"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

martedì 17 aprile 2018

Cerimonia di Inaugurazione degli Affreschi restaurati del Borremans, nella Chiesa di San Giovanni Evangelista, Lunedì 23 aprile,ore 16:30




Martedì 17 aprile ore 18:00, Celebrazione Eucaristica in Cattedrale


I Vescovi di Sicilia a Piazza Armerina, in occasione della sessione primaverile della Conferenza Episcopale Siciliana

Hanno preso il via, lunedì mattina, presso la casa di Spritualità “Mons. Vincenzo Cirrincione” di Piazza Armerina i lavori della sessione primaverile della Conferenza Episcopale Siciliana. 
È la prima volta che la Diocesi di Piazza Armerina ospita i vescovi delle 18 diocesi di Sicilia riuniti in Assemblea. 
L’occasione è data dalle celebrazioni per il Bicentenario della Diocesi. 
I presuli, martedì 17 aprile nella Cattedrale parteciperanno a una Celebrazione Eucaristica che sarà presieduta dal presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, mons. Salvatore Gristina arcivescovo di Catania e concelebrata da tutti i sacerdoti della diocesi. 
 La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Rete Chiara sul canale 813 del digitale terrestre e sul sito della diocesi www. diocesipiazza.it.
All’ordine del giorno dei lavori della CESi, tra l’altro, comunicazioni circa l’insegnamento della
La celebrazione di domani in Cattedrale alle ore 18 segna l’apice delle manifestazioni promosse per il bicentenario.
Religione Cattolica in Sicilia, l’organizzazione di una manifestazione per ricordare  il XXV anniversario del grido di San Giovanni Paolo II nella Valle dei templi ad Agrigento contro la mafia,  la celebrazione della Giornata sacerdotale Mariana.

 Tratto da: www.settegiorni.net

L'Aforisma della Settimana


lunedì 16 aprile 2018

Lo sai perché.... si dice fare l’avvocato del diavolo


In passato esisteva una figura, prevista nel diritto canonico, che metteva in discussione la santità di un candidato. Questa figura era l’avvocato del diavolo. Comunemente si usa dire che “fa l’avvocato del diavolo” (dal latino “advocatus diaboli”) colui che avanza qualsiasi obiezione possibile pur di demolire un progetto, un’affermazione o una tesi condivisa da altri.

Questo modo di dire, abbastanza diffuso, ha un’origine precisa. In passato esisteva la figura di un ecclesiastico che veniva chiamato “promotore della fede” (dal latino: promoter dei) che aveva un compito. Quello di intervenire nelle cause di canonizzazione della Chiesa per trovare ostacoli affinché il candidato venisse eletto come santo. L’obiettivo era quello di eliminare qualsiasi dubbio circa l’effettivo diritto del Santo eletto, ad essere effettivamente considerato come tale.

La figura dell’advocatus diaboli è stata istituita da Papa Sisto V nel 1587. Pare che servisse proprio ad evitare che la Chiesa eleggesse troppo facilmente nuovi Santi e beati. E’ stata poi eliminata nel 1983 da Papa Giovanni Paolo II, che ha relegato la funzione del “promoter dei” a semplice redattore della relazione finale della causa (la “positio”).

Non è un caso che, durante il suo Pontificato ed anche dopo, i numero dei Santi eletti dalla Chiesa cattolica siano notevolmente aumentati. Papa Giovanni Paolo II ha riorganizzato il processo delle cause per la canonizzazione di Santi e Beati, coinvolgendo maggiormente i vescovi nell’attività preliminare di indagine.

Come avviene la canonizzazione

Per decidere chi è in grado di ricevere l’appellativo di “Santo” la Chiesa Cattolica si avvale delle regole stabilite dal diritto canonico. Per evitare abusi e compromessi, la Chiesa, dopo il Concilio di Trento del 1545, ha fissato norme ben precise su questo argomento. Andando oltre quello che è scritto nell’antico codice canonico.

Il ministero che si occupa delle “cause dei Santi” ha la sede nei pressi di Piazza San Pietro in Vaticano. Funziona proprio come un tribunale ed è formato da una congregazione. I requisiti per procedere nella causa di canonizzazione sono specifici. Per la candidatura alla santità è necessario che:
il candidato sia morto;
il candidato abbia compiuto in vita un miracolo;
vi sia qualcuno che abbia richiesto l’apertura del processo;
il Vescovo locale accolga positivamente l’istanza.

