"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

Palio dei Normanni, 12/13/14 agosto

lunedì 20 novembre 2017

Lo sai perché....Alimenti diuretici e drenanti, differenze


In questo articolo parliamo di alcune sostanze che possono essere utili all’organismo. In particolare evidenzieremo la differenza che esiste tra due termini: drenante e diuretico. I drenanti sono delle sostanze che permettono di depurare l’organismo. Parlando di depurazione si intende l’eliminazione delle tossine. Con le sostanze drenanti si permette ai liquidi che normalmente vengono accumulati nei tessuti muscolari, di rientrare nella circolazione sanguigna. Tali liquidi vengono poi eliminati tramite la sudorazione o tramite le vie urinarie.

Drenanti

Le sostanze drenanti posso essere erbe, piante o farmaci. Esse ci permettono di mantenere un buon stato di salute, proprio eliminando le sostanze dannose per l’organismo. Le sostanze drenanti permettono, inoltre, di combattere numerose problematiche. Tra queste si annoverano: le smagliature, le gambe gonfie, la cattiva circolazione, la ritenzione idrica. Un altro aiuto è quello di combattere gli inestetismi della cellulite, favorendo la naturale espulsione dei liquidi in eccesso.

Questo processo aiuta anche ad eliminare scorie e tossine dall’organismo. Tra queste vi sono: azoto, cloruri, acidi urici, fosfati e ossalati.

Chiari esempi di sostanze e alimenti drenanti sono:
le tisane
bevande come il tè verde, che ha ottime proprietà benefiche per la nostra salute grazie alla presenza di acido cloro genico;
l’ananas, utile per combattere anche gli inestetismi della cellulite;
i finocchi, che migliorano l’eliminazione dei liquidi in eccesso)
l’aloe vera, che favorisce l’eliminazione delle tossine.

Questo elenco è solamente esemplificativo e non esaustivo. Questi sono solo alcuni esempi di drenanti, ai quali non dobbiamo dimenticare di aggiungere tutti i farmaci e le erbe officinali in commercio.

Inoltre, se vogliamo drenare il nostro organismo, è importante considerare anche alcuni semplici ma necessari accorgimenti. Serve praticare una costante attività fisica quotidiana, bere molta acqua ogni giorno e consumare alimenti freschi.
Diuretici

Sono invece considerate diuretiche le sostanze naturali – o i farmaci – che permettono di depurare l’organismo permettendo l’eliminazione dei liquidi attraverso l’urina. Il processo di eliminazione dell’urina si chiama proprio diuresi.

I diuretici sono utilizzati principalmente in due ambiti: per curare l’ipertensione e per la cura dell’insufficienza cardiaca.

Le sostanze diuretiche sono utili perché permettono di ridurre il volume del sangue e la pressione che questo esercita sulle pareti vascolari. Esistono diversi diuretici quali per esempio:

la radice di finocchio;
il ciliegio;
l’olmaria;
la radice di asparago;
il tarassaco;
la betulla;
l’equiseto

Tali sostanze aumentano la necessità di urinare favorendo l’aumento di concentrazione di sodio e di altri sali nelle urine.

In ogni caso, i diuretici, anche quelli naturali, devono essere usati con moderazione. E’ importante chiedere sempre il parere e seguire le indicazioni del medico di fiducia. Soprattutto serve seguire le informazioni dei medici riguardanti la modalità di assunzione e di somministrazione della sostanza diuretica, per non rendere vano il trattamento che si vuole seguire. Evitando così di incorrere in ripercussioni sul bilancio idrico dell’organismo.

Tratto da: Canale cultura Biografieonline

L'Aforisma della Settimana


domenica 19 novembre 2017

Anteprima Calendario 2018 di Alessio D'alù


Di seguito il link con il video di presentazione del nuovo Calendario 2018 "evoluzione 3.0" di ALESSIO D'ALU'. 
Le copie del calendario saranno disponibili da mercoledì 22 novembre. Buona visione.


