"Non dubitare che un gruppo di cittadini impegnati e consapevoli possa cambiare il mondo: in effetti è solo così che è sempre andata" (Margaret Mead)

Quello che fai per te stesso morirà con te,quello che fai per gli altri rimarrà per sempre


domenica 26 giugno 2016

La Domenica con Gesù, XIII del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “…IlSignore disse ad Elia: Ungerai Eliseo…Come profeta al posto tuo…Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello…Eliseo…Si alzò e seguì Elia…” I Re 19,16b.19-21 . 
“Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libetà!…Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!...” Gal 5,1.13-18 . 
“…Entrarono in un villaggio di Samaritani…Ma essi non vollero riceverlo…Per la strada un tale gli disse: Ti seguirò dovunque tu vada…Le volpi hanno le loro tane…Ma il Figlio dell’ uomo non ha dove posare il capo…” Lc 9,51-61.

“Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi ? “ (Lc 9,54). Questa è la “logica e umana” reazione di Giacomo e Giovanni al rifiuto dei Samaritani. Ma Gesù li rimprovera e si avvia verso un altro villaggio. Come opportunamente afferma Hermes Ronchi, studioso di S.Scrittura e predicatore degli Esercizi Spirituali al S.Padre, “Gesù è uno che difende persino chi non la pensa come lui “. Umanamente parlando, i nemici sono coloro che si “combattono e, addirittura, si eliminano”. Gesù, al contrario, vuole persino cancellare l’ idea di nemico. Anzi, invita il cristiano a “superare il passato” e ad iniziare nuovi percorsi. Come accade ai tre nuovi discepoli. Al primo, che gli dice: “Ti seguirò dovunque tu vada”, Gesù soggiunge: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il figlio dell’ uomo non ha dove posare il capo…”.

Anche se non è esattamente così. Infatti, Gesù stesso può fruire di “cento case” di amici, felici di poterlo accogliere e condividere, con lui, pane e sogni. In realtà, il Signore, con la metafora delle volpi e degli uccelli, “disegna” la sua vita, che è sempre a rischio e priva di sicurezza, perché minacciata costantemente dal potere religioso e politico.

Noi siamo abituati a sperimentare la fede, come un’ oasi di conforto e sostegno, pane buono, che nutre e dà gioia. La pagina del vangelo odierno, invece, vuole aiutarci a scoprire che la fede è anche un progetto, da cui può iniziare, per noi, un nuovo cammino; nel quale il cristiano corre il rischio di essere rifiutato o, addirittura, perseguitato, perchè egli, come diceva Leonardo Sciascia, “accarezza spesso il mondo in contropelo”, va contro corrente e non si “appiattisce” sul pensiero dominante.

Infine, le parole durissime di Gesù, “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”, non intendono contrastare i più delicati affetti umani; vogliono, bensì, evidenziare la centralità del Regno: “Tu va’ e annuncia il Regno di Dio”. Se ti fermi “in superficie”, non vivi in pienezza la scelta di fede. Infatti, “Dio ha bisogno” di credenti, che avendo posto mano all’ aratro, non guardano indietro agli errori, alle incoerenze e ai fallimenti del passato, ma allungano lo sguardo in avanti, verso i grandi spazi di evangelizzazione del mondo.

                                                                              Mons. Antonino Scarcione      

Disinfestazione dal 27 al 30 giugno


giovedì 23 giugno 2016

Villa Romana del Casale, ingresso gratuito e apertura serale

Torna l’Estate e alla Villa Romana del Casale è tempo di apertura serale! Per tutti i fine settimana di luglio e agosto (da venerdì a domenica) sarà possibile accedere all’area archeologica dalle ore 9:00 alle ore 23:00. 
I cancelli verranno chiusi alle ore 23:30. Il primo appuntamento è per venerdì 01 luglio.

