"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 6 agosto 2018

FESTA DEL NOBILE QUARTIERE MONTE MIRA, piazza CASTELLO, ore 21:00


DEGUSTAZIONE  DELL'ANGURIA


Battesimo di Quartiere, 49 i nuovi Battezzati tra cui il Sindaco Cammarata, il proprietario del castello Scicolone e il dott. Galati

Il sindaco Cammarata e il presidente Rausa
Domenica 29 luglio nel Nobile Quartiere Monte, come da calendario, ha avuto luogo la 7^ edizione del "Battesimo di Quartiere" celebrato anche quest'anno in piazza Castello presso il grande androne dell’antica dimora dei Roccazzella, che ha ufficialmente aperto per il quartiere le attività propedeutiche al Palio dei Normanni.

Intorno alle 18:00, da piazza Crocifisso una rappresentanza di figuranti in abiti storici, coordinata da Alfredo Bandiera, scortata dagli armigeri, dai musici, ha accompagnato per le principali vie medievali del quartiere, nobili, paggi, ancelle, con il gonfalone del quartiere.

In piazza Castello ad attenderli il presidente del quartiere Filippo Rausa, il consulente ecclesiastico Mons. Antonino Scarcione e l’eccellentissimo consiglio direttivo con Salvatore Oliva, Filippo Purrazza, Enzo Conti, Antonino Amato, Valeria Aloi, Laura Saffila.

Presente per l'occasione l’Amministrazione comunale, che ha voluto vivere in prima persona l'esperienza di questa importante e simbolica iniziativa; con il Sindaco Nino Cammarata, il vicesindaco Flavia Vagone, l'Assessore al Turismo Ettore Messina, l'Assessore allo sport Renzo Amore, il presidente del Consiglio comunale Marco Incalcaterra, e inoltre, il neo coordinatore generale del palio Dino Vullo. 

Giulia Piana
Dopo l’esibizione appassionata dei Musici, in palazzo Roccazzella ha avuto luogo il Battesimo di Quartiere, che rappresenta un modo per fare percepire lo spirito di appartenenza al Quartiere, infatti il Battesimo di Quartiere “consacra” per tutta la vita l’appartenenza al Nobile Quartiere Monte Mira, in modo da trarne comune beneficio.

Prima dell’inizio della cerimonia, gli interventi del Presidente Filippo Rausa, di mons. Antonino Scarcione, delle autorità presenti, il saluto del Sindaco, Cammarata, del presidente del Consiglio comunale, Incalcaterra, del coordinatore del Palio, Vullo e a seguire il saluto degli assessori Messina, Vagone, Amore.

Tra le personalità presenti, il dott. Francesco Galati, già funzionario al Comune di Piazza Armerina, con la gentile consorte Dionisia Manto, il castellano sig. Giancarlo Scicolone, proprietario del castello Aragonese, con la gentile consorte Lorenza Quartarone, invitate per il conferimento del titolo di "Socio Onorario" del quartiere.

Adomenas Mantas, deputato del Parlamento della Lituania
Inoltre, la gradita presenza  del sig. Adomenas Mantas, deputato del Parlamento della Lituania, con la moglie Victoria.

I battezzanti che hanno preso parte alla cerimonia ufficiale del Quartiere sono stati ben 49, a testimonianza dell’attaccamento alle tradizioni ed alla cultura paliesca, che anno dopo anno cresce sempre più.

Il Presidente Filippo Rausa, nella qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, ha così battezzato "quartierante a vita", usando l'acqua; questa con una conchiglia (capasanta), è stata raccolta da una fontanina e versata sulle mani del quartierante.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, e simboleggia la volontà da parte del quartierante nell’impegnarsi nel fare per il bene comune del Quartiere. La formula solenne recitata dal Presidente è stata la seguente:

“In nome del Popolo del nobile quartiere Monte
e con il bene placido dell' Eccellentissimo Consiglio direttivo,
io, Presidente di questo nobile quartiere
con queste cristalline acque a Te,
faccio dono del Battesimo di questo Quartiere
ti consacro ‘Aquilotto’ vita natural durante
con l’augurio di tramandare alle generazioni future
l’amore e la fedeltà al nobile quartiere Monte
e alla terra di Platia.
Ti accolgo con gioia del popolo di questo Quartiere,
oggi per te in festa” ! .