La V^ Commissione consiliare ha incontrato il Consiglio direttivo del quartiere

Giovedì 16 novembre, la V^ Commissione Consiliare ha incontrato il Consiglio direttivo del quartiere presso la sede di via Floresta.
L'incontro istituzionale già programmato da qualche settimana par conoscere i componenti del direttivo, la sede, ed ascoltare dalla viva voce del presidente del quartiere le attività che vengono effettuate nel corso dell'anno.
Presenti all'incontro i componenti della Commissione, presieduta da Federica Castrogiovanni e dai componenti Ivana Terranova, Concetto Arancio, Filippo Vitali. 
Per il quartiere, il presidente Filippo Rausa che ha fatto gli onori di casa e i componenti, Filippo Purrazza, Salvatore Oliva, Osvaldo Scarcelli, Enzo Conti, Pino Parlascino, Tony Amato, Alfredo Bandiera, Fabrizio Aloi.
L'incontro è stato più che cordiale, con l'iniziale visita ai locali della sede ed il successivo colloquio di lavoro nella sala della presidenza, la visita si è protratta per più di un'ora.

P.S. unico neo, la dimenticanza di una foto a ricordo dell'evento.

sabato 18 novembre 2017

La Domenica con Gesù, XXXIII del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.


Testi: “La donna perfetta. Modello di sapienza e preziosa più di tutte le perle” Pr 31,10-13.19-20.30-31 . 
“Il giorno del Signore sarà come un ladro nella notte” 1Ts 5,1-6 . Mt 25,14-30 . 
“Prendi parte alla gioia del tuo Signore” Mt 25,14-30.

Il Vangelo si caratterizza per una teologia semplice, appunto, la teologia del seme e del lievito. A noi spetta il lavoro paziente di coloro che hanno cura dei germogli e dei talenti. Vediamo che la parabola dei talenti contiene l’ esortazione ad avere più paura di restare inerti (come il terzo servo), anzicchè di sbagliare. La paura ci rende perdenti: quante volte abbiamo rinunciato a vincere, solo per il timore di essere sconfitti. La pedagogia del Vangelo ci invita, invece, a fare tre passi fondamentali per la nostra crescita: 1) non aver paura; 2) non fare paura; 3) liberare dalla paura. Soprattutto, liberare dalla madre di tutte le paure, cioè,dalla paura di Dio.

Se leggiamo attentamente la parabola, scopriamo che Dio non è presentato come un esattore delle tasse e/o un ragioniere, che rivuole indietro i suoi talenti, con gli interessi. ll Signore, infatti, dice: “Sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto.” Ciò che i servi hanno acquisito rimane a loro. Mentre i servi vanno per restituire, Dio “rilancia”. La bella notizia è proprio l’ accrescimento, l’ incremento di vita. Questa spirale d’ amore, che si espande, è l’ energia misteriosa di tutto ciò che vive ed ha la sua sorgente nel cuore di Dio.

Non vi è nessun richiamo al capitalismo della quantità. Infatti colui che consegna dieci talenti, non risulta essere più bravo di quello che ne riporta quattro. Non c’ è una cifra ideale da raggiungere; c’ è da camminare con fedeltà a te stesso, a ciò che hai ricevuto, a ciò che sai fare, fedele alla tua verità. Certamente, le “bilance di Dio” non sono quantitative, ma qualitative. 

Talento
Notiamo che dentro la metafora dei talenti non ci sono soltanto i doni dell’ intelligenza, del cuore, del carattere o le mie capacità. Vi anche la madre terra e tutte le creature, messe sulla mia strada, esse sono un dono per me. Ognuno è talento di Dio per gli altri.

Bellissima, in fine, appare la nuova formula del matrimonio: “Io accolgo te, come mio talento, come il regalo più bello, che Dio mi abbia fatto”. Lo può dire lo sposo alla sposa, l’ amico all’ amico. Sei tu il mio talento. Il mio impegno sarà quello di prendermi cura di te, di aiutarti a fiorire nel tempo e nell’ eternità.

      Mons. Antonino Scarcione

venerdì 17 novembre 2017

L'ultima opera di Giuseppe Liguori

Di seguito l'ultima opera realizzata dell'artista Giuseppe Liguori, nostro quartierante, con laboratorio nel cuore dell'antico quartiere Monte Mira, in via Sant'Anna, proprio dove un ventennio fa insisteva l'ufficio postale, prima di essere trasferito nei locali comunali di Trinità.

La Basilica Cattedrale vista dalla via Monte

Nobile Quartiere Monte, poesia del poeta Tanino Platania

Riceviamo e pubblichiamo una bellissima poesia del prof. Tanino Platania, pluripremiato poeta in diversi concorsi di poesia in Italia.