Inoltre, il 03 luglio, prima domenica del mese, si potrà entrare alla Villa gratuitamente, senza alcun costo di biglietto. Si ripete, infatti, l’appuntamento mensile con #DomenicaAlMuseo.

domenica 19 giugno 2016

Campi scuola 2016 - "Anch'io sono la protezione civile" dal 4 al 10 luglio

Il presidente dell'Associazione di Volontariato Plutia Emergenza Onlus, Sig. Santo Varagone, comunica che presso la nuova sede operativa di via Alessandro Manzoni (ex mercato ortofrutticolo), dal 04 al 10 luglio 2016, così come previsto dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale, viene organizzato un Campo Scuola di Protezione Civile rivolto ai giovani dai 12 ai 17 anni.

Obbiettivo, rendere i ragazzi consapevoli del ruolo attivo che ognuno può svolgere nella tutela dell’ambiente, del territorio e della collettività.

Il Campo Scuola prevede la permanenza dei ragazzi sia a pranzo che a cena e la possibilità di rimanere a dormire presso lo stesso campo-scuola.

Il programma prevede delle lezioni teorico pratiche sia di Protezione civile sia in campo sanitario, ed educazione alla legalità. Alla fine del corso verranno rilasciati gli attestati di BLS-BLSDe di I° Soccorso.

Le iscrizioni sono aperte sino al 25 giugno p.v., la partecipazione è gratuita.


La Domenica con Gesù, XII del Tempo Ordinario

……… per tutti coloro che desiderano lasciarsi guidare dalla Parola di Dio: un commento per meditare e per prepararsi alla Liturgia della Santa Messa domenicale

Testi: “Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione…” Zc 12,10-11; 13,1 . 
“…Tutti voi siet figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù…Non c’ è più Giudeo né Greco…Né schiavo, né libero…” Gal 3,26-29 . 
“…Le folle, chi dicono che io sia?...Giovanni il Battista…Elia…Uno degli antichi profeti…Ma voi chi dite che io sia ? …Il Cristo di Dio…Chi vuol salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà” Lc 9,18-24.



Sappiamo bene che sequela e croce sono elementi legati tra di loro, perché “seguire” Gesù significa andare con lui verso Gerusalemme, là dove si sarebbe “consumata” la sua vicenda terrena, con libero e volontario dono di sé. Andare verso Gerusalemme, per il discepolo, significa, dunque, uscire da sé, “oltrepassare” il proprio io e instaurare relazioni di amore con gli altri. Il “modello di riferimento” è la croce di Gesù. In negativo, potremmo dire che la croce non è soltanto sopportare le avversità, sia fisiche che morali. In positivo, invece, possiamo affermare che la croce “implica” una relazione nuova con sé stessi, con gli altri e con il mondo intero.

Nella croce, assunta, consapevolmente, vi è una nuova comprensione della realtà, che inizia dalla mancata pretesa di autoaffermazione. Ciò non significa, però, la negazione di sé, per affermare l’ altro, ma il riconoscimento di sé nell'accoglienza dell’ altro. Questo processo, in verità, inizia col riconoscere sé stessi nelle situazioni concrete, in cui si vive; per esempio, nella malattia, a volte, ci si percepisce come un “io estraneo”, che stentiamo a riconoscere e, quindi, ad accettare.

La croce del discepolo, sul modello esemplare della croce del maestro, significa, sicuramente, assunzione di responsabilità di fronte alla vita. A proposito della croce, bisogna fare una precisazione: la croce di Gesù apre a noi una possibilità di verità e di libertà; perché nella sua morte sono vinte la violenza e l’ ingiustizia degli uomini sugli uomini.

Il Gesù della passione è l’ uomo della non violenza e del perdono, che così ci rivela il volto paterno di Dio-amore. Si capisce meglio quello che abbiamo cercato di descrivere, considerando il momento, in cui Gesù rivolge ai discepoli le sue parole sulla necessità di prendere su di sé la propria croce.Egli lo fa dopo la confessione di fede di Pietro, quando il discepolo afferma: “Tu sei il Cristo di Dio”. Gesù annuncia la sua passione, morte e resurrezione, dopo aver ordinato loro di tenere il segreto e prima di porre, quale requisito della sequela, la disponibilità ad assumere la propria croce.