Il processo

La prima parte del processo (istruttoria) si svolge dove il candidato Santo ha vissuto ed operato. Si raccolcgono testimonianze e documenti per ricostruire gli avvenimenti della sua vita. Il processo si svolge secondo lo schema tradizionale. Da una parte vi è l’avvocato difensore (che prende il nome di “postulatore”, dato che è lui che deve dimostrare la santità del candidato), dall’altra l’avvocato che rappresenta “la pubblica accusa”.

Generalmente si tratta di due sacerdoti, di cui il secondo (appunto quello che in passato era denominato “avvocato del diavolo”) fa parte della congregazione.

Prima della santità, i candidati devono “salire” altri tre gradini. Devono ottenere prima il riconoscimento di “servo di Dio”, poi “venerabile” e infine, finalmente, diventare ufficialmente “Santo“.

La Congregazione che si occupa delle cause dei Santi si avvale dell’operato di circa trenta funzionari esperti in diversi argomenti come medicina, storia e teologia.

Papa Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla. Egli stesso è stato canonizzato 
da Papa Francesco il 27 aprile 2014
Il senso moderno dell’affermazione

Fare l’avvocato del diavolo è un atteggiamento che, a differenza di quello che in genere si pensa, può essere produttivo soprattutto in campo professionale. Immaginate che, nel corso di una riunione per discutere di una progettazione di gruppo, emergano posizioni contrastanti rispetto al lavoro svolto. Spesso succede che vi sia qualcuno che, senza accorgersene, riveste il ruolo di “avvocato del diavolo”. Questi fa rivedere alcune cose che gli altri hanno dato per scontato o di cui non si sono accorti. Insomma, la figura dell’avvocato del diavolo non ha sempre un’accezione negativa, ma va adattata al singolo caso concreto.

Diversa cosa è il bel film del 1997 “L’avvocato del diavolo“, con Keanu Reeves che interpreta un avvocato di successo alle dipendenze di Al Pacino, il quale invece interpreta… il diavolo.

http://cultura.biografieonline.it/fare-avvocato-del-diavolo/

domenica 15 aprile 2018

La Domenica con Gesù, III di PASQUA /B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Voi…avete rinnegato il Santo e il Giusto…Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ ha risuscitato dai morti…” At 3, 19-15.17-19 . 
“…Chi dice: lo conosco, e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo…” I Gv 2,1-5a . 
“… Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore ?...Sono proprio io ! Toccatemi e guardate…” Lc 24,35-48.



Per quanto si possano mettere in dubbio le apparizioni del Risorto, è indiscutibile il messaggio fondamentale. Tale messaggio non consiste soltanto nell’ affermazione che Gesù è il Vivente, colui che ha vinto la morte. 
Le apparizioni esprimono, infatti, chiaramente che, per quanto Gesù, Risorto, fosse stato elevato alla destra di Dio e per quanto Dio lo avesse costituito Signore, Messia e Figlio di Dio, con potenza, ciò che è più incredibile ed impressionante, come dice J.M.Castillo, è che il Signore appare e si mostra più umano che mai.

Vediamo bene che in Gesù, Dio si è incarnato e fatto uomo e, quando Egli risuscita, la sua divinizzazione non comporta la perdita della sua condizione umana, proprio perché lo possiamo vedere più divino, per questo diventa più autenticamente umano. 

Tutto ciò spiega, perché Gesù viene riconosciuto dai suoi nello spezzare il pane e la sua presenza elimina le paure e i dubbi, donando, quindi, pace e gioia: si lascia vedere, toccare e palpare; mangia, si mostra alle donne prima che ad altri, spiega le Scritture, asseconda le esigenze del discepolo incredulo, Tommaso, e domanda a Pietro, per ben tre volte, se sia certo di amarlo più di tutti. Notiamo, così, che anche Gesù, risorto, è sensibile all’ affetto umano e ne ha quasi bisogno.