Francesco Galati
Come da cerimonia, allo scandire del nome e cognome da parte del presidente è seguito lo squillo delle trombe e il rullare dei tamburi; ai battezzati, in ricordo è stata consegnata una pergamena e il fazzoletto, che è stato indossato legandolo al collo.

Giancarlo Scicolone
Tra i 49 battezzati, il sindaco Nino Cammarata, che ha ricordato i natali dei propri genitori originari del quartiere, Renzo Amore, Lucio Paternicò quartieranti di nascita e attualmente domiciliati in periferia, la famosa ballerina Giulia Piana, ospite qualche anno fa della trasmissione "Amici" su Canale 5, e inoltre il vice sindaco Flavia Vagone, Marco Incalcaterra, Dino Vullo, Ambra Taormina, Lorenza Ferreri, Calogero Mellia, Valentina Casale, Arturo Portera, il piccolo Danilo Pisana e tanti altri quartieranti e concittadini.

Battezzati al quartiere anche Adomenas Mantas, deputato del Parlamento della Lituania, con la moglie Victoria, che espressamente hanno voluto condividere con noi questo magico momento di fiero sentimento di appartenenza alla comunità del quartiere.

Prima della conclusione il presidente Rausa, interpretando i sentimenti di tutti i quartieranti, ha concesso il titolo di socio onorario, così come stabilito dal governo del quartiere, al dott. Francesco Galati, alla gentile consorte Dionisia Manto, al castellano sig. Giancarlo Scicolone, e alla gentile consorte Lorenza Quartarone. Le ampie motivazioni di conferimento sono state esplicitate dal Presidente Rausa, e riportate sulle pergamene, che sono state lette del Sindaco e dal vice sindaco.
La consegna delle pergamene ricordo, ha sancito ufficialmente l'ingresso nella comunità del quartiere di queste belle personalità; infine i neo soci, hanno partecipato al rito del battesimo.

Il castellano, Giancarlo Scicolone e la gentile signora Lorenza Quartarone, hanno donato al comitato di quartiere due stampe d'epoca raffiguranti due santi, opere che verranno conservate nella sala della presidenza, come ribadito da Rausa nel ringraziare dell'omaggio i coniugi Scicolone.

Filippo Rausa a conclusione della cerimonia ha ringraziato quanti si sono adoperati per la buona riuscita dell’evento, i soci del quartiere, i musici, capeggiati da Moreno Purrazza, i figuranti, i padroni di casa, Paolo e Sonia Roccazzella, il gruppo centauri “Mosaici in Moto”, i coniugi Rausa-Giarrizzo a cui va una menzione particolare per avere partecipato nella veste di notabili insieme alla piccola Ginevra al corteo, Valentina Casale e Roberta Giarrizzo nelle vesti di dama e ancella.

Filippo Rausa si è detto felice e soddisfatto, consapevole che l’idea del battesimo laico, con gli anni diventerà una tradizione imprescindibile.
Grande desiderio, ha ribadito Rausa, è che in sinergia con l’Amministrazione comunale si possa realizzare una fontanina, quale arredo urbano nella grande aiuola di piazza castello, per diventare il luogo deputato alle cerimonie future. 

Un entusiasmante pomeriggio di festa, che contraddistingue ancora una volta lo stile, la passione e la bontà delle iniziative che il Comitato di Quartiere propone, per valorizzare il quartiere e con esso far radicare quella cultura, quello spirito di appartenenza tra i quattro antichi quartieri cittadini, che attraverso l'importante rievocazione storica del Palio dei Normanni, viene esaltata nella Quintana al Saraceno. 

La serata si è conclusa presso il Ristorante Primavera con la cosiddetta Cena dei Battezzati e dei simpatizzanti al quartiere.




 









domenica 5 agosto 2018

La Domenica con Gesù, XVIII Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Al tramonto mangerete carne e al mattino…pane…La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento: al mattino uno strato di rugiada…C’ era una cosa fine e granulosa…Gli israeliti…Si dissero l’ un l’ altro: “Che cos’ è ?...E’ il pane che il Signore ha dato…” Es 16,2-4 . 
“…Abbandonare l’ uomo vecchio…Rinnovarvi nello spirito…Rivestire l’ uomo nuovo…” Ef 4,17-20-24 . 
“…Voi mi cercate…Perché avete mangiato di quei pani…Datevi da fare…per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’ uomo vi darà…” Gv 6,24-35.