Se l’ attesa messianica è l’ attesa di un regno, mediante gli strumenti tipici del potere terreno, quali la forza, la violenza, l’ imposizione della propria volontà, l’ annuncio della croce, per Gesù e per i suoi discepoli, è l’ affermazione di un “principio di realtà”. Ad attendere i discepoli, non vi è l’ insediamento di Gesù sul trono del potere, ma, appunto, la croce del “Cristo” e la delusione per il suo fallimento. Non l’ attesa di un sogno, ma l’ assunzione della realtà, è ciò che la croce afferma.

Una concezione riduttiva della croce di Gesù l’ ha confinata nella sfera dell’ ascesi individuale, dimenticando che essa riguarda la comunità dei discepoli, la Chiesa. La “croce” ha, infatti, un significato fondamentale per la Chiesa: il rifiuto del potere, come “forza” per l’ annuncio della salvezza. Non la croce come segno esteriore di appartenenza, ma come logica della non-violenza.

“Come Cristo ha compiuto la redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni, così pure la Chiesa è chiamata a scegliere la stessa via, per comunicare agli uomini la salvezza” (Lumen Gentium 8).

La croce diventa, così, una parola universale, capace di parlare agli uomini del nostro tempo, se la testimonianza della Chiesa è autentica.

                                                                                         Mons. Antonino Scarcione

giovedì 16 giugno 2016

GIUBILEO DEI SACERDOTI E DEI DIACONI

Apertura dell’ icona della Madonna delle Vittorie e consacrazione alla Vergine.

Contestualmente, verranno festeggiati: 
il 60° di Sacerdozio di: Don A.Russo e Don S.Stagno; 
il 50° di: Don A. Acireale, Mons. G. Bongiovanni, Vicario Generale, Don M. Costanzo, Docente a Rochester (USA), Don V. Janni’, Don Pino Petralia, Mons. S.Zagarella, Parroco di S.Antonio, Don Evaristo Zavattieri, Guardiano Convento Cappuccini Mazzarino, Don V.Sena, Salesiano; 
il 25°: Don F.Ristagno. 

Un fraterni auguri a tutti, in particolare ai Rev.mi Canonici, autorevoli componenti del Capitolo Cattedrale, Mons.Giovanni Bongiovanni e Mons. Salvatore Zagarella.
                                                                                             Mons. Antonino Scarcione-Prevosto

Il Vescovo Mons. Rosario Gisana

mercoledì 15 giugno 2016

L'aforisma della Settimana


Finanziato dopo 34 anni di assoluto abbandono l'ex magistrale, ospiterà il nuovo Commissariato di Polizia di Stato

Quando la Politica è al servizio della comunità, aldilà di schieramenti politici pronti a criticare chi e chessia, della serie "levatitici tu che mi ci metto io".
Di seguito l'articolo di Totò Conti, tratto dal sito di Radio Mosaici a cui noi in premessa aggiungiamo quanto segue.
Nel complimentarci con il vicesindaco Giuseppe Mattia che ancora una volta dimostra di avere acume nelle scelte politiche e i risultati finora conseguiti ne sono una chiara testimonianza, questo nuovo finanziamento conquistato, si aggiunge alle opere pubbliche già in cantiere che verranno avviate nelle prossime settimane; per tutto ciò lo ringraziamo per avere preso spunto da una interrogazione presentata dalla Consigliera Comunale Laura Saffila, il 17 giugno 2014, che proponeva "provocatoriamente, ma non troppo" di realizzare un parcheggio in ciò che rimane dell’ex Scuola Magistrale abbandonata 34 anni or sono, nel lontano 1982.
Di seguito il testo dell’interrogazione presentata al Sindaco: http://www.quartieremonte.com/2014/06/interrogazione-al-sindaco-proposta_18.html

Nuovo successo dell’Amministrazione Miroddi che ha ottime possibilità di realizzare un Suo nuovo progetto portato avanti dal Vice Sindaco Giuseppe Mattia e dall’Ufficio Tecnico: “Il recupero e la ristrutturazione dell’ex Magistrale di via Umberto per alloggiare gli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza”.