Al Comitato
NOBILE QUARTIERE MONTE MIRA,
questa mia poesia "NOBILE QUARTIERE MONTE", nata dall'amore per la nostra città, lungi dall'essere una critica nei vostri confronti - conosco il vostro costante impegno nel e per il QUARTIERE-, ma vuole essere solamente una "riflessione costruttiva" per quanti hanno a cura le sorti della CITTÀ e possono (con leggi, sovvenzioni e quant'altro) dare la possibilità di usare " le mani" per la riuscita di ogni buon proposito.

Tanino Platania
a volte poeta



Nobile Quartiere Monte
                  Opulentissimo et  magnificentissimoal così sia                                           

                ...Salite, discese
                e cadenti vecchie mura                 
                 dû  nòbu*  mio paese,                                 
                chi di voi si cura?
                …Solo il poeta è cortese,
                con la lingua antica e pura.
                                      
                …Versi di oggi e di domani
                vogliono cantarne ancor la gloria,
                 ma, per i cocci, servono le mani.
                …Lacrime a gocce di memoria
                non  sfornano  pani
                e non dissetano  la storia.            

                Incuria, moria: frutti amari di un’antica alchimia.
                …Così  s’arresta l’opulentissimo cammino                           
                e la strada che sentivo mia, si perde nella via.
                Già da tempo non si spezza Pane a San Martino: 
                magnificentissima preghiera  giunta al così sia.
                …Chi  avrà  versato sulla tavola del vino?
      

                                                                                                       Tanino  Platania
                
                                                                                                               
                        * dû nòbu = del  nobile  (in lingua gallo-italica)               

                                                                         

L'Italia finalmente ha un inno nazionale

 
Con il titolo "Il canto degli italiani", l'inno di Mameli, conosciuto universalmente come "Fratelli d'Italia", diventerà l'inno ufficiale della Repubblica italiana. La Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama ha infatti approvato, in sede deliberante, il provvedimento che lo istituzionalizza. L'Inno di Mameli fu scelto nel 1946 come inno nazionale provvisorio, ma da allora in poi nessuna legge lo aveva reso definitivo.

Goffredo Mameli scrisse "Il canto degli Italiani" il 10 settembre 1847, Michele Novaro lo musicò il 24 novembre dello stesso anno. Cantato a Genova durante una festa popolare per la prima volta, fu subito proibito dalla polizia. Dopo i moti del 1848 divenne il canto più amato del Risorgimento italiano e degli anni successivi all'unificazione. Il 12 ottobre 1946, il Consiglio dei ministri coordinato da Alcide De Gasperi, autorizzò "provvisoriamente" l'uso dell'inno di Mameli come inno nazionale della Repubblica Italiana. In oltre 70 anni non è stato adottato alcun provvedimento ufficiale sull'inno nazionale, anche se nel tempo sono state presentate diverse proposte di legge. (ANSA)

lunedì 13 novembre 2017

Lo sai perché...Differenze tra acqua minerale e oligominerale

Buon inizio di settimana a tutti, con oggi inizia una nuova rubrica che ci aiuterà, la dove fosse necessario, a spiegarci la differenza di tante cose che spesso e volentieri diamo per scontato sapere, ma che in realtà poi conosciamo a metà.
Senza perdere ulteriore tempo diamo il via al primo articolo"Lo sai perché" !

E’ l’elemento principale dell’organismo umano. La beviamo tutti i giorni. E’ l’acqua.
Parlando di “acqua da bere“, non può passare inosservata la distinzione che esiste tra acqua minerale e acqua oligominerale. Cominciamo ad anticipare il criterio principale con cui distinguerle: esso è il residuo fisso. Vediamo di seguito cosa è il residuo fisso e quali sono le principali caratteristiche e differenze tra acque minerali e oligominerali.

Acqua minerale

Con il termine acqua minerale si indicano quelle tipologie di acque che contengono al loro interno una percentuale consistente di sostanze cristalline inorganiche. Secondo la legge italiana, le acque minerali hanno origine da una falda sotterranea, presentano caratteristiche igieniche particolari (ovvero sono microbiologicamente pure) ed hanno proprietà benefiche per la salute.

Non tutte le acque minerali però presentano le stesse caratteristiche chimiche e fisiche. E’ quindi utile saper scegliere e distinguere tra le varie tipologie di acque presenti in commercio, così da essere consapevoli al momento dell’acquisto e della scelta. Le acque minerali presenti in commercio in Italia, secondo le normative, vengono divise in varie categorie. La suddivisione tiene conto del cosiddetto residuo fisso, il parametro che permette di classificare i vari tipi di acqua.