La folla chiede a Gesù: “Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio ?“ . Compiere le opere di Dio è cosa ben diversa di quella di osservare i comandamenti. Come, opportunamente, afferma il teologo Ronchi, ad esempio, opera di Dio è la creazione, la liberazione del popolo dalla schiavitù ed inoltre la costruzione, nonostante le delusioni, di “una storia di alleanza”. E’ parteciparvi, essere capaci di creare strade che conducano alla libertà e a legami di alleanza con tutto ciò che vive.

C’ è una regola fondamentale, per interpretare la Bibbia: “Ogni indicativo divino diventa un imperativo umano”. Cioè, tutto ciò che è descrittivo di Dio diventa prescrittivo per l’ uomo. Vediamo che una breve sintesi riassume questa regola fondamentale: “Siate santi, come io sono santo”. Il fondamento etico del sacro testo è, quindi: “Fare ciò che Dio fa, agire come agisce Dio, comportarsi come Lui si è comportato, proprio come Gesù ci ha mostrato”.

“Questa è l’ opera di Dio, credere in colui che egli ha mandato”. Evidentemente, al centro della fede vi è l’ incrollabile fiducia che Dio è Gesù, uno che sa soltanto amare, guaritore del disamore del mondo. Notiamo subito che nel Signore non vi è alcun aspetto minaccioso, ma soltanto “ le due ali aperte di una chioccia, che protegge e custodisce i suoi pulcini” (Cfr. Lc 13,34 ).

Gli dicono, “quale segno fai, perché vediamo e possiamo crederti ? Ecco la risposta: “Io sono il pane della vita”. Infatti, nutrire la vita è l’ opera di Dio; offrire “bocconi di vita ai morsi dell’ umana fame”. Il Pane del cielo cerca l’ uomo: vuole “addentare” la vita, goderla e gioirne in comunione, “inebriarsi” del vino di Dio, “che ha il profumo della felicità. Io sono il Pane, che alimenta la vita. L’ uomo nasce affamato e il pane della vita sazia la fame, ma poi la riaccende e sveglia in noi un desiderio di più vita, più libertà, più creatività e più alleanza tra Dio e l’ uomo (L. Ciotti).

“Come un tempo ha dato la manna ai padri vostri nel deserto, così oggi ancora Dio continua a dare”. Affiorano, a questo punto, due parole semplici, eppure chiave di volta della rivelazione biblica: “Dio non domanda, ma dà; Dio non pretende, ma offre; Dio non esige nulla, ma dona tutto”. Ed, inoltre, Dio non dà cose, Egli dà sé stesso. E donandoci sé stesso, ci dà tutto. Qui, ci troviamo davanti ad uno dei vertici del Vangelo, ad uno dei nomi più belli di Dio: Egli è datore di vita. E ci chiama ad essere, come lui, datori di vita.

                                                                   Mons. Antonino Scarcione  

mercoledì 1 agosto 2018

Abbia inizio il Palio con la cerimonia dell'alzabandiera


Mercoledì 1 agosto alle ore 18:00  avrà luogo la cerimonia dell'alza bandiera in piazza generale Litterio Villari da parte dei quattro quartieri storici, Monte, Castellina, Canali e Casalotto.

Con raduno in piazza Garibaldi, alle ore 18:00, i rappresentanti dei quartieri con le rappresentanze dei consigli direttivi accompagneranno lungo via Marconi e Garibaldi i cortei dei paggi e dei musici nella piazza Villari; nel corso della cerimonia lo squillo delle trombe e il rullare dei tamburi accompagnerà le operazioni che vedranno issare le bandiere sui pennoni che li rimarranno sino a fine agosto.
 

domenica 29 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XVII Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


…Eliseo disse…Dallo da mangiare alla gente…Ne mangeranno e ne faranno avanzare…” 2 Re 4,42-44 .
“…Io prigioniero…vi esorto a comportarvi…con ogni umiltà, dolcezza, e magnanimità…” Ef 4,1-6 .
“…Allora Gesù prese i pani e dopo aver reso grazie li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci…” Gv 6,1-15.

L’ anno B della liturgia odierna ha previsto che, giunti all’episodio della moltiplicazione dei pani, si interrompa la narrazione di Marco e la si sostituisca con quella di Giovanni. Questo capitolo è, comunque, molto importante, perché in esso c’ è la confessione di Pietro e degli altri discepoli sull’ identità di Gesù: per i Giudei, il Signore è il figlio di Giuseppe, mentre Gesù stesso afferma di essere il Figlio di Dio, inviato dal Padre.