                                                                               Mons. Antonino Scarcione

sabato 14 aprile 2018

Reddito di Inclusione INPS: la circolare con l’estensione dei requisiti

L’Inps ha emanato la Circolare n. 57 del 28 marzo 2018, che illustra le estensioni che intervengono sul Reddito di inclusione INPS (ReI) per effetto della legge di bilancio 2018 (Legge n.205/2017).


La modifica più significativa è il venir meno di tutti i requisiti familiari, che dal 1° luglio 2018 fa diventare il REI uno strumento di contrasto alla povertà universale, basato solo sul soddisfacimento dei requisiti economici.

La Legge di Bilancio 2018 interviene anche in tema di durata e decorrenza della misura.In particolare prevede che, se all’atto del riconoscimento del REI il beneficio economico risulta di ammontare inferiore o pari a 20 euro mensili, lo stesso sia erogato anticipatamente in un’unica soluzione su base annua. Nel caso in cui, pur essendo soddisfatti i requisiti per il diritto alla misura, il beneficio economico connesso al REI risulti di ammontare pari a zero, non potendosi dar seguito ad alcun pagamento la domanda verrà respinta e il richiedente potrà rinnovarla, in caso di variazione della condizione economica, senza attendere alcun termine.

Le disposizioni della Legge di bilancio, infine, sono intervenute anche sulle disposizioni di finanziamento del REI, prevedendo un incremento delle risorse sul Fondo per la lotta alla povertà. 
La dotazione, pertanto, risulta pari a 2.059 milioni di euro per l’anno 2018, in 2.545 milioni di euro per l’anno 2019 e in 2.745 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.

Il beneficio economico del Reddito di Inclusione INPS, ai sensi del citato articolo 4, comma 1, è pari, su base annua, al valore di 3.000 euro moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare, al netto delle maggiorazioni di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 2013, nonché per un parametro pari, in sede di prima applicazione, al 75%.

La norma in parola prevede che la misura sia soggetta, in sede di prima applicazione, a un tetto massimo di erogazione, in quanto l’importo del beneficio non può essere superiore all’ammontare annuo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995. L’articolo 1, comma 193, della legge n. 205/2017 ha previsto che tale importo sia incrementato del 10%.

Nella seguente tabella si riportano gli importi, annuali e mensili, previsti per il 2018.

Numero componentiSoglia di riferimento in sede di prima applicazioneBeneficio massimo mensile
12.250,00 €187,50 €
23.532,50 €294,38 €
34.590,00 €382,50 €
45.535,00 €461,25 €
56.412,50 €534,37 €
6 o più6.477,90 €539,82 €

In allegato il testo della Circolare.

venerdì 13 aprile 2018

Auguri di Buon Compleanno a mons. Rosario GISANA


Sabato 14 aprile, Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Rosario Gisana, nostro Pastore, celebra il Suo 59° Compleanno.

La Presidenza ed il Consiglio Direttivo porgono un Augurio particolare e di Cuore a Sua Eccellenza. 

"La Sua opera costante ed instancabile di Apostolato, il Suo carisma, la Sua grande capacità di comunicazione sono doni immensi per noi. 

Nel ritenere la città di Piazza Armerina e la Diocesi molto fortunata, ad averLa come guida, con sincero affetto Le auguriamo ogni bene.

                                                                  Il Presidente 
                                                                Filippo Rausa

I Vescovi delle diciotto Diocesi di Sicilia a Piazza Armerina


Sarà la Diocesi di Piazza Armerina infatti ad ospitare i lavori della sessione primaverile della Conferenza Episcopale siciliana che si svolgerà nei giorni 16, 17 e 18 aprile presso la Casa di spiritualità “Mons. Cirrincione”, seminario estivo di Montagna Gebbia. 

È la prima volta che la diocesi piazzese ospita la Conferenza per volontà del vescovo mons. Rosario Gisana che ha così voluto sottolineare il legame con le chiese sorelle di Sicilia in questo particolare anno giubilare in occasione del Bicentenario di istituzione della Diocesi piazzese che condivide con le diocesi di Caltagirone e Nicosia, istituite tutte lo stesso anno 1817.

Nel corso dei lavori della Conferenza episcopale è prevista infatti una solenne concelebrazione Eucaristica presieduta da mons. Salvatore Gristina, che ne è il Presidente, che avrà luogo nella Basilica Cattedrale martedì 17 aprile alle ore 18 (la celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale su Rete Chiara canale 813 del digitale terrestre e in Streaming hd sul sito www.diocesipiazza.it). 