Le acque minerali, per la legge in vigore in Italia, devono presentare un residuo fisso che sia compreso tra 500 e 1500 milligrammi per litro (indicato così: mg/l).

Inoltre, tra loro si distinguono per la quantità in percentuale di sali minerali e di elementi chimici in esse contenute. Tra questi: calcio, zolfo, ferro, magnesio, bicarbonato. Le acque minerali, possono essere usate, in alcuni casi e sempre sotto consiglio medico, per contrastare particolari problematiche dell’organismo. Va comunque ricordato che sarebbe meglio limitarne l’uso giornaliero, consigliano gli esperti “non più di una bottiglia al giorno”, alternandole quasi sempre in compagnia con la classica acqua oligominerale da tavola, le quali hanno invece un residuo fisso molto inferiore.

Acqua leggera e ricca

Un’ulteriore distinzione e differenza che esiste tra l’acqua minerale e l’acqua oligominerale è quella caratterizzata dall’acqua minimamente mineralizzata, la quale presenta un residuo fisso molto basso. Esso è inferiore a 50 milligrammi per litro. In questo caso si può parlare di acque “leggere” che vengono utilizzate essenzialmente per favorire la cura di piccoli problemi fisici. Oppure per facilitare il processo della diuresi.

Altresì troviamo anche le acque, cosiddette “ricche”. Sono quelle che contengono una percentuale importante di sali minerali e che presentano un residuo fisso superiore a 1500 mg/l.

Acqua oligominerale

Le acque oligominerali invece, a differenza di quelle minerali, sono quelle acque che usiamo bere comunemente e quotidianamente. Ne sentiamo parlare spesso e di esse gli esperti consigliano di berne almeno due litri al giorno. Tale quantità soddisfa il fabbisogno giornaliero, mantiene attivo il metabolismo ed è utile per il funzionamento di tutti quei processi fisiologici che richiedono l’uso di acqua da parte del corpo.

Questo tipo di acqua oligominerale è definita comunemente “acqua da tavola”. In questo ambito non vi è mai una percentuale consistente di sostanze chimiche inorganiche, a differenza dell’acqua minerale. Inoltre l’acqua oligominerale (acque da tavola), deve presentare sempre nelle analisi, una percentuale di residuo fisso bassa. Essa non deve assolutamente superare i 500 milligrammi per litro. Più precisamente la norma richiede che il valore di “residuo fisso” sia compreso tra 50 e 500 mg/l.

Per concludere, citiamo un divertente dialogo di Achille Campanile tratto da un suo scritto umorista intitolato “Acqua minerale”:

– Il cameriere: Acqua minerale?
– Il cliente: Naturale.
– Il cameriere: (prendendo nota) Acqua naturale.
– Il cliente: Ho detto minerale.
– Il cameriere: Veramente, mi scusi, ma lei ha detto naturale.
– Il cliente: Intendevo: “naturale, acqua minerale”. Non le sembra naturale che io beva acqua minerale?.

Tratto da: Canale cultura Biografieonline

domenica 12 novembre 2017

L'aforisma della Settimana


Si sbaglia sempre. Si sbaglia per rabbia, per amore, per gelosia. Si sbaglia per imparare. Imparare a non ripetere mai certi sbagli. Si sbaglia per poter chiedere scusa, per poter ammettere di aver sbagliato. Si sbaglia per crescere e per maturare. Si sbaglia perché non si è perfetti.
                                                                                         BOB MARLEY