Questo progetto ci dice Mattia, oltre a garantire la presenza dello Stato ed assicurare la permanenza del Commissariato a Piazza Armerina, consente di restituire alla Città ed al centro storico un bene monumentale e di grande pregio che fa parte della nostra memoria storica ed identitaria, la scelta dell’Amministrazione di recuperare la sede dell’ex Magistrale per adibirla ad uffici di P.S. prende, come si suole dire, due piccioni con una fava, da un lato garantisce il recupero e la conservazione di uno dei più importanti e prestigiosi complessi monumentali di architettura religiosa e civile, dall’ altro la conservazione di un edificio ormai abbandonato da anni, questo obiettivo si è raggiunto, grazie al binomio di utilità pubblica e salvaguardia architettonica, storica e culturale.
La costruzione dell’edificio venne iniziata intorno al 1320 con il contributo di Guglielmo Caldarera, Barone di Favarotta e Bifera per essere adibito a convento delle Clarisse, poi nel secolo XVII° venne integrato con la costruzione della Chiesa, nel 1866 l’edificio venne ampliato fino a raggiungere le mura trecentesche della Città, infine divenne sede dell’Istituto Magistrale, una delle più prestigiose scuole della Città.
Il Progetto altre al recupero della struttura prevede che essa sia dotata di tutti i più moderni sistemi architettonici, termici e di video sorveglianza, in poche parole un edificio che nel rispetto di un patrimonio artistico e culturale sarà tecnologicamente all’avanguardia.

Il Sindaco Miroddi, avendo avuto notizia della fattibilità del progetto, ha immediatamente informato il Questore di Enna ed il Commissario di Piazza Armerina che si sono congratulati con lui e con la sua Amministrazione per il lavoro proficuo che stanno svolgendo e continuano a svolgere nell’interesse della comunità Armerina.

                                                                                              Totò Conti


Comitati pronti a bloccare le elezioni dell'ente intermedio


martedì 14 giugno 2016

I Comitati pro Città Metropolitana di Catania diffidano la Regione Siciliana

Riceviamo e Pubblichiamo

Gela 14 giugno 2016

COMUNICATO STAMPA: Adesione Città Metropolitana

LE AMMINISTRAZIONI ED I COMITATI UFFICIALI DI GELA, PIAZZA ARMERINA, NISCEMI E LICODIA EUBEA BLOCCHERANNO LE ELEZIONI DELL’ENTE INTERMEDIO 

I Comitati ufficiali promotori dell’adesione alla Città Metropolitana di Catania, CSAG Gela, Pro Referendum Piazza Armerina, Liberi Consorzi Niscemi e Consulta di Niscemi, unitamente ai sindaci di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, hanno tenuto stamani una conferenza stampa, presente anche l’Avvocato Guglielmo Piazza che in rappresentanza di comitati e amministrazioni cura la parte legale.

Ha iniziato Filippo Franzone, Coordinatore del CSAG: le amministrazioni di Piazza Armerina, Licodia Eubea e Gela, hanno già inviato le diffide atte ad avvisare i responsabili regionali, lo farà a breve anche Niscemi ed i Comitati ufficiali. Bloccheremo le elezioni delle Città Metropolitane e dei Liberi Consorzi Siciliani, se prima non verrà ufficializzato formalmente il passaggio territoriale dei quattro comuni che hanno esercitata una libera scelta in base alle leggi vigenti. 

Ha successivamente letto un documento inviato dal Prof. Curreri (in allegato) docente di Diritto Costituzionale alla Kore di Enna, consulente dei comitati ufficiali.

A seguire Luigi Gualato, coordinatore del comitato Liberi Consorzi Niscemi ha detto: Qui non si discute più su ciò che si è scelto, è superato, quello che sta avvenendo è un problema di democrazia, di rispetto delle regole. L’espressione di quattro consigli comunali, la conferma avvenuta da parte di 32.000 cittadini attraverso referendum confermativi, non può essere calpestata da nessuno. Rivendichiamo il rispetto delle scelte democratiche in tempi brevi e certi. Continuando così rischiamo di perdere quei finanziamenti europei che servono allo sviluppo dei comuni delle Città Metropolitane.