La moltiplicazione dei pani, il quarto vangelo esplicitamente la rappresenta come “segno”, che annuncia il dono del corpo e del sangue di Gesù. Gesù si trova sul lago di Tiberiade. “Una grande folla” lo segue e subito l’ evangelista, come afferma Enzo Bianchi, ce ne dà la spiegazione: Gesù ha compiuto molti segni sui malati, la sua azione e la predicazione destano, quindi, stupore e curiosità.

Successivamente, egli sceglie di salire sul monte, come aveva fatto Mosè in occasione della celebrazione dell’alleanza tra Dio e il suo popolo.

Vediamo che Gesù, seduto in alto, ha davanti a sé la grande folla in attesa. Chiama a sé Filippo e gli chiede: “Da dove potremo comprare il pane, per sfamare costoro ? “.

In realtà, Gesù sa cosa sta per compiere. Filippo, invece, fa i calcoli, per determinare la spesa ed Andrea fa presente che i cinque pani d’ orzo e i due pesci, che un ragazzo ha portato, sarebbero del tutto insufficienti, per dar da mangiare alla folla. Poi, il gesto: “Prese i pani e dopo e aver reso grazie, li distribuì e lo stesso fece con i pesci. Certamente, il segno e i gesti di Gesù preannunciano l’ istituzione dell’ Eucare-

stia nell’ ultima cena: Gesù prende il pane, rende grazie a Dio, lo spezza e lo dà ai discepoli. E proprio in virtù di quest’ azione, egli potrà dire: “ Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Così, Gesù appare come il Profeta escatologico, ben più di Eliseo, che aveva moltiplicato i pani d’ orzo.

Il pane, che è una necessità per l’ uomo, è anche ciò che Dio dona ad ogni creatura. Nel gesto di Gesù vi è dunque il venire incontro al bisogno umano, ma anche la narrazione dell’ amore di Dio, gratuito e sovrabbondante, che non chiede contraccambio, ma solo accoglienza e ringraziamento. La disposizione di Gesù,”Raccogliete i pezzi avanzati…”, significa che nella comunità del Signore ci sarà sempre il pane eucaristico e dovrà essere conservato con cura.

La narrazione di questo segno si risolve, inaspettatamente, in un malinteso. Attraverso di esso, Gesù rivela la propria identità e il suo inserimento nella storia della salvezza: è il Profeta, il Messia, colui che rinnova i segni operati da Dio nell’ Esodo. Ma la gente trae conseguienze, che egli rigetta, al punto di fuggire nella solitudine.

Infatti, la folla tenta di proclamare Gesù, Re dei Giudei. Sappiamo bene che percepire Gesà come re di questo mondo, sarebbe negare la missione che egli ha ricevuto dal Padre. Gesù è un Re crocifisso, vittima dell’ odio del mondo, solidale con i perseguitati, gli oppressi, i poveri e gli scarti della storia.

La folla, pur avendolo seguito, misconosce, dunque, Gesù, perché lo interpreta secondo i propri desideri. Ma Gesù rifiuta, perché sa che quel potere che gli vogliono dare non è il vero potere conferitogli dal Padre. Così, egli si ritira nella solitudine, evitando l’ illusione di un apparente successo, che non intende assolutamnte accettare.

                                                     Mons. Antonino Scarcione

martedì 24 luglio 2018

21 luglio, ricordando Giorgio Boris Giuliano


Un omaggio della Questura di Palermo dedicato al ricordo della figura umana e professionale del Vice Questore Giorgio Boris Giuliano 

  

domenica 22 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XVI Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale


“…Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo…” Ger 23,1-6 . 
“…Fratelli…voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini…” Ef 2,13-18 . 
“…Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto e riposatevi un po’…” Mc 6,30-34.