Cristiani in cerca di Confucio - Il Sole 24 ORE

  • –Prospero Intorcetta S.J.
  •  
Negli anni 1972 e 1973 la Tipografia Vincenzo Bona di Torino pubblicò una strenna natalizia in pochissimi esemplari e due parti. La prima conteneva «Sapienza Sinica», in calce tavole con «La vita di Gesù illustrata ai Cinesi»; nella seconda fu riprodotta la «Sinarum Scientia politico-moralis», a cui seguiva una «Vita di Confucio». Erano stati riportati alla luce i manoscritti del gesuita Prospero Intorcetta (1625-1696). Il curatore era Paolo Beonio-Brocchieri (1934-1991), insigne orientalista italiano, che i più ricordano alla cattedra di Pavia. Sarà, tra l’altro, autore de «La filosofia cinese e dell’Asia Orientale», secondo tomo della vasta «Storia della filosofia» diretta da Mario Dal Pra (Vallardi 1977).
Le due parti dell’opera sono state ristampate dalla Luni Editrice in un unico libro e martedì 14 novembre il volume, intitolato «Confucio e il Cristianesimo», sarà in libreria. In questa pagina - l’originale ebbe diffusione familiare e resta una sorta di inedito - anticipiamo due estratti dei testi di Intorcetta nella traduzione di Paolo Beonio Brocchieri. È stata aggiunta una testimonianza della moglie dell’orientalista, Mariateresa Fumagalli. La quale, nota studiosa del pensiero medievale, aveva seguito il marito in Cina e Giappone. Il volume della Luni ha una prefazione di monsignor Pier Francesco Fumagalli, vice prefetto della Biblioteca Ambrosiana.
Prospero Intorcetta, gesuita vissuto nella grande stagione del suo ordine, filologo ma anche studioso di fisica, stupisce in questo libro per le intuizioni sul pensiero confuciano. Era convinto di scorgere in esso una religiosità naturale, in grado di orientare una nuova ed efficace strategia per evangelizzare la Cina.
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DA «SAPIENTIA SINICA»
L’insegnamento dei grandi uomini consiste nell’illuminare con le virtù la potenza spirituale collocata dal Cielo, ossia l’Anima, affinché questa possa tornare all’originale purezza che gli appetiti umani avevano appannato; consiste nel rinnovare il popolo con l’esortazione e l’esempio; consiste nell'attenersi fermamente al sommo bene, seguendo in ogni cosa il dettato della ragione. 

La Domenica con Gesù, XXXII del Tempo Ordinario / A

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale.

Testi: “La sapienza di Dio si lascia trovare da chi la cerca con cuore sincero” Sap 6,12-16 . 
“Gesù è morto ed è risorto per noi” 1Ts 4,13-18 . “Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini…cinque di esse erano stolte e cinque sagge…” Mt 25, 1-13.

Quella del vangelo odierno, è una parabola “difficile” da interpretare, addirittura, appare piena di “incongruenze”. 
Eppure, come affermano gli esegeti, fa piacere sentire che il regno dei cieli è simile a dieci ragazze, che sfidano la notte, “armate”, soltanto, di un po’ di luce. Proprio così, il regno è simile a dieci piccole luci nella notte, a gente coraggiosa, che sfida il buio e il ritardo del “sogno”, che aspetta qualcuno, uno sposo, un po’ d’ amore, un abbraccio dalla vita.

Ma qui iniziano i problemi. Infatti, tutti fanno “brutta figura”: lo sposo, che, essendo in ritardo, mette in crisi le ragazze; le cinque stolte, perché non hanno olio di riserva, quelle sagge, perché sono costrette a rifiutare di condividere il loro disagio ed, infine, colui che chiude la porta della casa in festa, è “obbligato” ad andare contro ogni usanza, perché il paese intero partecipava all'evento del matrimonio. 
A questo punto, “scopriamo” che Gesù “adotta” tutte le incongruenze, per tenere attento l’ uditorio.
La svolta è segnata da un grido, che sottolinea lo spegnimento delle torce: “dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. 
La risposta è netta: no, perché non manchi a noi e a voi. Notiamo che l’evangelista non spiega che cosa indichi l’olio. Certamente, deve trattarsi di qualcosa che non può essere né prestato, né diviso. A questo proposito, appare illuminante l’espressione di Gesù: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini e vedano le vostre opere buone”. Forse, l’olio indica le opere buone. Perché, o noi portiamo calore e luce a qualcuno, o non “esistiamo”.

Manca dell’ olio, soltanto, chi dice e non fa. Ma l’ asse, attorno a cui ruota la parabola, è, certamente, quella voce, capace di svegliare la vita. 
Io ho tanta forza, quanta ne ha quella Voce, che, sicuramente, verrà; essa sveglia la vita da tutti gli sconforti, mi consola e disegna un mondo colmo di incontri e di luci. 
A noi basta avere un cuore, che ascolti e ci faccia uscire incontro a chi ci porta un abbraccio.

                                                                              Mons. Antonino Scarcione

sabato 11 novembre 2017

I disegni dei ragazzi partecipanti al concorso di disegno su San Martino

Di seguito i 46 elaborati realizzati dai ragazzi/e dell'Istituto comprensivo Cordova-Capuana, plesso Trinità. A tutti gli alunni un grazie di cuore per l'impegno profuso.