Per l’occasione nella diocesi sono sospese tutte le celebrazioni e tutte le attività pastorali. Si prevede la partecipazione del clero diocesano, delle associazioni, delle confraternite e del popolo di Dio.

L’ordine dei lavori della CESi prevede tra gli altri comunicazioni circa l’insegnamento della religione cattolica da parte del vescovo delegato mons. Michele Pennisi, la organizzazione di una manifestazione per ricordare il XXV anniversario del grido di Giovanni Paolo II contro i mafiosi nella Valle dei Templi con la stesura di un messaggio al popolo siciliano da parte dei vescovi, la celebrazione della Giornata sacerdotale mariana regionale, che quest’anno si svolgerà a Marsala in occasione del quinto centenario del ritrovamento dell’effigie della Madonna della Cava, in seguito proclamata patrona della città, la presentazione del progetto “Opifici di pace” sulla salvaguardia del Creato, la comunicazione dei lavori della Commissione Seminari e Vocazioni. 

Il mattino del 17 sarà dedicato all’incontro dei vescovi con i Direttori degli Uffici regionali e con i membri del Direttivo della Commissione Presbiterale regionale per un confronto sul programma pastorale quinquennale della stessa Conferenza.

La concelebrazione dei vescovi in Cattedrale segna l’apice delle manifestazioni promosse per il bicentenario, ma non certamente l’ultima.
Nel mese di maggio infatti, precisamente il 7 alle ore 17 presso la chiesa di S. Vincenzo a Piazza Armerina, è stato organizzato un convegno di riflessione sulla storia e la vita della diocesi piazzese. 
Interverranno il prof. Salvatore Vacca, della Facoltà Teologica di Sicilia, sulla storiografia della Diocesi; don Carmelo Torcivia, Vicario episcopale della Diocesi di Palermo, sulle prospettive pastorali, e don Pasquale Buscemi che proporrà una lettura delle intuizioni pastorali dei vescovi di Piazza Armerina dal concilio Vaticano II ad oggi.

La conclusione dell’anno giubilare è prevista per il 3 luglio 2018.

Mi libro coi libri...


Aleramici in Sicilia, convegno a cura dal Co.P.A.T.


Donne Insieme, organizza...






lunedì 9 aprile 2018

L'Aforisma della Settimana



Tutto quello che vuoi è dall’altra parte della paura. Bisogna avere tanto coraggio per riuscire a superare le proprie paure, fatti forza e vedrai che riuscirai a superare tutte le fobie.

Lo sai perché....Il mito di Zeus


Secondo la mitologia greca, Zeus è il re di tutti gli dei che governa il mondo dal Monte Olimpo. La sua sposa è Era. Ella però lo tradiva spesso e volentieri sia con uomini che con donne mortali e non, generando figli illustri che diventavano poi eroi. Questa divinità, a capo di tutti gli dèi, era anche venerata dai Romani col nome di Giove e dagli Etruschi col nome di Tinia.

Il mito di Zeus è stato tramandato nel corso dei secoli prima oralmente, così come tutti gli altri miti greci. Poi in forma scritta, proprio a partire da Esiodo e dalla sua Teogonia, un poema che racchiude tutta la genealogia dei miti stessi e che ebbe una diffusione straordinaria. È infatti impossibile narrare la storia di Zeus senza conoscere la storia dell’origine del mondo, seguendo la già citata Teogonia.

L’origine del mondo

All’origine del mondo Gea, la Terra, generò Urano, ovvero il cielo stellato. Poi tutti gli altri elementi come i monti, il mare e i fiumi. Insieme ad Urano generò i Ciclopi, i Centimani e i Titani, che vennero confinati nel Tartaro. Il Tartaro era una sorta di luogo remoto nelle profondità della terra.

Uno solo di loro si salvò dal confino: Crono. Una volta cresciuto, Crono evirò suo padre e prese il potere sulla terra. Egli sposò Rea, una delle sue sorelle, da cui ebbe sei figli: Estia, Demetra, Era, Poseidone, Ade e Zeus. Per paura che qualcuno dei suoi figli potesse spodestarlo dal trono, egli decise ingoiarli appena nati. Zeus, l’ultimogenito, riuscì però a salvarsi grazie alla madre. Ella fece ingoiare a Crono una pietra invece del bambino, che poi nascose.

