo di socio onorario, così come stabilito dal governo del quartiere, al dott. Francesco Galati, alla gentile consorte Dionisia Manto, al castellano sig. Giancarlo Scicolone, e alla gentile consorte Lorenza Quartarone. Le ampie motivazioni di conferimento sono state esplicitate dal Presidente Rausa, e riportate sulle pergamene, che sono state lette del Sindaco e dal vice sindaco.
La consegna delle pergamene ricordo, ha sancito ufficialmente l'ingresso nella comunità del quartiere di queste belle personalità; infine i neo soci, hanno partecipato al rito del battesimo.

Il castellano, Giancarlo Scicolone e la gentile signora Lorenza Quartarone, hanno donato al comitato di quartiere due stampe d'epoca raffiguranti due santi, opere che verranno conservate nella sala della presidenza, come ribadito da Rausa nel ringraziare dell'omaggio i coniugi Scicolone.

Filippo Rausa a conclusione della cerimonia ha ringraziato quanti si sono adoperati per la buona riuscita dell’evento, i soci del quartiere, i musici, capeggiati da Moreno Purrazza, i figuranti, i padroni di casa, Paolo e Sonia Roccazzella, il gruppo centauri “Mosaici in Moto”, i coniugi Rausa-Giarrizzo a cui va una menzione particolare per avere partecipato nella veste di notabili insieme alla piccola Ginevra al corteo, Valentina Casale e Roberta Giarrizzo nelle vesti di dama e ancella.

Filippo Rausa si è detto felice e soddisfatto, consapevole che l’idea del battesimo laico, con gli anni diventerà una tradizione imprescindibile.
Grande desiderio, ha ribadito Rausa, è che in sinergia con l’Amministrazione comunale si possa realizzare una fontanina, quale arredo urbano nella grande aiuola di piazza castello, per diventare il luogo deputato alle cerimonie future. 

Un entusiasmante pomeriggio di festa, che contraddistingue ancora una volta lo stile, la passione e la bontà delle iniziative che il Comitato di Quartiere propone, per valorizzare il quartiere e con esso far radicare quella cultura, quello spirito di appartenenza tra i quattro antichi quartieri cittadini, che attraverso l'importante rievocazione storica del Palio dei Normanni, viene esaltata nella Quintana al Saraceno. 

La serata si è conclusa presso il Ristorante Primavera con la cosiddetta Cena dei Battezzati e dei simpatizzanti al quartiere.