Totò Murella
Il periodo delle chiacchiere è finito - inizia così Salvatore Murella, Portavoce del Comitato Pro Referendum di Piazza Armerina - chi deve fare lo faccia subito, perche una volta iniziata l’azione giudiziaria non ci fermeremo. Continuiamo a subire una mortificazione dei servizi, l’ospedale in continua riduzione di servizi erogati e personale, adesso il caso dell’IPAB che rischia di appesantire le spese del comune di 4 milioni di euro. Non possiamo restare orfani dell’ente intermedio, indietro non si torna ed una scelta inequivocabile è stata fatta, Piazza, insieme a Gela e Niscemi, ha scelto senza se e senza ma la Città Metropolitana di Catania.

Gaetano Buccheri, Portavoce della Consulta di Niscemi ha così sintetizzato il suo pensiero: La I Commissione ARS ed il Parlamento stanno violando l’autonomia degli enti locali, loro che rappresentano una Regione a statuto Speciale, è un controsenso. Comuni contro Regione per una materia che rappresenta la base di una democrazia, il rispetto reciproco delle leggi. I comuni hanno rispettato in pieno i contenuti della Legge 15/15, faccia lo stesso la Regione.

Di seguito sintetizzato l’intervento dell’Avv. Guglielmo Piazza: La l.r. 15/15 prevede all'art. 44 un procedimento speciale e vincolato per consentire ai soli quattro Comuni, che avevano già adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla previgente l.r. 8/14, di salvare gli effetti delle scelte già democraticamente operate e confermare la migrazione verso altro Ente intermedio.

Tale procedimento si conclude con l'approvazione di una c.d. “Legge-provvedimento” da parte dell'ARS che ha un limitatissimo potere di incidere sui contenuti della stessa, motivo per cui i Comuni ed i Comitati hanno inteso invitare ad adempiere l'ARS contestualmente diffidando le altre Istituzioni dall'emettere provvedimenti amministrativi illegittimi.

In assenza di tale Legge-provvedimento, infatti, non può ritenersi pienamente attuato il quadro degli Enti intermedi risultante dal disposto della l.r. 15/15 e per tale motivo i provvedimenti amministrativi emessi dalle Istituzioni preposte (convocazione, in prima applicazione, dei comizi elettorali) sarebbero illegittimi per violazione di legge ed eccesso di potere.

In tale quadro, l'eventuale impugnazione dei predetti provvedimenti da parte dei Comuni e dei Comitati non appare una chimera e corre il rischio di bloccare le elezioni relative agli Organi elettivi dei nuovi Enti intermedi.

È intervenuto anche l’Ass. del Comune di Gela Francesco Salinitro, che segue da vicino la vicenda: I comuni stanno subendo un grave danno, partita la Città Metropolitana di Catania, partono anche i processi di organizzazione, noi non possiamo assolutamente rimanere nel limbo. Ho detto, durante la cerimonia di insediamento del Sindaco Metropolitano di Catania, al presidente della Regione rosario Crocetta, la pericolosità per queste comunità della permanenza dell’incertezza, ha risposto che avrebbe chiamato l’indomani per un incontro. È già passata una settimana.

Il Sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, alza anche lui l’indice accusatorio nei confronti di Crocetta: Gela è la città del Presidete della Regione, ma con noi finora non è stato corretto, aspettiamo acora che ci chiami. Anche con l’IPAB di Piazza Armerina ci sta creando seri problemi, estinguendola. Eppure il giorno prima che mi arrivasse la notifica dalla Regione, ci siamo incontrati a Catania, durante la cerimonia di insediamento del Sindaco Metropolitano, mi aveva assicurato che non c’erano problemi, invece… Sulla Legge 15/15 pretendo, nella carica che ricopro a seguito di una scelta elettiva-popolare, che la democrazia venga rispettata.

Il Sindaco di Niscemi, Francesco La Rosa così si esprime: è diventata una questione tragicomica. È una legge nata male, portata in Parlamento, dove nessuno la voleva ma l’hanno sottoscritta. Adesso siamo ad un punto di non ritorno. La colpa di tutto ciò non è solo del Presidente della Regione ma, dell’intera maggioranza regionale, la deputazione non vuole modificare i collegi elettorali perché hanno paura. Se non sono in grado di legiferare, facciano mea culpa e vadano a casa.