Accanto a Gesù e agli apostoli, c’era tanta gente, che andava e veniva ed essi non avevano neanche il tempo di mangiare. Gesù, allora, mostra la tenerezza di una madre: “Andiamo via, e riposatevi un po’”. Infatti, il Signore non si ferma a misurare i risultati ottenuti nella missione, bensì, si prende cura della persona e dello stato d’animo dei suoi. A lui interessa non tanto ciò che fai, ma ciò che sei. Non chiede ai dodici di pregare, di preparare una nuova missione o di affinarne il metodo, li conduce, invece, a prendersi un po’ di tempo, tutto per sé stessi, come suggerisce un famoso testo letterario, riportato da E.Ronchi: “Prenditi tempo per pensare, perché questa è la vera forza dell’ uomo. Prenditi tempo per leggere, perché questa è la base della saggezza. Prenditi tempo per pregare, perché questo è il maggior potere sulla terra. Prenditi tempo per ridere, perché il riso è la musica dell’ anima. Prenditi tempo per donare, perché il giorno è troppo corto, per essere egoista. Prenditi tempo per amare ed essere amato, perché questo è il privilegio dato da Dio. Prenditi tempo per essere amabile, perché questo è il cammino della felicità. Prenditi tempo per vivere ! “ 

E, quando vide una grande folla, provò compassione per essa. Vediamo che la compassione è il filo conduttore dei gesti di Gesù. Notiamo, così, che egli arriva al punto di modificare i suoi programmi. Come, opportunamente, annota il testo di Marco: “egli si mise ad insegnare molte cose”. Gesù, quindi, rinuncia al proprio riposo e, nello stesso tempo, ci tiene che venga rispettato dai discepoli. E i suoi osservano ed imparano: Dio considera ogni suo figlio più importante di sé stesso.

Gesù, prima ancora delle parole, insegna “uno sguardo che abbraccia”, ha compassione e prova tenerezza per chi soffre. Se c’ è sulla terra chi ha l’ arte della compassione, chi si commuove per l’ ultimo uomo, allora questa terra ha un futuro: c’ è la speranza di restare umani. 

                                                                              Mons. Antonino Scarcione

venerdì 20 luglio 2018

Al via le Selezioni ufficiali della 63^ Quintana del Saraceno


Parte la complessa macchina delle selezioni dei cavalieri iscritti nei quartieri per la imminente Quintana del Saraceno.

Il calendario, diffuso dal neo coordinatore del Palio, Dino Vullo, prevede per Martedì 24 luglio, con inizio alle ore 19:00 la giornata di prove libere e a seguire come da calendario di seguito riportato le tre giornate di selezioni.

I quartieri accoppiati per le giornate di selezione sono Monte e Casalotto; Castellina e Canali.

In questa prima fase di selezioni, ogni cavaliere gareggerà per se stesso affrontando nelle quattro prove di abilità e destrezza l’effigie del saraceno e la forca dove pende l’anello; i cavalieri che nelle tre giornate effettueranno il maggiore punteggio comporranno il sestetto della squadra che il 14 agosto sfiderà i restanti quartieri per la conquista del Vessillo papale di Maria SS. delle Vittorie.

Il Nobile Quartiere Monte Mira, sempre in testa nella classifica, 
primeggia nell'albo d’oro con 21 vittorie, contro le 20 del Casalotto, le 16 della Castellina e le 5 dei Canali.

Giovedì pomeriggio 26 luglio alle ore 19,00 al campo Sant'Ippolito con ingresso libero, avrà luogo la prima delle tre giornate di Selezioni ufficiali della 63^ edizione del Palio dei Normanni.

Di seguito il calendario delle giornate:
Martedì 24 luglio dalle ore 19,00 prove libere.

Selezioni Ufficiali:    

1^ Giornata, ore 19:00   
Giovedì 26 luglio - Monte e Casalotto,
Venerdì 27 luglio - Castellina e Canali,

2^ Giornata, ore 19:00
Lunedì 30 luglio - Monte e Casalotto,
Martedì 31 luglio - Castellina e Canali, 

3^ Giornata, ore 19:00
Mercoledì 01 agosto - Monte e Casalotto,
Giovedì 02 agosto - Castellina e Canali.

Prove Ufficiali
mercoledì 08 agosto ore 19:00 tutti i quartieri.

A tutti i Cavalieri un imbocca al lupo.
                                                                            Filippo Rausa



martedì 17 luglio 2018

L'Aforisma della Settimana



"Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità"
                             Leucippo, filosofo greco
Leucippo è stato un filosofo greco

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/
„Nulla avviene a caso, tutto secondo ragione e necessità.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/leucippo/

domenica 15 luglio 2018

La Domenica con Gesù, XV Del Tempo Ordinario / B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“Vattene, veggente, ritirati nella terra di Giuda…Là potrai profetizzare…Amos rispose…Non ero profeta, né figlio di profeta…Il Signore mi disse…Profetizza al mio popolo Israele” Am 7,12-15 . “Benedetto Dio,…Che ci ha benedetti…In Cristo…In lui abbiamo la redenzione…” Ef 1,3-10 . “…Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due …Se in qualche luogo non vi accogliessero…Andatevene e scuotete la plovere sotto i vostri piedi…” Mc 6,7-13.