Zeus
La vita e il mito di Zeus

Le versioni sulla sua infanzia e sulla sua crescita sono molte. Alcune affermano che egli sia stato educato dalla nonna Gea. Altre che fu allevato da una capra. Altre ancora raccontano che ad allevarlo sarebbe stata una Ninfa. L’unica verità comune è che egli fu l’unico dei figli di Crono che riuscì a salvarsi.

Una volta cresciuto, con uno stratagemma egli riuscì a far vomitare a suo padre Crono tutti i suoi fratelli. Zeus iniziò così una guerra contro il padre e gli altri Titani (Titanomachia). Al suo fianco ebbe l’aiuto dei Ciclopi, liberati dal Tartaro. Insieme riuscirono a sconfiggere Crono. Dopo la battaglia, Zeus decise di spartire il trono con i suoi fratelli, sorteggiando le diverse parti del mondo.

A Poseidone toccò il regno delle acque. Ad Ade il regno dei morti. A Zeus il regno dei cieli e l’aria. La terra venne divisa invece in parti uguali. Da quel momento Zeus iniziò a regnare sul Monte Olimpo, considerato sacro dai Greci. Sul monte vivevano tutte le divinità. Il re degli dei, per prima cosa, cercò di riordinare e ricostruire tutto quello che il padre aveva distrutto.

I figli di Zeus e la vita sull’Olimpo

Dal matrimonio con Era nacquero Ares, Ebe ed Efesto. Ma Zeus spesso tradiva la moglie, generando numerosi figli illegittimi. Tra questi i più celebri sono: Apollo, Artemide, Hermes, Persefone, Atena, Dioniso, Perseo, Eracle, Minosse, Elena e le Muse. Durante queste sue avventure extraconiugali, si tramutava anche in forma animale. Aveva infatti la possibilità di potersi trasformare in qualsiasi cosa volesse.

La moglie aveva un carattere molto iracondo e sfogava la sua rabbia per i tradimenti del marito, vendicandosi sia con le sue amanti che con i loro figli. Questi secondo il mito non avevano vita facile. Nonostante i tradimenti e le ripicche, l’unione di Zeus ed Era rimase comunque salda nel corso del tempo.

Era (Giunone, per i romani) aveva generato il dio Efesto da sola, senza ricorrere ad atti sessuali. Il marito decise di generare a sua volta un figlio senza bisogno di un’altra donna: così nacque Atena, uscendo dal cranio spaccato di Zeus.

Il compito di gestire la vita sul Monte Olimpo non era certo facile per il sovrano degli dèi. Soprattutto perché gli dèi non possedevano un carattere umile. Incarnavano anzi tutti i difetti degli uomini, facendoli emergere ancor di più. Zeus cercava quindi di governare seguendo il buon senso e sedando tutte le liti che si scatenavano quotidianamente.

La sua occupazione preferita, oltre la ricerca delle amanti, era sicuramente banchettare. Famosi erano i sontuosi pranzi che duravano per giorni, organizzati sul Monte Olimpo.

Zeus (Giove) è rappresentato con la folgore in mano.
I simboli

Grazie alla sua importanza e ai numerosi ed enormi poteri che gli venivano attribuiti, Zeus era una delle divinità più venerate dell’Antica Grecia (insieme ad Apollo). A Zeus erano dedicati templi e oracoli in moltissime località quali Dodona, nell’Epiro, Creta, nell’Arcadia e anche in Sicilia (con il nome di Zeus etneo). Il re degli dèi incarna proprio la cultura greca e la sua complessa religiosità.

E’ considerato li dio del cielo e del tuono. I suoi simboli sono la folgore, il toro, l’aquila e la quercia. Nella mitologia si possono trovare molte analogie tra il capo dell’Olimpo e il norreno Odino, così come con lo slavo Perun.

domenica 8 aprile 2018

La Domenica con Gesù, II di PASQUA /B

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

“…Un cuore solo e un’ anima sola…” At 4,32-35 . 
“…Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo…” 1 Gv 5,1-6 . 
“…Tommaso…non era con loro…Egli disse loro: Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e…la mia mano nel suo fianco, io non credo!...” Gv 20,19-31.