Chiude i lavori il Sindaco di Gela, Domenico Messinese, con il suo intervento: Quando la realtà supera la fantasia, si arriva all’assurdo. Siamo trattati come bambini a cui dire una bugia del momento per tenerci tranquilli. Siamo stati ligi, rispettosi delle regole, ma loro hanno continuato ad alzare l’asticella per non farci mai arrivare.Se per loro siamo numeri o pedine, stanno sbagliando tutto. Siamo affidati a delle persone che non rispettano il loro mandato né chi li ha premiati a rappresentare la Sicilia. La cosa è assurda, comprensibile solo in un palazzo di pazzi. Ci impediscono di essere autori del nostro futuro, il loro comportamento sta producendo danni alle nostre collettività, è ovvio che iniziata la parte giudiziaria chiederemo i danni. Non ci sposteremo di un millimetro rispetto alle scelte già effettuate, la democrazia trionferà, vinceremo sicuramente.

Adesso tocca ad altri far rispettare le regole, non più alla politica. Impugneremo ogni atto in ogni sede, se occorrerà arriveremo anche alla Corte Costituzionale ed alla Corte Europea dei Diritti Umani. A qualcuno è sfuggito, ma questa è ancora una Repubblica.

Filippo Franzone                                    Salvatore Murella                                       Luigi Gualato                              Gaetano Buccheri
Coordinatore CSAG                          Portavoce Comitato Pro                             Portavoce Comitato                      Portavoce Consulta
                                                                   Referendum                                      per i Liberi Consorzi

domenica 12 giugno 2016

Riflessioni sul " Pellegrinaggio del Giubileo ".

La prima settimana di Giugno, come da programma da giorno 1 a giorno 4, il nobile quartiere Monte ha organizzato il "Pellegrinaggio del Giubileo", con tappe nei luoghi della fede più carismatici d’Italia, i santuari di san Francesco e santa Chiara ad Assisi, santa Rita a Cascia e con tappe a Roccaporena, Spoleto ed infine Roma, per attraversare la Porta Santa nella basilica di San Pietro.

Insieme a una simpaticissima compagnia di cinquantadue quartieranti e concittadini, abbiamo avuto la possibilità di condividere emozioni e sensazioni in luoghi particolarmente carichi di spiritualità.

La prima tappa del viaggio è stata in Umbria, al santuario di San Francesco e Santa Chiara.

Giunti ad Assisi, precisamente a Santa Maria degli Angeli ci accoglieva l’omonima Basilica (la cui cupola è somigliante a quella della nostra Cattedrale), all’interno della quale vi è la chiesetta della Porziuncola riparata da san Francesco dopo la sua vocazione.

In detto edificio, luogo di importanti avvenimenti, ebbe inizio l'Ordine dei Minori; santa Chiara rinunciò al mondo e abbracciò sorella povertà; Francesco vi morì la sera del 3 ottobre 1226; detto ciò è facile percepire al di là della suggestione del luogo la forte spiritualità che si respira, che ti coinvolge facendoti meditare sul tuo modo di vivere e di essere cristiano nel terzo millennio.

Qualche chilometro sopra sulla dolce collina, Assisi, straordinariamente bella, con le basiliche di san Francesco e santa Chiara depositarie delle spoglie mortali dei santi, completano il quadro di pace, serenità, ammantato dalla bellezza dei luoghi e dei paesaggi molto suggestivi.

Nel corso della visita alla basilica di san Francesco straordinario esempio dell'arte italiana, abbiamo pregato innanzi la tomba di S. Francesco per la nostra comunità, e come da "missione" abbiamo pregato anche per il nostro caro vescovo mons. Rosario Gisana, che nell'incontro giorni prima della nostra partenza, ci aveva raccontato di essere molto devoto del santo poverello di Assisi, a tal punto da chiedere al suo vescovo della diocesi di Noto in quel lontano 4 ottobre 1986, di essere ordinato sacerdote proprio nel giorno della ricorrenza del santo.