“L’ insuccesso” nella sinagoga di Nazaret, dove Gesù non è stato creduto ed ha compiuto solo pochi gesti, non lo scoraggia. A tal proposito, c’è un breve versetto, purtroppo trascurato, che, invece, ha molta importanza. Recita così: “Gesù percorreva i villaggi, insegnando. Cosa significa esattamente ? Il testo indica che Gesù non sta più mettendo piede in una sinagoga , perché si è reso conto che i luoghi di culto appaiono “refrattari” all’ azione dello Spirito. Conseguentemente, si reca nei villaggi, spesso luoghi di emarginazione e di povertà. E chiamò, quindi, i Dodici. Il dodici indica il numero dei discepoli e rievoca il nuovo Israele. Li manda a due a due. Non li invia singolarmente, ad uno ad uno, bensì, a due a due. Devono, cioè, essere una comunità, che esprima un messaggio e dia loro autorità sugli spiriti impuri.

Abbiamo notato che, nel vangelo di Marco, lo spirito impuro è già affiorato e viene evidenziato dal sacro autore. Lo spirito è una forza ed esso, quando viene da Dio, è santo, non solo per la sua eccelsa qualità, ma soprattutto, per la sua attività di saper allontanare le persone dal male. Quando, invece, viene da realtà contrarie a Dio, si chiama spirito impuro.

“Ed ordinò” (è l’ unico caso in cui Gesù ha “comandato” qualche cosa) di prendere, per il viaggio, un bastone ed i sandali; cioè, quello che serve per camminare. Successivamente, invita a non portare né pane, né sacca ( la bisaccia tipica del mendicante), né denaro. Per indicare che essi devono essere persone libere e fidarsi dell’ unica ricchezza, il vangelo, la buona notizia del messaggio di salvezza. Gesù continua, affermando: dovunque arriviate, entrate in una casa e rimanetevi. Ma osserva Gesù, se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andandovene, scuotete la polvere sotto i vostri piedi, come testimonianza contro di loro. Proprio come gli ebrei, che quando si recavano in territori pagani, ritornando in Israele, scuotevano la polvere dai loro sandali, per non portare nulla di impuro nella loro terra.

Ci chiediamo, quindi, che cosa volesse dire veramente Gesù. Certamente, egli sta cambiando il concetto di pagano. Per l’ esattezza, il pagano è colui che crede in altre divinità. Per il Signore, il pagano è, invece, colui che è incapace di accogliere ed ospitare.

La conclusione è la seguente: i discepoli in missione proclamavano l’ invito alla conversione; quindi, sollecitavano il cambiamento di vita, scacciavano molti demoni, liberavano dalle ideologie, che rendevano le persone refrattarie all’ accoglienza della buona notizia di Gesù. Risulta assai importante un ultimo particolare: i discepoli non si curavano soltanto dell’ aspetto spirituale, ma si interessavano di tutta la persona; ungevano con olio molti malati e li guarivano.

                                                           Mons. Antonino Scarcione     
                    

giovedì 12 luglio 2018

Il Battesimo di Quartiere, VII^ edizione, domenica 29 luglio alle 18,30 in piazza Castello

Nella foto, anno 2014, Ettore Messina, attuale assessore
al Turismo, Beni Culturali

Domenica 29 luglio avrà luogo in piazza Castello alle ore 18,30 la VII^ edizione della cerimonia del “Battesimo di Quartiere”.

Ormai prossimi all'evento paliesco il governo del nobile quartiere Monte Mira tra le attività propedeutiche al Palio dei Normanni, come da consuetudine anche quest'anno ripropone il “Battesimo di Quartiere”, settima edizione, istituito con apposito regolamento nel 2012.

Un battesimo laico, che ha lo scopo di "sacralizzare" l'appartenenza perpetua al proprio Quartiere, il “Battesimo di Quartiere” avrà luogo anche quest'anno in piazza Castello, nel grande androne di palazzo Roccazzella.