“Venne Gesù a porte chiuse”. E’ veramente confortante pensare che egli non se ne vada, anche se trovasse la porta chiusa. Infatti, come opportunamente dice Ermes Ronchi, otto giorni dopo, il Signore è ancora là, ad aspettare. Si reca da coloro che “sanno solo abbandonare” l’ amico in grave difficoltà. E’ proprio lui, il “tradito”, che ritorna da coloro che lo ”hanno consegnato” ai nemici. Le sue apparizioni, dopo la resurrezione, non hanno il clamore di un’ imposizione.

Egli è colui che si preoccupa del pianto della Maddalena e delle donne, che”corrono” al sepolcro, per profumare il suo corpo martoriato. Il Signore, che si prende cura delle paure degli apostoli, della difficoltà a credere di Tommaso, delle reti vuote dei suoi amici, quando torneranno sul lago a pescare.

Nella sua esistenza terrena, Gesù non viene a chiedere, bensì, a portare aiuto.

“Pace a voi”. E’ un’ affermazione e indica: c’ è pace per voi, c’ è pace dentro di voi. “Shalom”, invece, è un termine, che indica molto di più di “fine della guerra” o delle violenze.

“Ricevete lo Spirito Santo”. E’ un ‘invocazione e su quelle persone impaurite “scende il vento delle origini”, quello che soffia all’ inizio della creazione. La brezza sottile del monte Oreb sul profeta Elia, quello che, successivamente, scuoterà le porte chiuse del cenacolo.

“Ecco, io vi mando !” E, così come sono, fragili e lenti, li invia in tutto il mondo. Sostenuti, soltanto, dalla sua forza e dal suo Spirito, che “soffierà su di loro e li riempirà di Dio”. Adesso il colpo di scena: Tommaso, il discepolo incredulo. Gesù gli dice: “metti qua il tuo dito nel foro dei chiodi e non essere più incredulo, ma credente”. Vediamo che Gesù, risorto, porta ancora le piaghe della crocifissione. “Porta l’ oro delle ferite, che ci hanno guariti. Nelle ferite c’ è l’ oro del suo amore. Quelle cicatrici sono sacre, perché c’ è Dio, come una goccia d’ oro.

Balza evidente che Gesù non si scandalizza del dubbio di Tommaso e non gli rimprovera la fatica del credere, ma si avvicina a lui e tende le mani verso le cicatrici, dove il suo amore infinito ha scritto il racconto d’ oro. A Tommaso basta un solo gesto di assenso. Colui che non ti giudica, ma ti incoraggia e ti dà una mano, dove “riposare e riprendere fiato”, è proprio Gesù.

“Beati quelli che non hanno visto, eppure, credono !” Una beatitudine che vale per me e per tutti noi: per chi non vede e per chi ricomincia il cammino di fede. Per noi, che ogni otto giorni, nelle domeniche, continuiamo a radunarci nelle chiese nel suo nome, dopo millenni. “Beati noi, che lo amiamo, pur senza averlo visto”.

                                                                        Mons. Antonino Scarcione

giovedì 5 aprile 2018

Quasi completati i lavori del nuovo Centro polisportivo Trinità nel nobile quartiere Monte Mira


Quando i sogni.... diventano realtà.