La seconda tappa del viaggio ci ha condotto a Cascia, comune immerso nell'Appennino centrale, al santuario di Santa Rita altro importante luogo dello spirito, Rita venerata particolarmente dalle donne per la stupefacente ‘normalità’ dell'esistenza quotidiana da lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca.

Il viaggio è proseguito nella città natale di Rita, Roccaporena con la visita alla casa natale della santa, il santuario e la veduta del cosiddetto scoglio, ove oggi sorge una chiesetta, ma che al tempo era la meta di Rita che ivi si ritirava in preghiera. Luoghi particolarmente suggestivi, per la storia e per il patrimonio boschivo che ne caratterizza l'ambiente.

Il viaggio con la sua terza tappa è poi proseguito con la visita alla città di Spoleto con il suo ben tenuto centro storico, il Duomo che per certi versi il suo interno e molto somigliante alla nostra Cattedrale, e nell'occasione abbiamo potuto vedere da vicino i luoghi di don Matteo, nota fiction di Rai 1.

La quarta tappa ci ha visti protagonisti a Roma, per il grande Giubileo della Misericordia.
Dopo il chek-in nei pressi di Castel sant'Angelo abbiamo percorso via della Conciliazione, per il pellegrinaggio alla Tomba di Pietro, alternandoci a portare la Croce giubilare, pregando e meditando lungo tutto il percorso, ed infine abbiamo attraversato la Porta Santa della Basilica, il cuore della Chiesa.

Un'esperienza unica e rara, una grande emozione condivisa con tutti nel nome del Signore, entrare ed attraversare la porta Santa che per anni resta chiusa e che viene aperta solo 1 anno, negli anni giubilari è un momento molto importante per noi cristiani, un'emozione interiore che non è descrivibile, in quanto non si tratta di passare da una porta di una chiesa qualunque ma si sta passando la Porta per eccellenza che già Giovanni Paolo II ha dichiarato Santa. 

La gioia di attraversare la Porta Santa della Misericordia non è stato un gesto devozionale formale finalizzato solo ad acquistare l’indulgenza del Giubileo, ma un segno dinamico, quello del pellegrinaggio. 
La vita è un pellegrinaggio, come dice il papa, "l’essere umano è un pellegrino che percorre la strada fino alla meta agognata. Anche per raggiungere la Porta Santa a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio quale stimolo alla conversione, per poi lasciarci abbracciare dalla Misericordia di Dio impegnandoci nella vita di tutti i giorni ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi".

La giornata proseguiva con la visita alla basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma, al santuario della Scala Santa; infine nel pomeriggio la visita a Grottaferrata e la passeggiata a Frascati entrambi comuni dei Castelli Romani.

Con quest’ultima tappa il pellegrinaggio del Giubileo aveva fine, ci attendeva la via del ritorno, la sosta per la cena in Calabria a Polla e poi il rientro a “Piazza”. 



Non possiamo non ricordare le nostre guide; mons. Antonino Scarcione nostra guida spirituale, che per un coincidente impegno pastorale proprio a Roma, in Vaticano per il "Giubileo dei Sacerdoti" non aveva potuto condividere con noi le fasi del pellegrinaggio; anche se nel corso del viaggio in collegamento telefonico non ha fatto mancare il suo saluto la sua preghiera per tutti noi. 
Altro ringraziamento al concittadino e quartierante Pippo Failla, "piazzese de Roma" che pazientemente e con innato altruismo, ci ha accompagnati facendoci conoscere scorci di Roma e dei comuni dei castelli romani.

Di detto pellegrinaggio, negli occhi e nel cuore di ognuno rimarrà vivo il ricordo indelebile di un pellegrinaggio trascorso con tanta bella gente all'insegna della preghiera, della gioia e di tanta allegria, quattro giorni trascorsi in grande armonia e serenità.

Il mio augurio è che ognuno di noi possa testimoniare con il proprio esempio il cammino di fede alla ricerca della luce interiore che cova nel proprio cuore.

                                                                                                     Filippo Rausa



La sequenza fotografica....