In effetti, in questi anni ci siamo sempre posti il problema, ma Quartierante si nasce, oppure si diventa?. 
Quando si pensa al Quartiere immediatamente si parla della sua storia, dei suoi luoghi, della sua gente, delle vicende di ognuno che si confondono in quelle di tutti, ai Palii persi e all'ultimo vinto, dando per scontato di appartenere ad uno dei quattro quartieri storici cittadini.

Negli ultimi decenni i Quartieri con i suoi Comitati legalmente costituiti con Statuto, hanno ulteriormente alimentato lo spirito di appartenenza, infatti oltre all'impegno alle attività che non mancano nel corso dell’anno, la vita dei Quartieri ha raggiunto il suo apice nei mesi estivi con il Palio dei Normanni e la sua Quintana, dando maggiore consistenza al “fenomeno” di appartenenza.

E’ Quartierante chi nasce nel territorio del quartiere, un po’ come la nazionalità: per cui non è una scelta, ma un dovere ed un diritto, che dura per tutta la vita, anche nel caso in cui cambia casa e si trasferisce nel territorio di un altro quartiere.

Ma quartierante si può anche diventare: chi abita al di fuori dei confini od in un'altra città, può scegliere per simpatia un Quartiere, e partecipare alla sua vita.

Siena che con le sue Contrade ha fatto scuola, negli anni ’40/50 a seguito di un acuta osservazione sullo spostamento delle famiglie dall'interno dei rioni all'esterno delle mura di città dove si iniziavano a costruire case migliori (un po’ come è successo negli ultimi trent’anni a Piazza), pensò di istituire il battesimo di Contrada per evitare di far smarrire il forte legame del contradaiolo con la contrada, perdendo quel senso di appartenenza al territorio che invece è base dell'istituzione Contrada e del Palio senese.

Detto ciò è facile dedurre lo spirito con il quale il Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, nell'anno 2012 ha istituito con un proprio regolamento il “Battesimo di Quartiere”, legare con un cerimoniale, misto tra sacro e profano, l’appartenenza al Quartiere.

Il quartiere Monte Mira è tra i quartieri che ha subito più pesantemente il fenomeno della migrazione di quartieranti nelle nuove zone residenziali, quartieranti che sentimentalmente sono rimasti legati al quartiere perché in esso vi hanno trascorso e vissuto parte della loro vita.

Ed è anche a loro, quelli che non nascono e non crescono più nel quartiere che si guarda; tutti, a qualsiasi età, potranno essere protagonisti del “Battesimo di quartiere”: potrà essere impartito ai bambini/e (quale dono fatto al figlio dal genitore), ai ragazzi/e egli adulti quale loro libera scelta.

Per quest'anno, la data stabilita per la cerimonia è Domenica 29 luglio, il tutto alla presenza di alfiere e tamburi, tra lo squillo di trombe, il rullo dei tamburi e lo sventolio festoso delle bandiere, il Presidente in qualità di massima autorità e rappresentante del popolo, battezzerà "quartierante a vita", usando l'acqua.

In ricordo verrà consegnato al quartierante una pergamena e il fazzoletto, con i colori del quartiere, giallo listato di nero e bianco, con stampato o ricamato lo stemma araldico, l’aquila; il fazzoletto andrà poi indossato legandolo al collo.

Dopo la cerimonia, i battezzati, i quartieranti, i simpatizzanti si ritroveranno tutti insieme a cena presso il Ristorante Primavera (alla modicissima cifra di € 15,00), per celebrare degnamente la VII° edizione di una "iniziativa" entrata di diritto tra le idee che più hanno coinvolto il tessuto urbano.

                                                                                    Filippo Rausa 


mercoledì 11 luglio 2018

Ripulito il Giardino "Carmelo Scibona"



Sabato 7 luglio, nel primo pomeriggio, i soci del Nobile quartiere Monte Mira hanno ripulito il Giardino Carmelo Scibona, colmo di erbacce, sterpaglie e rifiuti di ogni genere. L' intervento di bonifica già programmato da qualche settimana ha coinvolto 7 soci del quartiere che muniti di due decespugliatori, rastrelli, pale, e scope hanno ridato dignità all'area verde presente nel quartiere. Per tutto ciò ringrazio i soci Filippo Purrazza, Salvatore Oliva, Alfredo Bandiera, Tony Amato, Osvaldo Scarcelli, Nicolò Scroppo e Filippo Rausa.