La storia del Centro polisportivo parte da una proposta del Comitato di Quartiere Monte Mira oltre 15 anni fa, ma che non aveva mai trovato terreno fertile e comunque la necessaria sensibilità da parte delle amministrazioni che si sono succedute.
Alle nostre continue e ripetute richieste, l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Filippo Miroddi, nel condividerne le finalità e gli scopi di una struttura sportiva nel Quartiere, attraverso il Credito Sportivo, nella persona del suo presidente Gianluca D'Antoni, riusciva ad ottenere un finanziamento (mutuo) di 150mila euro, senza interessi.
Detto ciò è innegabile il grande impegno dell'Amministrazione comunale, che è riuscita la dove altri avevano snobbato o non tenuta nella giusta considerazione le continue proposte del Comitato di Quartiere, volte alla realizzazione di una struttura sportiva che oltre ad essere a servizio dei giovani quartieranti, sarà innanzitutto a servizio della scuola, l'Istituto Comprensivo Cordova-Capuana, poichè inserita nel cortile esterno della scuola elemantare Trinità.
La tenacia, la caparbietà del presidente del nobile quartiere Monte Mira, Filippo Rausa, il momento "favorevole" con la qualificata presenza nel territorio del centro storico di un consigliere Comunale, Laura Saffila, l'altrettanta competenza e sensibilità degli amministratori comunali, con il sindaco Filippo  Miroddi, che fin dall'inizio hanno creduto sulla bontà del progetto proposto, volto a incentivare le attività sportive anche in centro storico, guardando ai bisogni della popolazione giovanile attuale e delle nuove generazioni, per tutto ciò, oggi, dopo anni di attese il quartiere Monte Mira, finalmente può vantare un suo spazio per le attività ludico sportive.

Mancano ormai poche cose da fare, ci dice l'impresa dei fratelli Filippo e  Giuseppe  Rizzo, per la consegna al quartiere Monte Mira di una bellissima struttura sportiva, che certamente farà felici centinaia di ragazzi, prossimi fruitori dell'impianto.

Soddisfatti tutti i soci del Comitato di quartiere, Rausa, che ha seguito passo, passo tutti i lavori sin ad oggi eseguiti; ci dice, siamo felicissimi e ringraziamo per tutto ciò il Sindaco, Filippo Miroddi, per averci ascoltato, per avere incontrato a Piazza Armerina il presidente Gianluca D'Antoni, a cui a sottoposto la proposta, e per tutto ciò che ha determinato la realizzazione di una struttura sportiva nel cuore del centro storico, al fine di evitare come ancora oggi succede di fare giocare per strada, nelle piazze o peggio ancora di fare spostare in altre zone della città, i nostri giovani quartieranti.

Da oggi, continua Rausa, vivere in centro storico per i giovani quartieranti sarà ancor più bello, perché oltre a coniugare le bellezze artistiche ed architettoniche che ci circondano, potranno, finalmente dare "sfogo" al fervore sportivo, in un ambiente sicuro e protetto.










 




lunedì 2 aprile 2018

L'Aforisma della Settimana



Illuminata l'edicola della Madonna della Maternità presso l'Asilo Nido di via Floresta

Madonnella, finalmente illuminata l'edicola Mariana


Ieri sera i tecnici hanno terminato il lavoro di valorizzazione del celebre quadro della Madonnina.“

Potrebbe interessarti: http://www.baritoday.it/cronaca/illuminata-edicola-mariana-piazza-carabellese.html




Da giorno 30 marzo, Venerdì Santo, l'edicola contenente l'immagine della Madonna della Maternità, incastonata nel prospetto del palazzo dell'Asilo Nido Comunale, ex Onmi (Opera nazionale maternità e  infanzia), per desiderio del Consiglio direttivo del nobile quartiere Monte Mira, è stata illuminata, per valorizzarne la particolare immagine della Madonna che nell'atto di allattare Gesù bambino, sovrasta il mondo e la penisola italiana.

Filippo Rausa, presidente del quartiere, ci dice, diversi mesi fa abbiamo inviato al sindaco una ufficiale richiesta, dove chiedevamo di illuminare detta edicola per valorizzarne la particolare effigie che ritrae la Madonna, in rilievo, nell'atto di allattare Gesù bambino.


Detta edicola incastonata nel prospetto del palazzo di via Floresta è scolpita su marmo bianco di Carrara e venne realizzata negli anni '60 del secolo scorso, allorquando anche nella nostra Città venne costruito detto centro, quale "ente assistenziale italiano fondato nel 1925 allo scopo di proteggere e tutelare madri e bambini in difficoltà".

La nostra proposta, ahimè, presentata a ridosso della nuova assunzione dell'impianto elettrico pubblico comunale, da parte della ditta Gemmo in sostituzione della ditta Luxor, seppure condivisa dal Sindaco Miroddi, al momento non ha trovato quel riscontro, forse per via della sostituzione degli attuali corpi luminanti con le lampade led.  

Per cui, considerati i tempi ancora non certi per illuminare detta edicola, per queste giornate di festività si è pensato di provare autonomamente ad illuminare la madonnina per vedere l'effetto visivo 

Detto ciò, Venerdì, nel corso della mattinata i soci del quartiere hanno provveduto a collocare un faro, e l'effetto sorpresa, che di già avevamo preannunciato al sindaco, ha sortito i suoi effetti positivi.

Di fatto, tutti coloro che venerdì erano in processione hanno potuto, forse alcuni per la prima volta nella loro vita, ammirare l'edicola della Madonna, sconosciuta ai più, e i successivi commenti sulla bontà dell'iniziativa non si sono fatti attendere.

Ci auguriamo, continua Rausa, che il Sindaco sin dalle prossime ore, richieda alla ditta Gemmo la installazione di un faro con luce led, quale nuovo corpo luminante, anche perché aspettare i tempi lunghi di sostituzione di tutte le lampade  in centro storico, per poi installare detto faro, sarebbe davvero un peccato.




domenica 1 aprile 2018

Lo sai perché....Se puoi connetterti ad internet in tutto il mondo è merito di una ventina di cavi sottomarini!

Il mondo di oggi è come lo conosciamo grazie alla rete. La possibilità di comunicare con gli altri anche dall’altra parte del mondo, di scambiarci informazioni, di scaricare file che si trovano su computer dall’altra parte del pianeta è data da una manciata di cavi sottomarini, che collegano tutto il mondo.

Se stai leggendo questo articolo, stai usando internet. E probabilmente non lo usi solamente per leggere questo articolo, ma per fare tantissime altre cose, ad esempio connetterti con siti web e anche con persone, con le videochiamate, che si trovano letteralmente dall’altra parte del mondo. Ma con internet tutto questo è si può fare, in pochi secondi possiamo scambiare informazioni con chi si trova a migliaia di chilometri di distanza. Ti sei mai chiesto come è possibile tutto questo? In questo articolo scopriremo una cosa davvero affascinante. Internet senza telefono fisso .

Molti pensano che il collegamento interplanetario delle reti sia dovuto ai satelliti, quando invece non è così. Il costo per portare un satellite in orbita è altissimo, e le informazioni che un satellite fa transitare sono relativamente poche, sicuramente molte meno di quanto riusciamo a farne passare noi collegandoci ad internet tutti insieme. E allora come è possibile essere tutti connessi e ad una velocità altissima? Il merito è di una ventina di cavi sottomarini che attraversano gli oceani, dai quali passano tutti i segnali che inviamo in ogni momento adsl .

L’idea dei cavi non è nata oggi, ma nel 1800, quando si cercava un modo rapido per comunicare tra Europa e America con il telegrafo, quindi con il codice morse, ai tempi. Successivamente i cavi già messi e gli altri che sono stati inseriti in acqua, tramite delle particolari navi che si chiamano “navi posacavi”, sono stati migliorati in velocità (un cavo sottomarino ha una durata di 25 anni) per poter reggere il quantitativo di informazioni che ci scambiamo oggi. E sono cavi davvero potenti: come si vede dall’immagine sopra, infatti, sono solo una ventina quelli che collegano l’Europa all’America, a fronte di due continenti che hanno ciascuno più di 700 milioni di abitanti, per la maggior parte connessi alla rete.

I cavi sono realizzati in modo da essere molto resistenti, perché la rottura di uno di essi provocherebbe danni incalcolabili a tutto il mondo, come si può ben immaginare. E i problemi sono l’usura, sicuramente, ma anche l’ambiente marino: di seguito, ad esempio, si può vedere uno squalo che, attratto probabilmente dalla corrente che passa nei cavi, cerca di morderlo; un’evenienza che capita spesso, a cui il cavo deve resistere perché se danneggiato capire dove è danneggiato è praticamente impossibile.

Con le tecnologie di oggi, questi cavi riescono a trasmettere un segnale, da un capo all’altro, in due centesimi di secondo, e sono loro a rendere possibile la “magia di internet” permettendoci di comunicare in tempo reale con chi si trova dall’altra parte del mondo con pochissimo scarto. Per parlare con qualcuno in Australia, ad esempio, c’è uno scarto di pochi secondi perché il segnale deve attraversare diversi cavi: cavi che, pur essendo così pochi, rendono possibile il mondo che stiamo vivendo.